Emiliana Torrini: la nuova voce della terra dei ghiacci

25 gennaio, 2010

Se qualcuno vi dice che Emiliana Torrini ha sempre voluto imitare Bjork, non gli credete. A parte l’essere islandesi e avere quello stupendo accento quando cantano in inglese, le due hanno davvero poco in comune. L’anticonformismo e le sperimentazioni elettroniche non fanno proprio per Emiliana, sebbene anche lei abbia sempre provato stili diversi e si sia messa alla prova in diverse occasioni durante la propria carriera musicale.

Emiliana Torrini live in ottobre

Emiliana Torrini live in ottobre

Emiliana comincia giovanissima, già a diciassette anni vince una competizione canora cantando I Will Survive di Gloria Gaynor e decide per il suo diciottesimo compleanno di incidere un disco di cover intitolato Croucie D’Où Là. Presto arriva dunque la carriera da solista e il terzo album, Merman, include nuovamente cover: Tom Waits, Stevie Wonder, Lou Reed sono questa volta i protagonisti assieme ad alcune ballate folk, tra cui la commovente The Boy Who Giggled So Sweet.

In questo periodo, mentre canta in ristoranti e piccoli locali, uno dei discografici dell’etichetta inglese One Little Indian si accorge di lei proponendole di registrare un album. Nasce così Love In The Time Of Science, primo album di Emiliana Torrini con un singolo importante come Baby Blue. L’album viene salutato come una nuova gemma della scena trip-hop, ma Emiliana ha sempre sostenuto che il disco fosse in realtà pop puro, e che in ogni caso qualunque definizione fosse restrittiva. E’ sicuramente un turning point nella carriera della cantante, che la rende più sicura delle proprie capacità sia di interprete che di autrice di testi.

Emiliana con il suo miniabito patchwork

Emiliana con il suo miniabito patchwork

Purtroppo, quando tutto sembra andare bene, Emiliana perde improvvisamente il fidanzato e lascia l’Inghilterra per rifugiarsi nella sua terra d’origine.

La Emiliana Torrini che torna cinque anni dopo con Fisherman’s Woman non è più la stessa. Il disco è minimale a livello musicale, la chitarra acustica arpeggiata è lo strumento principale assieme alla voce della cantante, il pop allegro e spensierato è ormai lontano e lascia spazio a una malinconia invernale che non può lasciare indifferente il cuore e l’anima.

Sembra la fine di un viaggio, ma nel 2008 esce Me And Armini, ultimo album dell’islandese che vede un certo ritorno alla solarità e alla sperimentazione a livello strumentale e di generi. Le atmosfere diverse si alternano e si scontrano, irresisitibili le scatenate Jungle Drum e Big Jumps, ma interessanti anche la reggaeggiante Me and Armini e il blues di Gun.

Emiliana è in gran forma sul palco, piccola e sempre vestita in maniera originale, con miniabiti colorati, di ispirazione retrò o etnica, i capelli spesso raccolti ai lati e con decorazioni, che siano piume o fiori. Balla e canta infiammando un pubblico che le vuole davvero bene e canta con lei.

E’ una storia di cambiamenti quella di Emiliana Torrini, la storia di una ragazza che non ha mai avuto paura di tentare nuove strade seguendo l’istinto e i sentimenti, e che ha sempre saputo quale fosse la cosa più importante: la musica.

di Sara Moschini

foto Peter Wafzig: http://www.flickr.com/photos/peter-wafzig/

video Sunny Road: http://www.youtube.com/watch?v=MyuL1z2tejs

video Jungle Drum: http://www.youtube.com/watch?v=iZ9vkd7Rp-g


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