Gianluca Morozzi – Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte.

18 novembre, 2009

Fernandel 2006, 157 pp., dodici euro.

Ogni persona che è nata, vive, ha vissuto o vivrà in Emilia-Romagna ha un solo e unico sogno per quando sarà vecchia: aprire un’osteria nella propria cittadina natale (non tanto per guadagnarci quanto per farci una patta), servire piatti tipici e, soprattutto, fare l’affabulatore. Passare il tempo, cioè, girando tra i tavoli e raccontando degli aneddoti. Ora, visto che l’autoctono medio ha aneddoti (veri o inventati) per allietare una serata sin dai 20 anni di età, figuriamoci a 80.

Gianluca Morozzi è di Bologna e di anni ne ha 38 – è già a metà strada insomma. Animato probabilmente da un afflato di senile impazienza, ha raccolto i dieci aneddoti più divertenti che gli sono capitati da quando era un timido tredicenne fino al giorno prima della consegna del manoscritto e li ha titolati con una didascalica frase di diciassette parole. E, in più, ha messo in copertina una sua foto in cui beve un bicchiere di vino.

La prolissità, gli aneddoti esasperati e gonfiati fino all’impossibile, il vino rosso e qualche volgarità nascosta tra le righe fanno di lui il vero vecchio bolognese che, impossibilitato a disporre di un’osteria, ha tirato fuori tutti i suoi assi nella manica, li ha impaginati e donati ai suoi potenziali/virtuali avventori al costo di un litro di rosso sfuso della casa.

Le storie di Morozzi, vere, false o esagerate che siano, sono divertenti. In una è un giovane punk ultrà del Bologna, nell’altra il timido fidanzatino modello, poi un pazzo ubriacone, un approfittatore di poliziotte ubriache e spettatore della band di Annalisa Minetti.

Insomma, questo giovane vecchio ha centrato in pieno il vero segreto per raccontare gli aneddoti, segreto che viene finemente rivelato da Tom Waits che, da qualche parte, disse più o meno: “quando sei al cinema e stai vedendo un film veramente brutto, a un certo punto si sente una voce che dice tratto da una storia vera. Ma da quando in qua la verità rende migliore una storia?”

Esatto, da quando in qua?

di Jacopo Cirillo

www.finzionimagazine.it

www.twitter.com/finzioni