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	<title>Cool Hunter ITALY Magazine &#187; 7- OCCHIO ALL&#8217;ARTE di Andrea Pellegrino</title>
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	<description>Ipertendenze della moda</description>
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		<title>Ritratti di Signore &#8211; Tessuto, moda e pittura tra Otto e Novecento</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 22:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 24 giugno in occasione della mostra "Boldini e la Belle Epoque" organizzata a Villa Olmo dal comune di Como,  Il Museo Studio del Tessuto della Fondazione Antonio Ratti dedica un’ esposizione e una serie di conferenze alle figure femminili che hanno caratterizzato con la loro eleganza o la loro stravaganza  i decenni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-9833" title="mostra Ritratti di Signore" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/ritratti2_image-ok.jpg" alt="mostra Ritratti di Signore" width="280" height="210" />Fino al 24 giugno in occasione della mostra &#8220;Boldini e la Belle Epoque&#8221; organizzata a Villa Olmo dal comune di Como,  Il Museo Studio del Tessuto della Fondazione Antonio Ratti dedica un’esposizione e una serie di conferenze alle figure femminili che hanno caratterizzato con la loro eleganza o la loro stravaganza  i decenni a cavallo tra Otto e Novecento.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra &#8220;Ritratti di Signore –Tessuto, moda e pittura tra Otto e Novecento&#8221; presenta nuclei di tessuti, gruppi di abiti e accessori provenienti dalle collezioni del MuST, del Museo Didattico della Seta e da raccolte private italiane. Una serie di conferenze parallele riprende la biografia delle Signore che hanno segnato il gusto della loro epoca, portando così alla luce donne affascinanti: dalle slanciate figure di eleganti sconosciute dipinte da Tissot ai ritratti della borghesia italiana di Lega, De Nittis, Morelli; dalla parigina Mme Greffulhe, immortalata da Proust nella Recherche sotto le spoglie della duchessa di Guermantes, alla viennese Emilie Flöge, musa di Klimt.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-9835" title="mostra Ritratti di Signore 2" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/mostra-Ritratti-di-Signore-2.jpg" alt="mostra Ritratti di Signore 2" width="285" height="188" />Aspetto fondamentale degli incontri è la rilettura “dal vivo” dei tessuti di moda presenti nei ritratti. Dagli archivi del MuST, ricchissimi di reperti relativi a questo periodo, e da collezioni private provengono sete operate e stampate, nastri e una ricchissima selezione di tulle ricamati, pizzi, velette, passamanerie. Materiali che caratterizzano il contenuto di libri campionario di grande interesse per gli storici della moda e del tessuto e per i creativi contemporanei in cerca di spunti insoliti e inediti direttametne dalla fine dell&#8217;Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Programma degli incontri:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">16 giugno 2011 – ore 18: &#8220;Les femmes fatales di Boldini: la marchesa Casati e donna Franca Florio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">23 giugno 2011 – ore 18: &#8220;Jean Boldini peintre de la femme: la collaborazione con la rivista parigina “Les Modes”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli incontri sono aperti al pubblico fino ad esaurimento posti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni mostra e incontri:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ritratti di signore-Tessuti moda e pittura tra Ottocento e Novecento&#8221;, Fondazione Antonio Ratti &#8211; Villa Sucota, via Cernobbio 19 Como.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17. Fino al 24 giugno 2011. <a href="http://www.fondazioneratti.org" target="_blank"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazioneratti.org" target="_blank">www.fondazioneratti.org</a></p>
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		<title>Il nuovo Museo del &#8216;900 a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 16:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 6 Dicembre scorso è stata una data importante per la cultura milanese. In questo giorno si è infatti inaugurato il Museo del Novecento, il primo a Milano interamente dedicato all’arte moderna.
