LITTLE BOOTS: glamour pop stuck on repeat
4 gennaio, 2010
Se sapessimo suonare decentemente almeno uno strumento, noi comuni mortali saremmo già più che soddisfatti, ma una ragazza speciale come Victoria Christina Hesketh, in arte Little Boots, non riesce proprio ad accontentarsi. Oltre ad essere cantante e autrice questa biondina inglese suona le tastiere, il pianoforte, lo stilofono (mini sintetizzatore che si suona con una sorta di penna elettronica), e uno strumento giapponese chiamato Tenori-on. Il suo talento di polistrumentista e giovane artista pop l’ha portata ad essere paragonata a ragazze eccezionali come Florence and the Machine, La Roux e addirittura a Lady Gaga. Sì perché sebbene meno appariscente e decisamente meno trasgressiva e provocante rispetto a Miss Paparazzi che tanto ha fatto parlare di sé per le sue assurde mise futuristiche e al limite del trash, Little Boots sceglie uno stile che in qualche modo ricorda quello di Lady Gaga, per gli strani copricapo indossati nei video, gli abiti sempre scintillanti e le location spaziali. E come Lady Gaga l’apparenza di svampita discotecara rimasta ancorata agli anni ’90 nasconde un’artista completa, che non si improvvisa musicista, ma che lo è già da molto tempo.
Little Boots già a cinque anni suona il piano, studia canto classico e a tredici anni scrive canzoni. A sedici anni partecipa al talent show televisivo Pop Idol, venendo eliminata prima della fine, esperienza che, dice, la rende più forte e consapevole che le scorciatoie non servono a molto. All’università di Leeds entra come cantante nel gruppo electro-indie pop Dead Disco ma proprio quando il gruppo comincia a farsi conoscere, Victoria decide di intraprendere la carriera solista per sentirsi più libera e per poter finalmente cantare e suonare le sue stesse canzoni, che le sue ormai ex-colleghe trovavano troppo cheesy.
Il mix di musica pop e elettronica rasenta la perfezione, Kylie e le Spice si incontrano e si scontrano tra le diverse tracce, Stuck on repeat è ipnotica e addictive quasi quanto Can’t get you out of my head. Impossibile liberarsi di quel ritmo e di quelle parole; il tutto è sapientemente reso più appetibile dai look scelti dalla cantante, ancora un po’ lontani dalla maestria di una Madonna o dalla freschezza dirompente di una Florence Welch, ma in via di definizione. E’ evidente la preferenza verso i minidress stampati o in lamé di stilisti famosi, per le clutch rock’n roll di Alexander McQueen e per le acconciature stravaganti. Occhi sempre più che truccati, tacchi a spillo e voilà, il gioco è fatto.
Là fuori la guerra è dura, il livello è sempre più alto e non basta più essere bionda e carina per farsi spazio nel panorama musicale femminile, speriamo che Victoria Little Boots Hesketh continui a dimostrare, come ha fatto fino ad ora, che anni di studio valgono più di sciocche mossette e battiti di ciglia.
di Sara Moschini
video Remedy: http://www.youtube.com/watch?v=McdqerXrwXE
video New in town: http://link.brightcove.com/services/player/bcpid1676043123?bctid=20922502001
















