MAN RAY – ROBERT MAPPLETHORPE. Provocazioni a confronto

11 maggio, 2010

La chevelure, 1929, Man Ray

La chevelure, 1929, Man Ray

Una mostra imperdibile ospitata dalla Fondazione Marconi mette a confronto due geni dell’arte fotografica del secolo scorso: Man Ray e Mapplethorpe. Un’esposizione per gli amanti della fotografia senza tempo e delle immagini che di certo non lasciano indifferenti.

Foto, oggetti e dipinti di Man Ray, realizzati tra i primi anni venti ed i primi anni settanta, insieme a una selezione di 25 lavori realizzati dal 1975 al 1986 da Robert Mapplethorpe.

Un accostamento molto particolare tra due artisti che hanno operato a più di mezzo secolo di distanza. Cosa accomuna due talenti così provocatori ma nello stesso tempo raffinati?

La ricerca sperimentale dei due fotografi (anche se definirli soltanto tali sarebbe riduttivo) trae ispirazione dalla pittura.

Robert Mapplethorpe inizia a farsi conoscere fotografando amici e conoscenti, alcuni dei quali diventati in seguito artisti famosi (Andy Warhol, Deborah Harry, e Patti Smith). Già dai primi scatti si nota la sua capacità di evidenziare, attraverso un bianco e nero delicato ottenuto mediante attenti studi di luce, la sua capacità di scolpire la bellezza e la sensualità della forma. Nella sua ricerca si coniugano perfettamente, in un insolito sposalizio, elementi e pose classiche con soggetti moderni.

In Mapplethorpe si trova un notevole linguaggio di rottura. Il suo contributo artistico ha contribuito a mescolare il mondo dell’arte con quello della pornografia. Pratiche erotiche estreme, coppie omosessuali e argomenti taboo fino ad allora neppure pronunciabili finirono nelle gallerie d’arte.

Le tematiche da lui affrontate furono quindi un vero e proprio scandalo per la cultura del tempo. Soggetti sadomaso che, senza alcun filtro di censura, penetrano nella cultura omosessuale, ancora clandestina e nascosta, di una New York degli anni settanta. Inoltre ritratti di nudo maschile e omoerotico, giovani modelli efebici fotografati come eterne divinità greche.

Lisa Lyon, 1981, Robert Mapplethorpe

Lisa Lyon, 1981, Robert Mapplethorpe

La specialità di Mapplethorpe era proprio quella di considerare le sue fotografie uguali a quadri tanto da conferire loro una presentazione quasi museale con tanto di cornici imponenti ed esotiche. Certo è il fatto che Mappelthorpe visse in un periodo in cui la fotografia era appena stata accetta come una delle arti visive.

Proprio questa voglia di cambiamento e ribaltamento delle convenzioni sociali è quello che più accomuna Mapplethorpe con Man Ray, anch’egli di New York, esponente del movimento artistico denominato Dadaismo.

Model, 1920, Man Ray

Model, 1920, Man Ray

Negli anni venti Ray fu fabbricatore di oggetti e autore di film d’avanguardia, precursore del cinema Surrealista. Egli si è servito della fotografia alla stregua di altri mezzi espressivi per creare delle autentiche opere d’arte, anche quando lo scopo del suo lavoro era finalizzato alla fotografia di moda.

Un’innovativa tecnica fotografica utilizzata dall’artista è stata quella dei rayograph (denominazione derivante proprio dal suo nome) scoperta da Ray nel 1921. In camera oscura, durante una sessione di sviluppo fotografico, un foglio di carta vergine finì accidentalmente in mezzo agli altri. Ovviamente non vi comparì nulla e Ray, irritato, vi poggiò sopra degli oggetti di vetro. Il foglio era ancora a mollo. Quando accese la luce Ray si trovò di fronte un inaspettato risultato. L’artista ottenne delle immagini deformate, quasi in rilievo su fondo nero. Da qui l’idea di poggiare oggetti direttamente sulla carta fotografica, procedimento apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini altamente suggestive.

Due pilastri della storia della fotografia a confronto, un’occasione sicuramente da non perdere in esposizione fino al 22 Maggio 2010 ad ingresso gratuito.

di Andrea Pellegrino

Informazioni mostra: Man Ray-Mapplethorpe, Fondazione Marconi, via Tadino 15 (MM Porta Venezia), Milano. Tel 02 29417278. Ingresso gratuito. Fino al 22 maggio 2010.


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