La finestra sul cortile di Yasmine Chatila
22 dicembre, 2009

The bachelor
Con il suo obiettivo non cerca di immortalare i falli di un presunto assassino. Ma è solo questo che la distingue da Jeff, il celebre protagonista del capolavoro di Hitchock La finestra sul cortile. Yasmine Chatila, giovane 35enne della Grande Mela, infatti, è alle prese con macchina fotografica e teleobiettivo per spiare dentro le case dei newyorkesi, raccontando l’intimità, le abitudini e i comportamenti all’interno delle dimore della grande metropoli statunitense.

Bathroom girl
Stolen Moments, attimi rubati: questo il titolo della serie di fotografie in mostra ora nell’Upper East Side, dopo il successo parigino, con l’esibizione al Pompidou. C’è già chi la chiama “la fotografa guardona d’oltreoceano” o chi paragona i suoi lavori al lato più “mercenario” del voyerismo tipico dei paparazzi. E sebbene lei guardi, senza permesso, nelle case altrui, ha un intento completamente opposto rispetto agli amanti del gossip puro, tant’è che lei stessa ama definirsi “un’artista con una visione romantica del vivere urbano”. Baci appassionati, giovani coppie che fanno l’amore, donne in bagno, persone che pregano, fumano oppure si rilassano: non è importante cosa i soggetti facciano, piuttosto diventa fondamentale ritrarli nella loro quotidianità, senza uno sguardo malizioso o curioso ma ridando loro dignità. E’ per questo che le foto, alle volte, sono circondate da cornici quasi regali, per trasformare in nobile e quasi lirico, un momento totalmente naturale.

The kiss
Una violazione della propria privacy, un rompere le regole, uno spingersi oltre il limite consentito dalle legge, ecco che ora diventa una forma d’arte, ammirata e osannata da tutti gli intenditori di fotografia. Merito di quel bianco e nero che offusca e rende quasi irreale ciò che accade dietro le finestre dei grandi palazzoni della city, merito della poesia, nascosta dietro ogni singolo scatto di Chatila. E così gli scorci di vita non sorvegliata, gli attimi veri che compongono ogni giorno della nostra esistenza diventano qui emblema di un’estetica e simbolo dell’espressione di una nuova forma di disinibizione. Eccola quindi che, dal suo palazzone, guarda fuori, con la macchina in mano, aspettando che la finestra di fronte si illumini e che dia il via libera per un momento reale, bello nella sua semplicità, tanto da essere rubato. Artistico e misterioso, così come nel film di Hitchock.
di Alessia Barbiero














