Cardigan & Co.
2 marzo, 2010
Poco più di un mese fa abbiamo avuto modo di vedere il cardigan (e non solo) di Steve McQueen in una foto che ben rappresenta le ultime tendenze della maglieria maschile.
A vedere le collezioni degli ultimi anni, uomo-donna, estate-inverno, questo capo della maglieria è tornato di buona lena nei nostri armadi.
Grandi scolli, più o meno bottoni dati dal doppio petto oppure no, in tricot, lunghi in filati pettinati, oversize, minisize… Cardigan per tutti. Praticamente unisex. Elemento jolly dell’abbigliamento a strati per le stagioni caratterizzate da situazioni climatiche sempre meno azzeccate dalle previsioni degli addetti ai lavori.
Ed è proprio grazie agli sbalzi climatici che la storia del cardigan ha inizio, in un epoca tutto sommato non troppo lontana nel tempo.
Durante la guerra di Crimea e più precisamente nel 1854, James Thomas Brudenell, il Conte di Cardigan, non sopportando durante una spedizione gli sbalzi atmosferici del periodo autunnale di quella terra straniera, diede una sciabolata alla maglia d’ordinanza dell’Esercito Inglese. Un gesto di insofferenza e di intraprendenza che permise a questo capo di portare il suo nome.
Questa maglia già utilizzata alla fine dell’800, vede il suo diffondersi nella seconda decade del ‘900, grazie alle ispirazioni provenienti dallo sport, dalle tenute militari, dai marinai e pescatori.
All’inizio degli anni ‘20 Jean Patou propone capi sportivi vestendo la tennista Suzanne Lenglen con una divisa composta da una gonna a pieghe di seta bianca, un cardigan dello stesso colore e un’ estrosa fascia turbante tra i capelli, come in voga ai tempi.
Grande estimatrice e divulgatrice del cardigan è indubbiamente Coco Chanel, che già nel 1925 realizza dei modelli in coordinato con il resto dell’abbigliamento, attingendo a tessuti del guardaroba maschile. Di rigore le tasche: in questo modo Coco attua un’ulteriore liberazione della donna: perché usare le borsette se si possono usare le tasche ?
Un periodo, come abbiamo visto, caratterizzato dalla pratica di sport, che influenza la nascita di un abbigliamento confortevole per entrambi i sessi. E’ infatti negli anni ‘30 che l’utilizzo della maglieria diventa prepotente e il cardigan, nelle sue varie declinazioni, contribuisce alla creazione di un archetipo di street style.
Dal lungo di Chanel, nel 1934 il cardigan femminile si declina nel twin set. Anche questa evoluzione viene creata da un uomo, Otto Weisz, designer della maison Pringle of Scotland.
Grandissimo successo per i gemelli di maglia: le signore degli anni ‘30 lo adorano e quelle degli anni ‘50, grazie anche alle dive del cinema, non possono farne a meno. Quel giacchino non infilato dalle maniche ma poggiato sulle spalle fa molto chic… Famosissimo il “twin set Grace Kelly”.
- twin set,1954
- Penneys, 1964
Negli anni successivi, specie negli anni ‘70, il cardiagan risente l’influenza cromatica: colorato e in fantasia, con collo che va e viene, così come le tasche, leggermente sciancrato o smanicato, meglio se accompagnato da una cintura e perché no, con cappuccio integrato.
Ad oggi il cardigan continua a muoversi tra eleganza e casual. Gli stilisti aggiornano i loro cardigan grazie alle nuove tecnologie tessili ma in questo periodo storico più che mai, con linee sempre al limite del retrò.
Ergo: se doveste ritrovarvi con un cardigan che per il momento non avete intenzione di usare o quello che avete usato l’anno scorso non vi appaga più, conservatelo bene, datevi… diciamo un ventennio, potrebbe diventare un vintage…
Ma questa è un’altra storia.
di Rita Gandolfi


















