I vasi “personificati” di Piero Fornasetti
26 febbraio, 2010
C’è chi li reputa strani, addirittura folli, chi originali e chi a dir poco strepitosi. Piero Fornasetti era così, o lo si amava o lo si odiava. A livello artistico, s’intende. E i suoi lavori più bizzarri, quelli dei vasi “personificati” realizzati per l’azienda di ceramiche artistiche Bitossi, ora sono pronti al giudizio internazionale di uno dei Paesi più creativi in tema di oggettistica, dal momento che stanno per volare verso New York, città per eccellenza del design contemporaneo.
Prima che partano Oltreoceano con destinazione Barneys (la catena di negozi di lusso della Grande Mela), a Milano sarà possibile ammirare fino al 3 aprile le pupille creative del designer morto nell’88. E non pensate che possano esserci poi molte altre occasioni: la produzione firmata Fornasetti era a tiratura limitata e siamo pronti a scommettere che molti collezionisti non si lasceranno scappare l’occasione.
Dall’atmosfera fortemente retrò grazie al contrasto bianco-nero, ma proiettati verso un futurismo non troppo lontano, a cui si aggiunge un sottile senso di humor che a Fornasetti certo non mancava. Ed è proprio questo che si respira ammirando i suoi lavori di design. Vasi, ferma-libri e anche tavoli: tutti realizzati a partire dall’immagine di un volto per un effetto che oscilla tra il tetro (sguardi improgionati nella grafite) e l’ironico, come nel caso del volto a cui si appoggia, quasi divertita, una mosca, anch’essa frutto della manualità artista di questo designer milanese.
Va ricordato che le opere sono tutte figlie della creatività di Piero, ma la loro realizzazione si deve al figlio Barnaba che, dopo la morte del padre, ha continuato parte della sua attività. E ritrovando tra i lavori del padre una forma in gesso di un vaso concepito per poterci riprodurre il famoso viso, ha deciso di tenere fede a quello che il tempo non ha concesso al padre di fare.
di Alessia Barbiero















