99 icone per il design tutto italiano
18 dicembre, 2009
Dopo un lungo percorso 99 icone raggiunge la tappa finale. La mostra, organizzata dal Centro Ricerche Enrico Baleri e curata da Enrico Baleri e Luigi Baroli, che mette in scena i 99 oggetti simbolo del made in Italy, dopo aver pellegrinato fra i maggiori centri d’arte del Nord Italia (dalla galleria Gamec di Bergamo a Palazzo Reale di Milano, passando per il museo Santa Giulia di Brescia e la casa Radici di Orio al Serio), trova dimora a Bergamo, in via Camozzi.
E’ allestito qui infatti il Temporary Shop Solidale pronto a mettere in vendita gli oggetti figli della cultura italiana, quelli che più che altri incarnano l’essere italiano, il suo stile di vita, la sua arte e la sua tradizione. Dalle Superga alla Moka Bialetti, dal bollitore Alessi alla borsa di Fendi, dai maglioni Benetton alla Vanity Fair di Poltrona Frau. E ancora le zeppe di Ferragamo, l’orologio Bulgari, l’orso Ettore firmato Trudi: icone, perché altro nome non si può trovare, inconfondibili del design del Bel Paese, testimonianze della creatività, del lusso, della ricerca di innovazione e di stare al passo con i tempi e della grande genialità in tema di moda e design in cui spiccano i nostri grandi designer.
Oggetti dall’uso anche quotidiano, abiti, accessori, arredi, lampade, gioielli, elettrodomestici, apparecchi radio e televisori, moto e automobili, rappresentativi di uno stile, capaci di incarnare il mito italiano.
Assenti dal temporary shop, ma degni di essere menzionati, anche altri tre grandi emblemi marchiati dal tricolore: la Fiat 500, la Vespa e l’abito rosso di Valentino. La non presenza al negozio installato temporaneamente in via Camozzi si deve al fatto che questi pezzi d’eccezione sono già stati venduti o assegnati all’asta casa Radici lo scorso 15 ottobre. Tant’è. Anche loro comunque fanno parte di quella lunga sfilza di nomi degni di rappresentare il nostro paese all’estero, dove questi oggetti vengono venduti e rivenduti, ammirati e studiati sui libri di design.
All’iniziativa fortemente artistica si accompagna poi un evento benefico: i profitti saranno infatti destinati al Cesvi, associazione attiva a livello umanitario. In particolar modo il ricavato delle vendite degli oggetti (molti dei quali firmati e autenticati direttamente dal loro designer, in occasione dell’asta di ottobre) andrà a promuovere il progetto Casa del Sorriso, finalizzato al recupero dei bambini delle favelas di Rio de Janeiro.
di Alessia Barbiero
Informazioni:
Bergamo, via Camozzi 60
Orari_ lu-ve: 15.30-19.30, sa-do: 10-12.30 e 15.30-19.30, aperto fino a Natale.

















