Gli odori, i colori e i suoni dell’artigiano-artista

19 gennaio, 2010

Gianni Rodari ne aveva cantato gli odori, in una sua famosa filastrocca. Ora una mostra trasforma queste sensazioni olfattive in fotografie da ammirare, capaci di rendere omaggio a una professione, quella dell’artigiano, sempre più in bilico nella realtà di oggi e destinata con il tempo a essere solo un lontano ricordo. Gli odori dei mestieri è la collettiva, curata da Linda Filacchione e Marina Zatta, fino a venerdì ospitata all’interno del suggestivo Spazio Vista, a due passi dalla splendide cornice romana del Colosseo.

Raccoglitore di ferro, Mosè Ferrari

Raccoglitore di ferro, Mosé Ferrari

E’ qui che artisti emergenti e nomi affermati nel panorama artistico italiano hanno voluto, con i loro clic, immortalare le fatiche quotidiane degli artigiani, instancabili lavoratori e artisti a tutti gli effetti, capaci di plasmare con le loro mani opere uniche e personali. La realtà del mondo artigiano, effimera nell’epoca della produzione di massa, merita – sottolinea Linda Filacchione – di essere documentata «prima che scompaia del tutto» perché «è frutto dell’impegno fisico e intellettuale, risultato esclusivo della creatività e manualità dell’uomo».

Detto e fatto. Ecco quindi Valeria Bulla, Loredana Matteoli, Paolo Schifano e Mosé Ferrari insieme ad altri, pronti a «alzare le saracinesche di ciabattini, sarti, barbieri, fornai, pescatori, per raccoglierne ogni odore, ogni segreto,ogni gesto» continua Linda.

Il folletto del cuoio, Valeria Bulla

Il folletto del cuoio, Valeria Bulla

L’Italia compare al completo, dalle tradizioni della terra di Sardegna (captate nei lavori di Valeria Bulla) ai pescherecci che approdano sull’isola di Capraia, in Liguria, documentati nella serie proposta da Federico Bernini. E ancora la Puglia, con i suoi colori, con i pennelli dei barbieri e il carretto che raccoglie il ferro, come ci mostra Mosè Ferrari. Non manca la Sicilia di Michele Lombardo, con il suo degrado e le sue solitudini ma nello stesso momento con il suo orizzonte, così intenso da ricordare i film di Sergio Leone.

C’è di tutto e un po’ nel lavoro di questi fotografi nostrani, ma soprattutto c’è la voglia di dare voce «alla magia delle mani che creano – spiega Eleonora De Blasio a proposito delle sue opere – a quell’emozione e a quella passione» che si trovano nascoste dietro i lavori «di un anziano lucidatore che fa rivivere, con antichi segreti, vecchi legni».

di Alessia Barbiero

Informazioni mostra: Gli odori dei mestieri, VISTA Arte e Comunicazione, via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo). Fino a venerdì 22 gennaio, www.soqquadro.eu

La filastrocca di Gianni Rodari, a cui si ispira il titolo della mostra:

Io so gli odori dei mestieri:

di noce moscata sanno i droghieri,

sa d’olio la tuta dell’operaio,

di farina sa il fornaio,

sanno di terra i contadini,

di vernice gli imbianchini,

sul camice bianco del dottore

di medicine c’è buon odore.

I fannulloni, strano però,

non sanno di nulla e puzzano un po’.


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