Il palazzo Arengario in piazza Duomo (struttura ad archi di matrice fascista dell’architetto Portaluppi) dopo tre anni di ristrutturazioni è ora pronto ad ospitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/NOVECENTODENTRO-ok.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9462" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Museo del '900 - interno" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/NOVECENTODENTRO-ok.jpg" alt="Museo del '900 - interno" width="300" height="405" /></a>Il 6 Dicembre scorso è stata una data importante per la cultura milanese. In questo giorno si è infatti inaugurato il Museo del Novecento, il primo a Milano interamente dedicato all’arte moderna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il palazzo Arengario in piazza Duomo (struttura ad archi di matrice fascista dell’architetto Portaluppi) dopo tre anni di ristrutturazioni è ora pronto ad ospitare questa nuova tappa che di certo non potrà essere saltata dai turisti visitatori della città ed appassionati di arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Già da principio nel progettare la ristrutturazione dell’edificio si è tenuto conto di alcuni principali obiettivi: organizzare all’interno del contenitore storico restaurato un sistema distributivo semplice e lineare; restituire un’immagine forte e al tempo stesso attraente all’edificio, così da trasformarlo in uno dei luoghi privilegiati del centro cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello spazio verticale della torre viene inserito un sistema di risalita verticale con una rampa a spirale che dal livello della metropolitana raggiunge la quota della terrazza monumentale affacciata su Piazza del Duomo e Piazzetta Reale. La spirale vetrata, “tubo catodico” della comunicazione del Museo del Novecento, è il fulcro del percorso espositivo, semplice e lineare, che prende l’avvio dal celebre &#8220;Quarto Stato&#8221; di Pellizza da Volpedo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sale sono allestite e separate tra loro attraverso un sistema di pareti mobili che permette molta flessibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/NOVECENTOFUORI-ok.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9464" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Museo del '900 - esterno" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/NOVECENTOFUORI-ok.jpg" alt="Museo del '900 - esterno" width="300" height="414" /></a>Nel museo sono presenti le collezioni civiche che, esposte dal 1984 al 1999 nella sede provvisoria al Palazzo Reale, comprendono oltre tremila opere che documentano attraverso autentici capolavori, i percorsi principali dell’arte italiana dell’inizio del secolo fino ai primi anni ottanta: dal Futurismo alla Metafisica, al Novecento, ai gruppi di Milano, Roma e Torino, fino all’arte Povera e alla Transavanguardia.</p>
<p style="text-align: justify;">Pellizza da Volpedo, Boccioni, Modigliani, De Chirico, Martini, Sironi, Fontana sono solo alcuni dei tantissimi artisti che sono presenti nel Museo con le loro opere.  Il tutto per 3500 metri si spazio espositivo e oltre 350 opere!-</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle cose più interessanti è inoltre la caratteristica di apertura al pubblico e la volontà di far avvicinare le persone al mondo dell’arte. E’ presente infatti un ampio bookshop con ristorante e bar annessi. Al secondo piano c’è invece un vero e proprio centro di studi nel quale tutti possono consultare materiale come fotografie, documenti e disegni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà infine utile sapere che fino al 28 Febbraio l’ingresso è gratuito!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.museodelnovecento.org/" target="_blank">www.museodelnovecento.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;LEARNING MACHINES. FIGURE&#8221; &#8211; NABA Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 11:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[La Nuova Accademia di Belle Arti a Milano (NABA) nasce nel 1980 con l’intento di contestare la rigidità della tradizione accademica e creare nuovi stimoli che possano rispecchiarsi in un linguaggio moderno, più vicino all’arte contemporanea.
Per festeggiare i trent’anni dalla sua fondazione, NABA è lieta di presentare al pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/naba-verde.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8332" style="border: 2px solid black; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="Naba" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/naba-verde.jpg" alt="Naba" width="202" height="121" /></a>La Nuova Accademia di Belle Arti a Milano (NABA) nasce nel 1980  con l’intento di contestare la rigidità della tradizione accademica e creare nuovi stimoli che possano rispecchiarsi in un linguaggio moderno, più vicino all’arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Per festeggiare i trent’anni dalla sua fondazione, NABA è lieta di presentare al pubblico <em>LEARNING MACHINES. FIGURE</em>, una mostra tematica di arte contemporanea sul tema dell’educazione e la formazione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’originalità si trova la tendenza alternativa e antiaccademica che si può considerare la colonna portante della filosofia della NABA. Ogni singolo mezzo espressivo non viene tralasciato, l’arte viene esplorata in tutte le sue sfaccettature. Ne deriva una forte comunicabilità e un tipo di messaggio fresco, dinamico, moderno.</p>
