Yayoi Kusama, eclettismo tra Oriente e Occidente

26 gennaio, 2010

Flowers that bloom at midnight, 2009

Il Comune di Milano  e 24 ORE Motta Cultura hanno il piacere di presentare al PAC di Milano la mostra Yayoi Kusama. I want to live forever, a cura di Akira Tatehata, direttore del National Museum of Art di Osaka. Un evento unico, in esclusiva assoluta per l’Italia, dedicato alla protagonista indiscussa dell’arte contemporanea giapponese. Oltre a dipinti figurativi e astratti di recente realizzazione, sculture di grandi dimensioni e installazioni create nell’ultimo decennio, e una selezione di disegni formativi risalenti agli anni ’50 e ’60.

Pumpkin medium, 2008Yayoi Kusama è nata a Matsumoto City, Giappone, nel 1929. Nel ‘42 iniziò a studiare la pittura Nihonga, uno stile di grande rigore formale, sviluppatosi durante l’era Meiji (1868-1912) per contrastare l’influenza indiscriminata dell’arte Occidentale, infondendo così nuova vita alle tradizioni della pittura giapponese e mescolandole con elementi di derivazione occidentale.

Produsse i suoi primi enormi dipinti infinity alla fine degli anni ’50 a New York, dove si era trasferita. Grandi tele, lunghe anche dieci metri, interamente ricoperte di ritmiche ondulazioni di piccole pennellate circolari, come riflessione iniziale sul tema sempre ricorrente dell’infinito.

Più tardi, nel 1962 fu colpita da una ricaduta nervosa molto forte che le impedì di dedicarsi a lavori così minuziosamente dettagliati, ma nel ‘66 stupì la Biennale di Venezia con Narcissus Garden, l’installazione-scultura realizzata con l’assistenza di Lucio Fontana, che consisteva in un ambiente interattivo composto da 1500 sfere metalliche. Vestita in kimono, puntò l’attenzione sugli aspetti commerciali usualmente velati della Biennale, vendendo ogni sfera a 1.200 lire.

Oggi il suo lavoro è presente nelle collezioni dei più prestigiosi musei di tutto il mondo Museum of Modern Art, New York; LACMA, Los Angeles; Walker Art Center, Minneapolis; Tate Modern, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Centre Pompidou, Parigi; National Museum of Modern Art, Tokyo.

La scultura di Kusama mostra un altro approccio alla visualizzazione dell’infinito, attraverso il continuo uso di specchi, come nella scultura autoportante Passing Winter (2005) o nel complesso ambiente Aftermath of Obliteration of Eternity (2008), che utilizza un sistema di semplici ma ingegnosi strumenti ottici per creare un’interazione senza fine di luce riflessa. Il più recente gruppo di sculture monumentali, Flowers that Bloom at Midnight, sono fiori barocchi dai colori accesi, che misurano in altezza tra 1.5 e 5 metri.

Oggi Kusama compone i dipinti Infinity Net come campi isotropi pieni di elementi uniformemente distribuiti, siano essi austere monocromie o vibranti contrasti a tinte psichedeliche, come lo spettacolare dipinto a cinque pannelli I Want to Live Forever (2008). I suoi ultimi dipinti figurativi, come Cosmic Space (2008) dove occhi, amebe e altre forme biomorfe indeterminate abbondano, riflettono un’ossessione per la mortalità, oltre che per l’illuminismo, la solitudine, il vuoto, e i misteri dell’universo fisico e metafisico.

Un percorso eclettico, il suo, che cerca di unire Occidente e Oriente attraverso il tema eterno dell’infinito. Un percorso viscerale dentro le inquietudini umane, che travalica i diversi “sistemi di pensiero” riuscendo a parlare al vissuto di tutte quelle persone che insieme danno vita e compongono il mondo.

di Giovanni Bertuccio

Informazioni mostraYayoi Kusama. I want to live forever, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano. Fino al 14 febbraio 2010.

www.comune.milano.it/pac

www.yayoi-kusumana.jp/