Addio vecchie canaline, ora ci sono i cavi a vista
18 gennaio, 2010
Se ci sono casi in cui il confine tra arte, design e bisogni pratici è tutt’altro che nitido, e nessuno di questi tre aspetti prevale sull’altro, allora possiamo parlare dell’inglese Maisie Maud Broadhead. O per lo meno del suo lavoro cable drawings.
Chiamatela designer, artista, innovatrice o anche semplicemente studentessa, perché di fatto, sebbene con alcuni dei suoi lavori abbia già conquistato la prima pagina di riviste d’oltremanica (e non solo) di architettura, fotografia e design, in realtà lei è ancora “un’apprendista” al Royal College of Art di Londra. Un’artista in erba, si potrebbe dire. Tanto di cappello. E sebbene adesso si esibisca alla Leicester City Gallery londinese con una mostra fotografica sul significato della gioielleria (The meaning of Jewellery) fa eco in tutto il mondo il suo lavoro precedente, quello dei cavi a vista, cable drawings appunto, innovativo come idea e decisamente pratico.
Il lavoro infatti nasce da un bisogno concreto e da un’esperienza che sicuramente è quotidiana per la generazione di ventenni e trentenni del ventunesimo secolo. Ma che può fruttare anche agli adulti. Ok, immaginatevi la scena: una camera da letto e sulla scrivania un sacco di aggeggi elettronici. Computer, monitor esterno, stereo (con tanto di casse incorporate). E soprattutto cavi, tanti cavi. Perché, questo è un dato di fatto, quasi tutti i gingilli tecnologici dell’ultima generazione (fatta eccezione per quelli wireless) si collegano tramite una serie di cavetti, funzionali ma decisamente antiestetici.
E da qui l’idea: perché non trasformare in arte proprio qualcosa che arte non è?
Basandosi sullo stile delle vecchie costruzioni architettoniche ottocentesche, riprendendo i fronzoli e le decorazioni sui mobili o sulle pareti delle antiche case regali, ecco che i cavi divengono una forma di arredamento, fissati alla parete in modo tale da produrre un’immagine. Possono essere semplici fronzoli decorativi (come quelli che Maisie Maud Broadhead ha proposto) oppure, non lo si esclude, figure da realizzare seguendo i propri gusti. L’idea è sua, certo. Ma chiunque può adottarla e mettere così nel dimenticatoio quelle diffuse canaline che sebbene ripristinino l’ordine, rinchiudendo al loro interno i vari cavetti, sono lontane anni luce dal poter sfiorare quell’equilibrio estetico tipico solo delle opere d’arte.
di Alessia Barbiero















