Laura Marling: giovani donne crescono
3 febbraio, 2010
Laura Marling era così giovane quando ha cominciato a pubblicare Ep che una volta addirittura le è stato proibito di entrare nel locale dove doveva suonare. Di tutta risposta la biondina dell’Hampshire ha deciso di trasferire il concerto sulla strada. Niente male per una diciassettenne dal visino pulito e figlia di un Sir.
- la cantante Laura Marling
- Laura Marling live
L’aspetto delicato di Laura e la giovane età potrebbero trarre facilmente in inganno, ma questa ragazza sa che cosa vuole e sa come ottenerlo e lo sta dimostrando in questi anni, prima con la pubblicazione di due Ep, London Town e My Manic And I, e poi nel 2008 del suo primo album, Alas I Cannot Swim, accolto positivamente dalla critica internazionale.
Non c’è niente che il pubblico ami di più di una ragazzina prodigio, se non forse criticarla poi una volta che l’hype è passato. Storia già vista e già vissuta, ed è probabilmente per questo che Laura Marling tiene tutto low profile, il suo sito, le sue apparizioni, se stessa. Un viso pulito, capelli biondi prima lunghi poi tagliati alla Beatles, felpe con cappuccio, qualche abito dal gusto vintage, ma mai nulla che attiri l’attenzione, come a non voler spostare l’interesse da ciò che davvero importa, la musica, la voce.
La voce nella concezione musicale della cantante inglese è fondamentale: è la voce che riesce a stabilire un contatto intimo con l’ascoltatore, è la voce che racconta, che narra, che si alza e si abbassa aumentando o diminuendo il pathos. E’ una bella voce quella di Laura Marling, non particolarmente estesa, ma calda e interessante nelle sue diverse tonalità, bellissima quando diventa quasi rauca e sussurrata, e sempre perfetta per le sue canzoni.
Alas, I Cannot Swim è un album molto vario, che passa da brani più orchestrali tra il pop e il folk, movimentati e dalle atmosfere spensierate, a ballate più intense e corali, fino ad arrivare a canzoni minimali, dove gli strumenti lasciano spazio ad una voce malinconica e nostalgica. La ragazza ha imparato bene la lezione dei suoi predecessori e riesce a portare a termine un lavoro ben fatto e non superficiale, per quanto non così originale.
I Speak Because I Can, il suo secondo album, è stato annunciato per marzo di quest’anno, preceduto dal singolo Devil’s Spoke. Se Laura ha voglia di parlare (e cantare) noi siamo pronti ad ascoltare proprio tutto quel che ha da dirci, che ci sia di mezzo il diavolo oppure no.
di Sara Moschini
foto Elena Morelli http://www.avisiblesignofmyown.com/blog/
video Ghosts: http://www.youtube.com/watch?v=XonJJbV54BE
video Devil’s Spoke: http://www.youtube.com/watch?v=FmQp96HqNnk



































