In strada e in passerella, il Comune di Milano contro l’anoressia
13 novembre, 2009
Uno psicologo sotto casa che dia ascolto anche a chi soffre di disfunzioni dell’alimentazione, come anoressia, bulimia e obesità.
È l’iniziativa promossa dall’assessore alla Salute del Comune di Milano, Gian Paolo Landi di Chiavenna, che sul fronte delle passerelle rilancia il codice di comportamento per stilisti e case di moda. In collaborazione con il laboratorio di Psicologia dell’Università Cattolica, lo psicologo di quartiere è presente dal 10 ottobre in 24 farmacie, dopo una sperimentazione in due esercizi in via Famagosta e in via Padova, durata da febbraio a giugno. In circa 5 mesi il servizio è stato utilizzato da 158 persone, in maggioranza donne, l’obiettivo è di raggiungere almeno 450 persone al mese.
Gli psicologi parlano anche inglese, francese e spagnolo e il loro compito è intercettare i problemi vissuti dalle persone ogni giorno che non si rivolgono agli ospedali o alle cliniche: depressione, problemi di coppia, attacchi d’ansia, panico, ma anche le disfunzioni alimentari, connesse con le problematiche familiari e sempre più con l’alcolismo e le dipendenze.
D’altro lato, il tavolo Moda e salute aperto durante la settimana della moda fra assessorato, Camera della moda, Associazione nazionale delle modelle (Assem) e Comitato scientifico, ha formulato tre proposte. La prima, condividere con le amministrazioni di Londra e New York il codice etico che Milano si e’ data nel 2006 dopo la morte di due modelle brasiliane anoressiche. La seconda, istituire un riconoscimento per le case di moda che rispettano il codice etico sulle passerelle dell’alta moda. Infine, dallo studio del Comitato sono emerse alcune raccomandazioni: fissare a 16 anni età minima per sfilare in passerella; fornire corsi educativi all’alimentazione nelle scuole per modelle e modelli; scoraggiare i ritocchi fotografici di figure umane nelle riviste; abbandono di un canone unico di bellezza; facilitare l’accesso a trattamenti specialistici delle modelle e modelli o aspiranti tali affetti da disturbi dell’alimentazione.
di Daniele Monaco














