Il brit pop irriverente di KATE NASH
10 febbraio, 2010
Il forte accento inglese è la primissima cosa che si nota la prima volta che si ascolta Kate Nash, la seconda è il ritmo travolgente delle sue canzoni e la terza sono i suoi testi spesso ironici e maliziosi, che riescono comunque a strapparti un sorriso.
Potrebbe per questo facilmente ricordare una certa Lily Allen, ma bisogna ammettere che i paragoni anche con le grandi della musica ormai si sprecano per la ventitreenne di North Harrow. Nomi quali Suzanne Vega o Regina Spektor, di cui la Nash potrebbe incarnare una versione più giovane ed easy going, o addirittura Amy Whinehouse per alcuni brani dalla vena alcolica e suonati al pianoforte.
Influenze a parte, il debutto di Kate, datato ormai un paio di anni fa, si è tramutato in un successo insperato vista la quantità di cantautrici indie pop che circolano nel panorama inglese. Come loro anche lei si fa conoscere al pubblico underground mettendo su MySpace le canzoni composte durante un periodo di ricovero in ospedale per un piede rotto. Di seguito e rapidamente viene pubblicato, solo in vinile e con l’etichetta indipendente Moshi Moshi, Caroline’s a Victim, il suo primo e vero singolo.
Da qui la firma con la Fiction Records, e l’uscita del singolo Foundations. Il brano, che racconta di due fidanzati litigiosi che non riescono a lasciarsi, piace molto, è veloce, catchy e il testo è pepato al punto giusto (tanto da essere censurato in alcune strofe). Così nell’agosto del 2007 esce Made of Bricks, il primo vero album di Kate Nash.
La ragazza comincia ad essere conosciuta anche in Europa, è bella e si veste sempre di mille colori preferendo miniabiti dai volumi vintage e dal sapore anni ’50, meglio ancora se a pois grandi o piccoli o se composti a patchwork di tessuti diversi. Il viso pulito è incorniciato da capelli castani con la lunga frangia che scende sul davanti, un po’ donna del mistero e un po’ retrò. Da brava chitarrista (oltre che pianista) Kate ama anche usare smalti per le unghie colorati che abbina spesso agli abiti che indossa, un po’ sbarazzina, un po’ ragazza ribelle, ma anche dolce e profonda quando vuole.
Non stupisce dunque che abbia vinto il Brit Award come miglior artista femminile nel 2008 e il premio come miglior solista agli NME Shock Awards, un successo ben preparato e giustamente meritato.
Come sempre in questi casi, il secondo album diventa una prova molto attesa ma allo stesso tempo anche molto rischiosa visto che dovrà far da seguito ad un precedente così importante. Il nuovo album di Kate Nash è confermato per il 12 aprile 2010, e chi vivrà vedrà.
di Sara Moschini foto Clare Nash
video Foundations: http://www.youtube.com/watch?v=ryH5cga0yUI
video Mouthwash: http://www.youtube.com/watch?v=UW6EP3-Q-DA
