<p style="text-align: justify;">I percorsi didattici alternativi che hanno contribuito a questo sono composti da foto, istallazioni, maquette architettoniche, manifesti, riviste, materiali documentari. Il tutto è strutturato in modo da ruotare intorno a tre temi portanti: Programmi, Spazi e Communities. L’evento nato per il trentennale NABA ha l’obiettivo di confrontarsi sulle questioni più urgenti e attuali della formazione  artistica e dei saperi su scala globale.Saranno presenti lavori di artisti internazionali le cui caratteristiche sono sicuramente quelle di aver dato una svolta importante rispetto al loro campo di appartenenza. Due esempi lampanti sono Joseph Beuys e Fuller.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8335" title="Naba" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/Naba.jpg" alt="Naba" width="500" height="287" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’artista tedesco Joseph Beuys (1921-1986) è uno dei rappresentanti più emblematici delle correnti concettuali nell’arte della seconda metà del Novecento. L’opera di Beuys, fatta soprattutto di azioni concettuali e di happening, lo resero famoso soprattutto negli Stati Uniti, dove trovò tra l’altro l’amicizia e la stima di Andy Warhol.</p>
<p style="text-align: justify;">R. Buckminster Fuller (1895-1983) è stato un architetto, designer ed inventore statunitense.Fuller è famoso principalmente per le sue cupole geodetiche, che sono parte anche delle moderne stazioni radar, di edifici civili e tensostrutture. La loro costruzione si basa sull&#8217;estensione di alcuni principi base dei solidi semplici, come il tetraedro, l&#8217;ottaedro e solidi con numero di facce maggiore che possono considerarsi approssimazione della sfera. Le strutture così concepite sono estremamente leggere e stabili. La cupola geodetica è stata brevettata nel 1954, ed è stata una parte fondamentale del processo creativo di Fuller teso all&#8217;esplorazione della natura per inventare nuove soluzioni di design.Sebbene un buon numero di progetti di Fuller non raggiunsero mai il successo industriale e di pubblico, alcuni ancora esistono. Molte cupole geodetiche sono state costruite e sono ancora in uso: secondo il Buckminster Fuller Institute oggi ne esistono di diametro superiore ai 200 metri. Le principali si trovano in Giappone e Stati Uniti. In Italia e precisamente all&#8217;ingresso sud di Spoleto c&#8217;è una cupola geodetica opera di Fuller, donata alla città nel 1967.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra gli altri artisti in mostra Roy Ascott e Stephen Willats e il Ground Course di Ealing (UK), Francesco Jodice, Erick Beltràn.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di<em> Andrea Pellegrino</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni mostra:</strong> <em>LEARNING MACHINES. FIGURE</em>. NABA &#8211; Nuova Accademia di Belle Arti, via C. Darwin, 20 – Milano. Tel: 02.973721. Dal 10 Dicembre al 14 Gennaio 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>FRANKO B  “I still love”</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 15:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[I still love è la mostra che il PAC di Milano ospiterà con le opere di FRANKO B, artista milanese ma attivo a Londra da diversi anni, divenuto uno dei protagonisti della performance art internazionale grazie al suo coraggio, trasgressione e, ovviamente, talento. In questa personale l’artista pone l’attenzione sull’aspetto più ossessivo e “malato” dell’amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/FRANKOB-ok.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7928" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="FRANKO B " src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/FRANKOB-ok.jpg" alt="FRANKO B " width="280" height="280" /></a>I still love</em> è la mostra che il PAC di Milano ospiterà con le opere di <em>FRANKO B</em>, artista milanese ma attivo a Londra da diversi anni, divenuto uno dei protagonisti della performance art internazionale grazie al suo coraggio, trasgressione e, ovviamente, talento. In questa personale l’artista pone l’attenzione sull’aspetto più ossessivo e “malato” dell’amore attraverso istallazioni, performances e visioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fenomenologia del dolore o del distacco? Frenetica sete di amore o di morte? Non è certo minimalista e banalizzante il mondo iconizzato da <em>Franko B</em>. Un percorso erto e tortuoso, affogato tra pulsioni violentemente distruttive e deliziosamentee tenere, di una tenerezza che non accarezza ma punge efferata: l’amore, restituito dal suo filtro, è un itinerario di ricchezza barocca e direzione decadente, che non esita ad immergersi nei pantani più oscuri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fango viscoso dell’ossessione, la soffocante pece del dolore, la calce ottundente dell’insensibilità, l’oro della mistificazione: la persona e le creazioni dell’artista si rivestono di spesse coltri di materiali &#8211; acrilico nero, biacca, vernice dorata &#8211; che, oltre a mostrare la costante natura e derivazione pittorica della sua ricerca, danno corpo alla perdurante necessità di indagare ed esorcizzare gli aspetti più estremi del vivere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/FRANKO-ok.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7930" title="FRANKO B" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/FRANKO-ok.jpg" alt="FRANKO B" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, in occasione della sesta Giornata del Contemporaneo indetta dall&#8217;Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiana, ha inaugirato sabato 9 ottobre la personale che  è visitabile fino al 28 novembre. La mostra e&#8217; curata da Francesca Alfano Miglietti, promossa dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta dal Pac e da 24 Ore Cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
<p><strong>Informazioni mostra: </strong><em>I still love</em>, Franko B. PAC<strong> </strong>Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro 14 &#8211; Milano. Dal 9 Ottobre al 28 Novembre 2010.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>LORETTA LUX “Photographs”</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 12:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[La Galleria Carla Sozzani, all'interno del rinomato spazio Corso Como10, ospita fino al 31 ottobre i lavori di Loretta Lux: "Photographs - ritratti di bambini messi in posa".
