Worth is back!

11 febbraio, 2010

L’Haute Couture parigina ha riportato sotto i riflettori il marchio Worth, grazie alle creazioni dello stilista italiano Giovanni Bedin, che ha realizzato otto capi di lingerie ispirati alla cifra stilistica della Maison, nata proprio a Parigi.

abito da sposa Worth, 1860

abito da sposa Worth, 1860

Da un grande magazzino londinese, dove è impiegato nel reparto tessili e guarnizioni, Worth si trasferisce a Parigi dove lavora per una boutique di tessuti . Nel 1858 a Rue de la Paix apre la sua maison, che diventa ben presto il centro nevralgico del nuovo modo di intendere la moda femminile.

Nel 1864 è sarto di corte, l’alta borghesia costituisce infatti la gran parte della clientela. Per Worth è il momento in cui mettere in atto quanto imparato nei negozi: imporre ai capricci delle dame le proprie idee.

Sì, perché è proprio con Charles Frederic Worth che si comincia a parlare di Moda: è il primo a poter essere definito stilista, innazitutto perchè per primo firma i suoi abiti come opere d’arte. E’ sempre il primo a presentare la sue creazioni una volta all’anno, inaugurando quella cronologia fondamentale nel sistema moda, e a presentarle  poi attraverso mannequins. Unisce la sartorialità inglese all’amore per lo sfarzo francese, realizzando i suoi capi rigorosamente a mano, nonostante la macchina da cucire esista già dal 1825.

Nasce così l’Haute Couture, anche se la data ufficiale risale all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900. Legandosi però indissolubilmente al nome di Worth: il suo stile diviene di riferimento per i colleghi espositori, nonstante sia morto cinque anni prima. Sicuramente non mancano nomi illustri, come Jacques Doucet o Jeanne Pacquin, anch’essi grandissimi fautori della moda moderna, ma nessuno prima di Worth ha saputo unire marketing e creatività.

Dal punto di vista stilistico, Worth viene associato fondamentalmente alla crinolina. Come spesso accade nell’abbigliamento, sia femminile che maschile, l’origine è militare: la crinolina è infatti una tela di crine utilizzata già dal 1839 per intelare e sostenere i colletti delle uniformi, solo in un secondo momento passa ad identificare le sottane sostenute da gabbie di ferro.

La crinolina  connota così la silhouette degli anni tra il 1848  e la fine del secolo, seppur con le dovute evoluzioni, in gran parte per mano di Worth, che realizza sottane che ricordano nelle fogge e nella struttura vere e proprie costruzioni architettoniche.

abito da passeggio Worth, 1874

abito da passeggio Worth, 1874

La larghezza delle crinoline assume dimensioni e pesi importanti, perciò per confezionare gli abiti si usano tessuti molto leggeri e fruscianti per poter in qualche modo alleggerire i movimenti della dame che le indossano.

La moda di Worth, come quelle dei suoi colleghi, è incentrata sui corpetti  che già a fine ‘800 sono additati da molti medici come vere torture: più le crinoline si allargavano più la vita veniva costretta e ristretta in busti con stecche di ferro o di balena, per dare alla vita una circonferenza che in casi estremi poteva raggiungere i 36 cm di circonferenza. Già … si sa… alla moda non si è mai riusciti  a dire  no!

Verso il 1865 Worth capisce che le crinoline hanno raggiunto circonferenze esasperate, così dagli oltre 7 m le riduce a 4,5 m raccogliendo l’eccesso sul dietro della gonna e fermandolo in un drappeggi. Da un ricordo del panier settecentesco passa perciò ad un rifacimento della polonaise Antonettiana.

Questo stile ideato per le dame delle corti europee, dopo la guerra franco -prussiana cede la mano nel 1870, ad un nuovo target (come lo chiameremmo oggi): gli avvenimenti storici e il decadere degli sfarzi di corte permettono di concentrarsi sulla classe emergente, quella borghese.

Per questo motivo le linee appaiono meno opulente e Worth lancia una crinolina più ridimensionata, dal nome demi-crinoline: si appiattisce sul davanti e si allarga sulla parte posteriore, un prototipo di quello che poi si  chiamerà tournure.

Con la morte di Worth, la sua maison viene gestita dai figli: Gaston cura la parte amministrativa e Jaques l’attività creativa, continuando a vestire le corti europee ma anche la nuova società americana e le star del cinema. Il loro lavoro ha tenuto viva la tradizione fondata dal padre: stili ispirati al Rinascimento e al XVIII secolo, che mantengono viva l’Haute Couture.

lingerie Worth p/e 2010

lingerie Worth p/e 2010

Tra alti e bassi, la fine di una dinastia e le svariate acquisizioni, che fanno parte di quel sistema moda di cui Charles Frederic Worth è stato precursore, arriviamo ai giorni nostri.

Con più di un secolo di distanza le nuove creazioni di Worth appaiono ricche di femminilità, doverosamente ispirate alle linee della maison delle origini e altrettanto contestualizzate nella nostra contemporaneità, dove intimo e abito quasi si fondono.

La nuova vita di Worth sembra proprio iniziata.

di Rita Gandolfi