AU REVOIR SIMONE: keyboard sweetness
20 gennaio, 2010
No signori, non state guardando un frame dal film Il Giardino delle Vergini Suicide, né un servizio fotografico di Vogue. Anche se le tre ragazze in questione hanno alle spalle decine di lavori per la moda, la loro prima e unica occupazione è la musica.
Erika Forster, Annie Hart e Heather D’Angelo, capelli lunghi e lisci, frangette sugli occhi, altezza e appeal da modelle, altro non sono che le ormai celebri Au Revoir Simone, gruppo tutto al femminile, che basa il proprio sound sulle melodie delle tre tastiere e sulle armonie create dalle tre voci. Una ricetta semplice, ma efficace, che le ha portate ad essere considerate alla stregua dei grandi gruppi della musica alternativa contemporanea, grazie anche alla bella presenza e allo stile delle tre ragazze, che non ha lasciato indifferenti pubblico e critica.
Il primo Ep viene pubblicato nel 2005, una raccolta di otto brani chiamato Verses of Comfort, Assurance & Salvation, ma è con il primo album, The Birds of Music, che le tre ragazze si fanno davvero notare. L’album piace, loro pure e il gioco è fatto.
Lunghi abiti a fiori o decorati con fantasie etniche, mollette e headband nei capelli, camicette e gonne larghe. Le influenze stilistiche delle Au Revoir Simone passano da quelle del vintage a quelle degli anni ’70 e delle comunità hippy, tra il virginale e il sensuale, proprio come la loro stessa musica, spesso allegra, innocente e avvicinabile alle sonorità del brit-pop e del folk, ma con un risvolto elettronico più aggressivo e ancora più incisivo, perché nascosto e inaspettato. Altre volte ancora le canzoni assumono un tono più soave di matrice trip-hop che va ad assecondare l’aspetto più mistico dell’immaginario del gruppo di Brooklyn.
Purtroppo un’estetica così pronunciata può essere un’arma a doppio taglio e le Au Revoir Simone sono state spesso accusate di tanta carineria e poca sostanza. Le critiche non sembrano però aver toccato le ragazze, che hanno pubblicato il loro terzo album Still Night, Still Light nel 2009, ricevendo una promozione da Pitchfork, sito che non era stato così clemente nel giudicare le precedenti prove della band, e più in generale da tutta la critica musicale, affermando il loro statement di artiste a tutto tondo.
Il modo migliore per rispondere a dei giudizi negativi è dimostrare l’esatto contrario e le Au Revoir Simone lo hanno fatto donandoci una prova tangibile e soprattutto ascoltabile del loro talento.
di Sara Moschini
sito web: http://aurevoirsimone.com/
video Sad Song: http://www.youtube.com/watch?v=gFG-cUQ1a8k
video Fallen Snow: http://www.youtube.com/watch?v=xXmKpB9dn3c















