Mark Crick – La zuppa di Kafka
27 gennaio, 2010
Ponte alle Grazie 2006, 113 pp., 10 euro.
A volte si vedono film con un’idea di partenza estremamente convincente – a volte proprio geniale – sviluppata purtroppo attraverso una sceneggiatura banale o pessimi autori. Se penso a film come Be kind rewind di Gondry o l’attualissimo Up in the air (quello con Gorge Clooney) mi viene da dire: che peccato. Chissà che film sarebbe potuto diventare se.
Di solito però questi film piacciono lo stesso molto (più al box office che ai critici, in effetti), probabilmente perché apprendere una bella idea, conoscerla, poterla raccontare e magari farci due risate con gli amici è una cosa comunque particolarmente appagante. Quasi che l’idea valesse il film.
Ecco, La zuppa di Kafka di Mark Crick è la stessa cosa. L’idea è meravigliosa – scrivere 16 ricette nell’inconfondibile stile di 16 grandi scrittori, tra i quali giova ricordare Kafka, Borges, Calvino, Omero, Proust, De Sade e molti altri. È bello perché, pur essendo una sfida impari per il povero Crick, non si conclude con una sua capitolazione di fronte a questi mostri sacri della letteratura di tutti i tempi: pur di qualità infinitamente peggiore, i suoi scritti ci possono stare. Come ci possono stare le ricette, che sembrano gustose e semplici da cucinare, nonostante il filtro spesso e pesante dello stile autoriale altrui.
Tutto bene tutto bello insomma, a parte un piccolo dettaglio: a leggerlo davvero, senza lasciarsi influenzare dalla bellezza e dall’originalità dell’idea, ci si annoia.
E non poco.
di Jacopo Cirillo














