Il ritorno del fantasy “puro style”

31 ottobre, 2009

Fate, elfi e uomini immortali. Ma il fantasy può essere solo questo? Il signore degli anelli, trilogia di JRR Tolkien, portata sul grande schermo da Peter Jackson, ha fatto riemergere il genere cinematografico tanto in voga negli anni Ottanta, ma ne ha travolto gli stili, ne ha sfumato i contorni trasformando il fantasy originale, quello gothic, ambiguo e alle volte anche perverso, in pellicole fatate, dove la violenza e la crudeltà fanno solo da contorno, e dove i finali malinconici e ironici, in cui bene e male si sposano senza il predominio dell’ uno sull’ altro, sono più che mai banditi. Fino ad ora.

la bellissima fata Keira Knightley

la bellissima fata Keira Knightley

A riportare a galla il “fantasy puro style” ci hanno pensato Rupert Friend e Tom Mison, due giovani attori inglesi noti al grande pubblico italiano più per le loro beghe sentimentali (Rupert è il compagno della bella Keira Knightley) o per parti secondarie all’interno di film di successo. Dalla loro idea nasce The Continuing And Lamentable Saga Of The Suicide Brothers, un corto fantasy dalle atmosfere cupe e misteriose presentato al BFI London Film Festival e attualmente in post produzione. E’ la storia di due fratelli alle prese ogni giorno con il tentativo di uccidersi a vicenda. Una mission impossible, si potrebbe dire, dato che tutte le volte falliscono miseramente, grazie (o a causa) dell’intervento costante della loro fata protettrice, personificata proprio dalla reginetta dei Pirati dei Caraibi, Keira Knightley. Uno scheletro iniziale piuttosto originale ma la peculiarità del corto è soprattutto l’aria che traspare dal film: dietro la trama, infatti, prendono vita il mondo di Hans Christian Andersen, quello dei fratelli Grimm o ancora le atmosfere dei film di Tim Burton.

scena tratta da "The Continuing And Lamentable Saga Of The Suicide Brothers"

una scena tratta da "The Continuing And Lamentable Saga Of The Suicide Brothers"

Lo short movie è diretto dai Brownlee Brother, già noti per i loro videoclip (The Veils, The Asteroids Galaxy Tour, ect.) o le storyboard (come The Libertine con Jhonny Depp, John Malkovich e Samantha Morton) e per la realizzazione di diverse pubblicità. Insieme a poche pellicole, come Il labirinto del Fauno di Guillelmo del Toro, o Mirrormack di Dave McKean e Neal Gaiman (che, sebbene carente nella trama, offre molti spunti sull’ambientazione propria del genere), e alcuni episodi de I Pirati dei Caraibi, l’opera di Friend e Mison restituisce al pubblico la faccia viva del fantasy, ben lontana dagli effetti speciali in stile hollywoodiano, ora osannati in ogni dove. A questo si aggiunge una particolare accuratezza per i costumi, vero punto di forza di The Continuing And Lamentable Saga Of The Suicide Brothers: l’attenzione ai dettagli scenografici, al trucco e alle acconciature permettono di catapultare lo spettatore all’interno della storia e gli consentono di vivere appieno le emozioni dettate dalla scena, siano esse fantastiche e soavi o terrificanti e spaventose. Emozioni, entrambe, figlie di uno stile. Ora di nuovo sullo schermo.

di Alessia Barbiero foto Kate Friend, www.katefriend.com

Per saperne di più:

The Suicide Brothers, www.thesuicidebrothers.com

The Brownlee Brothers, www.brownleebrothers.com


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