BEACH HOUSE: vintage dream pop

11 gennaio, 2010

la cantante Victoria Legrand

la cantante Victoria Legrand

Foto sbiadite, colori pastello, frangette e baffi. L’immaginario dei Beach House rispecchia perfettamente quello dei giovani gruppi pop e delle riviste patinate di settore, appassionati di polaroid, abiti, oggetti vintage e sonorità oniriche e romantiche.

Lei, Victoria Legrand, la cantante a cui è affidato anche l’organo, è castana, frangia e capelli mossi che cadono sul viso e non devono mai essere troppo a posto. Lui, Alex Scally, chitarra e tastiere, sembra uscito da una cartolina anni ’70, con i suoi capelli incolti a mezza lunghezza e barba e baffi che vanno e vengono. Entrambi quasi ossessivamente attenti al look, passano da sweatshirt scolorite, a righe o con grafica retrò, è gilé abbinati a jeans, ad abiti complessi, eleganti e di volumi geometrici, con applique preziose e inserti dorati per lei, e a giacche e camice stravaganti per lui. Il tutto spesso all’insegna del flower power e della passione verso il passato.

La band si forma nel 2004 debuttando con l’album omonimo Beach House, che viene incluso nella classifica dei migliori album del 2006 di Pitchfork, ma è con il secondo album, Devotion, che il duo riesce davvero a farsi notare dal pubblico e dagli altri gruppi, con i quali cominciano collaborazioni, come quella con i Grizzly Bear o con il progetto Dark Was the Night.

Alex Scally alla chitarra e vocals

Alex Scally alla chitarra e vocals

Le canzoni sono dolci, melodiche, quasi spirituali nelle loro sfumature psichedeliche, rimandano a quel passato che i Beach House ricordano con la loro stessa presenza, portano l’ascoltatore in un mondo che è quello dei nostri genitori, in una polaroid che sta scomparendo, e che perciò comunica nostalgia e un senso di imminente mancanza.

Ma è con l’ultimo album, Teen Dream, in uscita a fine gennaio, che il gruppo salta fuori dalla fotografia per diventare vero e concreto, imponendosi nel panorama musicale con canzoni dal suono più pieno e ricercato. La voce di Victoria si fa più sicura, nelle melodie come nei sospiri, il ritmo più incalzante sembra voler abbandonare la sicurezza dei lidi psichedelici senza per questo perdere l’effetto sognante. Le canzoni si cantano, diventando veri e propri singoli, come Norway, azzeccatissimo primo singolo scelto per anticipare l’album, e Used to Be.

Dal passato al presente, con un occhio al futuro, Teen Dream porta i Beach House in una nuova dimensione, quella che non vediamo l’ora di scoprire e nella quale vogliamo immergerci al più presto.

di Sara Moschini

foto Elena Morelli http://www.avisiblesignofmyown.com/blog/

video Heart of Chambers: http://www.youtube.co/watch?v=DNQ97P0rQk8

video Beach House for Shoot The Player, Used to Be (live in Sydney): http://www.youtube.com/watch?v=HgdPXp5phNY


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