THE DECEMBERISTS: ballate, marinai e regine da Portland

21 dicembre, 2009

Colin Meloy, voce e chitarra dei Decemberists potrebbe essere facilmente considerato il nuovo bardo degli anni zero, lo storyteller per eccellenza che ama creare interi racconti partendo da semplici personaggi come un ferroviere (The Engine Driver) o un venditore ambulante (Eli, the barrow boy) e che arriva addirittura a concepire un intero album-opera, un musical tra il rock alternativo e il brit-folk, solo per poter dare più spazio ai personaggi che popolano la sua immaginazione e alle storie che li coinvolgono.

i Decemberists in versione divina

i Decemberists in versione divina

Il gruppo di Portland formato attualmente da Chris Funk (chitarra, polistrumentista), Jenny Conlee (organo, accordion, piano, tastiere…), Nate Query (basso), John Moen (batteria) e Colin Meloy (voce, chitarra) comincia a farsi conoscere con l’ep 5 Songs, autoprodotto nel 2001 che si trasforma presto in un album registrato per la Hush Records, Castaways and Cutouts. Il sodalizio con l’etichetta dura poco e nel 2003 i Decemberists passano alla Kill Rock Stars, pubblicando Her Majesty the Decemberists. Nel 2004 il gruppo mostra interesse verso la mitologia e i racconti epici registrando The Tain, un brano lungo 18 minuti basato sul mitico racconto irlandese Tàin Bò Cùailnge.

La passione vera e propria per lo storytelling prende il sopravvento con Picaresque, album dagli arrangiamenti magniloquenti alternati a brani più intimi, dove la chitarra acustica e la voce sono i soli protagonisti. Qui Meloy sfoga la sua vena di scrittore dando vita ad alcune delle più belle storie della musica contemporanea, come l’indimenticabile The Mariner’s Revenge Song e We both go down together, con i suoi amanti impossibili. Le canzoni seguono le regole della ballata, strofe di quattro versi ciascuna alternate a ritornelli, pattern musicali che si ripetono, inserti di voci femminili che danno spesso voce al personaggio che interpretano, che siano madri o fidanzate o regine.

il gruppo al completo per The Hazards of Love

il gruppo al completo per The Hazards of Love

Dal vivo i Decemberists riescono a trasmettere un grande calore ed a coinvolgere il pubblico con giochi improvvisati, sing along e lunghe introduzioni, presentandosi con lunghe basette, panciotti e papillon, come fossero usciti da uno dei loro racconti.

Dopo il successo di Picaresque, The Crane Wife segna un momento di cambiamento per i Decemberists, alla ricerca di un suono in qualche modo diverso rispetto a quello precedente, ma che non scardini i capisaldi del gruppo. La mutazione è completa con The Hazards of Love, album difficile e barocco, dove il singolo lascia il posto all’omogeneità dell’album, un’opera rock, con ospiti quali My Brightest Diamond e Lavender Diamond nei ruoli femminili, per raccontare una fiaba medievaleggiante come solo loro potevano fare. L’album ha spiazzato i fan e diviso la critica, c’è chi lo ama alla follia riconoscendo lo sforzo creativo e la coerenza dell’opera in sé (senza parlare dei bellissimi brani in esso contenuti) e c’è chi non ha invece apprezzato l’operazione, considerandola eccessiva e di difficile ascolto.

Al momento il gruppo di Portland è impegnato nella produzione di un video per The Hazards of Love lungo quanto l’album, un vero e proprio cortometraggio girato in collaborazione con quattro registi che aspettiamo con impazienza sicuri che i nostri rivoluzionari di dicembre non ci deluderanno.

di Sara Moschini

video O Valencia: http://www.youtube.com/watch?v=IbsHwuyfnnw

video Sixteen Military Wives: http://www.youtube.com/watch?v=tK3Ce9md96g


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