La Storia come magistra vitae: Memoria vs Oblio nelle opere di Giovanni Sesia.

24 febbraio, 2010

G. Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica cm.70 x 50  200

G. Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica cm.70 x 50, 2009

Alla Galleria Forni di Milano si espongono fino al 27 febbraio le opere di Giovanni Sesia.

Nato a Magenta nel 1955, Sesia e’ un artista del tutto particolare, che si pone a metà fra pittura e fotografia, rielaborando lastre e scatti con tratti ad olio. L’origine va ricercata nel ritrovamento di pellicole e lastre antiche che vengono ristampate su tavola e poi ritoccate con colori ad olio, polveri di ferro e rame e ricoperte da una fitta scrittura, che diventa anch’essa segno pittorico.

Il tema della memoria è stato, negli ultimi anni, accantonato rispetto ad altre tematiche considerate più’ “attuali” o di maggiore impatto dal punto di vista mediatico o mercantile. L’attenzione collettiva si è concentrata più sul rapporto tra presente e futuro che sull’elaborazione del proprio passato individuale e sulle implicazioni che ne derivano a livello sociale e collettivo. Quello di Sesia è un lavoro che parte, come spesso avviene nella ricerca artistica, da un incontro casuale. L’incontro, fortemente suggestivo dal punto di vista simbolico, tra l’immaginario poetico di Sesia e la immagini di “reperti umani” salvati dall’oblio grazie alla funzione riparatrice del gesto artistico. Gesto che assume il senso di una vera ri-nascita capace di sensibilizzare la coscienza a una diversa percezione dello scorrere del tempo e della memoria.

Simile alle ricerche che negli anni Sessanta animarono il gruppo dei nouveaux realistes in Francia, concentrate su una nuova percezione del reale e della sua oggettualità, questi artisti francesi ponevano l’oggetto in un contesto artistico, spostandolo dalla sua mera funzione di utilità. Punto di partenza per tracciare quel legame che partendo dall’immanente conduce al trascendente. Da qui l’uso di reperti in chiave, se non decisamente polemica, quanto meno riflessiva. Una meditazione sulla contemporaneità che non vuole perdere il suo legame con il passato, per meglio vivere il suo futuro.

G. Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica cm.140 x 96  2010

G. Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica cm.140 x 96, 2010

Ecco, in Sesia il legame con questa corrente è forte: anche il linguaggio utilizzato dall’artista – un mix di fotografia dalle forti suggestioni pittoriche e di pittura, contaminata da una serie di folli e invadenti grafismi privi di significato apparente – è significativo dell’intenzione di Sesia di riappropriarsi, in maniera coinvolgente, del significato anche “politico” del valore della memoria.

In questo suo ultimo lavoro ‘Madri e di Terra’, l’artista focalizza la sua attenzione sulla «ricerca dell’identità, di una storia che non conosco e che voglio ricordare». Ricordare senza chiedere nulla in cambio, anche solo per combattere l’indifferenza del tempo. Per riportare all’attualità questi esseri umani dimenticati, Sesia ha scelto di rappresentare figure di donne, madri con i loro bambini, eterno femminino da cui nasce l’accostamento con la natura, gli alberi, i gigli (da sempre simbolo delle spose) e la terra, anch’essa generatrice di vita. Sono le donne-madri ad essere protagoniste di queste immagini fotografiche ingigantite e intaccate dal colore e dalla materia, applicazioni di foglie d’oro e di terra, superfici cosparse di segni e di scritte incomprensibili, ormai pura decorazione e gesto. A rimarcare l’incomunicabilità e la perdita di significato che si prova di fronte allo sguardo e ai visi sconosciuti di chi non è più in grado di rivelare qualcosa di sé.

di Giovanni Bertuccio

Per un approfondimento www.giovannisesia.it , www.galleriaforni.it


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