Borse “fantasma” e disoccupati, idea Pivetti per GhostZip
16 aprile, 2010
Una grande macchina per cucire fa bella mostra in vetrina. Dai rocchetti colorati si capisce che un sarto lavora proprio lì, sotto gli occhi dei passanti. Nel negozio bandiera di Ghostzip, inaugurato in via Gorizia a Sesto San Giovanni (Milano) il 15 aprile, il minimo comune denominatore di borse, zaini, vestiti e accessori è che sono prodotti a mano in sede e sono fatti con un’unica cerniera zip chiusa su se stessa.
Da un oggetto comune come la “lampo” nascono vere e proprie “borse fantasma”, l’articolo più rappresentativo del marchio Ghostzip. La tracolla si materializza quando la lampo è allacciata e scompare quando è slacciata. La prima collezione è del dicembre 2007 e da allora si sono aggiunti gli altri oggetti, che costano dai 5 ai 120 euro: portamonete, lampade, cuscini e cravatte.

Irene Pivetti e il sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini
Così, mentre a Milano impazzano il Salone Internazionale del Mobile e il Fuori Salone, a Sesto San Giovanni arrivano Irene Pivetti e il sindaco Giorgio Oldrini. L’ex presidente della Camera dei Deputati più giovane della storia della Repubblica è ora a capo di Learn to be free (Ltbf) Onlus, un’associazione che difende il diritto al lavoro di tutti.
La sinergia fra Ltbf e GhostZip porterà al recupero di persone in difficoltà, come disoccupati o detenuti, che potranno diventare imprenditori o artigiani e reinserirsi nella società. “Ho apprezzato l’elemento artigianale e la garanzia del made in Italy di questo progetto. Inoltre il rapporto profit – non profit mette al centro l’opportunità di lavoro per i disoccupati”, ha spiegato la Pivetti.
Profitto e sostenibilità si sposano in un progetto commerciale e al tempo stesso sociale, dando uno stimolo moderno nel recupero del “saper fare” artigianale. La trasparenza nella produzione e la creatività italiana potrebbero essere un antidoto alla delocalizzazione industriale. Per ora sono, più semplicemente, motivo di soddisfazione per il sindaco di Sesto Giorgio Oldrini, presente all’inaugurazione “per assistere, in un momento di crisi, alla nascita di un progetto portato avanti da giovani con coraggio, professionalità e qualità”.
di Daniele Monaco















