Gli strani paradisi di Giovan Battista d’Achille

1 aprile, 2010

Gli strani paradisi di Giova Battista d'Achille

“Le mie origini sono in Umbria, pur essendo spesso in giro perchè amo viaggiare e l’esperienza del confronto con altre culture. Dopo vari lavori in diversi campi mi dedico alla fotografia sperimentando e accettando le sfide che la vita stessa mi propone.

Al centro dei miei pensieri c’è sempre l’essere umano e il suo rapporto con il mondo che lo nutre, lo sfida, lo fa innamorare e che talvolta lo spezza in frammenti quasi impossibili da ricollegare, per dargli modo di rinascere ancora. Nella fotografia si coglie ciò che siamo, non si può fare un ritratto a qualcuno o qualcosa senza fotografare noi stessi, credo sia perciò utile raffinare il nostro sguardo e le nostre idee, per saper cogliere con maggior chiarezza ciò che è nascosto dentro e intorno l’uomo”.

Gli strani paradisi di Giovan Battista d'AchilleCosì definisce il proprio concetto di fotografia Giovanni Battista d’Achille, eclettico fotografo tra i più raffinati del panorama contemporaneo.

Attraverso l’osservazione dei suoi lavori vediamo come l’obiettivo della sua macchina fotografica si tramuta in un meccanico occhio indagatore della realtà che, mediante un sapiente lavoro di angolazioni e colori, è in grado di far emergere la parte più sensibile e poetica di tutto quello che ci circonda.

Volti assorti, delicati, persi in un fluire di pensieri imperscrutabili la cui natura si riflette sistematicamente nell’atmosfera onirica che li pervade. Ecco che allora una semplice fotografia può diventare un varco per accedere a una dimensione nella quale il sogno e la tranquillità regnano incontrastati a dispetto di una meccanica razionale che rende la vita frenetica e sempre meno generosa di possibilità di riflettere e stupirci delle piccole cose che spesso diamo scontate.

Nella fotografia di d’Achille vediamo come un fiume immerso in una natura notturna e dormiente possa fare da scenario ad un moderno Narciso che vi si specchia, oppure come una semplice vetrata a fiori possa trasformarsi in una decorazione che accoglie un volto quasi etereo, che richiama una madonna bizantina. Proprio in questo sta il segreto della maestria di questo fotografo. Il saper trasformare gli oggetti comuni e i paesaggi di tutti i giorni in qualcosa di speciale, unico.

Col passare del tempo la sperimentazione artistica di Giovanni Battista si è spostata nel campo della fotografia di moda. Apparentemente vincolata alla funzione svolta nella pubblicità e nell’industria del fashion, le sue immagini sono ben più profonde grazia alla permanente esplorazione dello stato onirico e ciò che comporta di erotico, beffardo ed elegante.

Sequenze, attimi fuggenti rincorsi nel loro dispiegarsi e contraddirsi. Quasi immagini filmiche, allusive e dinamiche. La bellezza del corpo umano, dei visi e dei vestiti che i modelli indossano, vengono esaltati da colori e angolazioni che rendono la visione unica nel suo genere.

Si può dire che, sia quando fatta per puro impeto interiore, sia quando risponde ad esigenze di moda, la fotografia di d’Achille è in grado di entrare nei mille aspetti della nostra psiche.

www.gbattyroom.com

di Andrea Pellegrino


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