La Moda fra analogie e dissonanze in mostra a Palazzo Pitti

9 marzo, 2010

Tunica “Peplos”, Mariano Fortuny, Venezia, 1934

Tunica “Peplos”, Mariano Fortuny, Venezia, 1934

La moda va e la moda torna. Ci sono capi che hanno fatto la storia del costume e abiti che invece erano in voga all’epoca dei nostri nonni (o ancor prima), e che oggi hanno trovato nuovamente le luci della ribalta. Epoche diverse messe a confronto e studiate su un piano strettamente stilistico: è questo l’obiettivo della mostra Moda fra analogie e dissonanze, che fino al 31 marzo sarà ospitata nella celebre cornice fiorentina di Palazzo Pitti, alla Galleria del Costume.

Dal 18esimo secolo fino ad oggi: un’esposizione de i capolavori dei più grandi stilisti di tutti i tempi, accostati non tanto in ordine cronologico quanto in base alle analogie e alle differenze stilistiche che sono emerse nel corso degli anni o dei secoli. Ecco che le affinità e le contrapposizioni tra passato e presente saltano subito all’occhio quasi a sottolineare come circostanze storico-sociali simili abbiano cavalcato gli stessi gusti, mentre periodi decisamente diversi abbiano portato a realizzare abiti e manufatti completamente differenti.

Si passeggia per le sale ed ecco che un articolato abito di Gianfranco Ferré viene accompagnato da un’andrienne del 18esimo secolo (la classica robe à la française); mentre un secondo Ferré, lineare e semplice, è confrontato a un abito stile Impero. E ancora due statuari Fortuny (lo stilista italo-catalano che vestì le dive della Belle Epoque) sono accostati a capi anni Cinquanta e Settanta, in virtù della linea fluida modellata dal plissé.

abito da sera Gianfranco Ferré, Milano, Collezione Haute Couture p/e 1989

abito da sera Gianfranco Ferré, Milano, Collezione Haute Couture p/e 1989

Alla base di tutta la mostra permangono delle costanti, che forniscono qualche dettaglio sulla storia della moda: si evince, ad esempio, come nei periodi di maggiore equilibrio economico e in quelli accompagnati da voglia di ricerca e innovazione (come il Settecento, l’Ottocento e ancora negli anni Cinquanta del Novecento), la scelta degli stilisti cada sempre su abiti ampi e forme espanse, come le grandi gonne sostenute da sotto-strutture, tipiche appunto di quei momenti storici e che richiedono grandi quantità di tessuti e decori pregiati per essere realizzate.

La moda, nel suo mutare, trasforma poi anche l’immagine del gentil sesso: dalle pellicce e piume che conferiscono alla donna quella capacità di velata seduzione e grinta aggressiva , al tailleur femminile, elegante e sportivo, che dona all’immagine femminile quell’autorevolezza che in passato era associata solo al sesso forte.

Per arricchire l’excursus sulla storia della moda, vi è spazio anche per l’arredo artistico, che estende dall’abbigliamento agli oggetti di design l’alternanza tra analogie e dissonanze. Esposti a fianco di abiti e a accessori si trovano infatti opere prese in prestito dalla Galleria d’Arte Moderna, che rispondono agli obiettivi e allo stile di questa esposizione.

di Alessia Barbiero

Informazioni mostra: Moda fra analogie e dissonanze, Palazzo Pitti – Galleria del Costume, Firenze.

Fino al 31 marzo. Orario di apertura ore 8.15 – 17.30. Biglietto intero 7,00 euro, ridotto 3,50 euro.