Sorridete, c’è Lily Allen!
11 novembre, 2009
Dovevamo già capirlo da quando è uscito il singolo Smile, Lily Allen è una ragazza che sa il fatto suo, forse un po’ pazza e indisciplinata ma sicuramente lungimirante, innovativa e indipendente. Nonostante la fortuna di avere un padre attore e una madre produttrice, Lily non si è mai fatta manovrare come una bella e brava bambolina, ma ha costantemente portato avanti il suo stile e le sue idee anche scontrandosi con le regole del mercato e mantenendo sempre un filo diretto con i suoi fan, prima tramite Myspace, poi con il blog e infine con Twitter. E il pubblico l’ha ripagata portandola fino al trono di reginetta del pop britannico.
Dopo un’adolescenza passata trasferendosi da una scuola all’altra, alla fine del 2005 Lily firma un contratto con la Regal Records e, contro ogni logica e contro il volere della casa discografica, inserisce tutti i brani del suo primo album Alright Still sul proprio Myspace, mossa che invece di rivelarsi distruttiva porta Lily ad essere conosciuta dal popolo del web e poco dopo dal pubblico inglese ed internazionale.
L’immagine esteriore da brava ragazza con gli occhi da cerbiatto contrasta con i testi spesso ironici e sottili che non risparmiano né cattiverie (in Smile, Lily ride ed è felice di veder piangere il suo precedente fidanzato, e nel video gli fa passare davvero dei brutti momenti), né parole e immagini forti (in Knock’Em Out cerca in tutti i modi di liberarsi dei ragazzi che la importunano dicendo che ha l’herpes poi la sifilide e infine l’AIDS…).
Al pubblico piace così, sfrontata e un po’ maschiaccio, la ragazzina che non ha paura di finire in mezzo ad una rissa, di prenderle, ma anche di darle. Con l’uscita del secondo album, It’s not me, it’s you, Lily compie un ulteriore passo verso la maturità. Il suono dei brani è pieno ed originale, attinge da diversi contesti, dall’elettronica e dal country, e i testi, seppur mantenendo l’usuale e tagliente ironia, sono più ricercati e incisivi. Ogni singolo riesce ad ottenere posizioni molto alte nelle classifiche di tutto il mondo e tratta di argomenti attuali e vicini al mondo della cantante: The Fear parla della superficialità dello star system, Not Fair di un suo amante pigro ed egoista, Fuck You è diretta all’ex presidente George W. Bush, Everyone’s at it si riferisce alle droghe e a come ormai tutti siano minacciati da una possibile dipendenza.
- lunghi capelli neri, fascia e abiti pastello, nuovo look per Lily
- Lily, pettinatura sbarazzina e sguardo ammiccante
Molte delle canzoni di Lily raccontano di ragazze interessate solo al proprio aspetto fisico, come in 22, dove parla delle ragazze che vivono contando sulla propria bellezza, poi un giorno si svegliano e non hanno concluso niente nella propria vita, o come quando canta delle starlette in The Fear: “Now everything is cool as long as Im getting thinner”.
Come spesso succede, maltrattando nelle sue canzoni il mondo delle star, Lily si è poi ritrovata a farne parte. Ha infatti una sua linea di scarpe ed accessori (Lily Loves), la si vede spesso sul red carpet o a braccetto con Kate Moss e, sorpresa delle sorprese, è diventata perfino la musa di Karl Lagerfeld che l’ha scelta come testimonial della campagna Chanel per promuovere una nuova linea di borse di lusso. Quando si dice l’ironia.
di Sara Moschini
video Smile: http://www.youtube.com/watch?v=0WxDrVUrSvI&feature=player_embedded
video The Fear: http://www.youtube.com/watch?v=q-wGMlSuX_c&feature=player_embedded

