L'effetto è spiazzante, l'associazione di idee bambino – infanzia - innocenza contraddice la sensazione inquietante che si prova nell’osservare, e a volte nell'essere osservati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/Loretta-Lux1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7803" title="Loretta Lux " src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/Loretta-Lux1.jpg" alt="Loretta Lux " width="500" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Galleria Carla Sozzani, all&#8217;interno del rinomato spazio Corso Como10, ospita fino al 31 ottobre i lavori di Loretta Lux: <em>Photographs &#8211; ritratti di bambini messi in posa.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;effetto è spiazzante, l&#8217;associazione di idee bambino – infanzia &#8211; innocenza contraddice la sensazione inquietante che si prova nell’osservare, e a volte nell&#8217;essere osservati, da questo popolino di volti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/xstud3300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7805" title="Loretta Lux" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/xstud3300.jpg" alt="Loretta Lux" width="210" height="210" /></a>Infatti in questi ritratti c’è molto dell’ “enigmatico” sia a livello della riflessione sul mondo dell’arte (e sul confine tra pittura e fotografia, finzione e verità), sia a livello contenutistico sulla dimensione dell’infanzia. La perfezione o le peculiarità somatiche, gli sguardi impenetrabili e in genere la fisicità ritoccata disturbano inquietantemente l&#8217;umanità delle figure. In alcuni casi gli abiti, le pose o un&#8217;indecifrabile intensità ne disturbano e ne rendono ambigua la stessa condizione di infanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le scelte cromatiche, negli sfondi e negli stessi incarnati delle figure, ne rendono ambigua la collocazione spazio-temporale. Ed è un&#8217;ambiguità che non lascia affatto indifferenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/xmarbles-300.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7806" title="Loretta Lux" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/xmarbles-300.jpg" alt="Loretta Lux" width="210" height="210" /></a>L&#8217;artista, che da dieci anni ormai ha lasciato la pittura per dedicarsi alla fotografia, rimane ispirata ai modelli della ritrattistica: a livello compositivo la scelta di un orizzonte basso, su cui sovrasta l&#8217;immagine applicata come un adesivo (è una fotografia o un collage?) suggerisce l&#8217;esempio della medaglistica classica e dei ritratti del rinascimento italiano. C&#8217;è un quid di impenetrabile nei visi dei bambolotti rappresentati, ma che riesce comunque a comunicare a livello inconscio, qualcosa di estraneo e familiare allo stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni mostra:</strong> <em>Photographs &#8211; ritratti di bambini messi in posa</em>, Loretta Lux. Galleria Carla Sozzani, Corso Como10 – Milano. Fino al 31 Ottobre 2010.</p>
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		<title>SALVADOR DALI&#8217; &#8211; Il sogno si avvicina</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 14:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati cinquant&#8217;anni dall&#8217;ultima esposizione personale di Salvador Dalì a Milano. Dopo tutto questo tempo l&#8217;artista spagnolo torna a far sognare gli appassionati di arte con una nuova mostra a Palazzo Reale. L&#8217;evento, uno dei più attesi degli ultimi anni, è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la  Gala-Salvador Dalí di Figueras e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7727" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Dalì locandina" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/dali1-245x300.jpg" alt="Dalì locandina" width="245" height="300" />Sono passati cinquant&#8217;anni dall&#8217;ultima esposizione personale di<em> Salvador Dalì </em>a Milano. Dopo tutto questo tempo l&#8217;artista spagnolo torna a far sognare gli appassionati di arte con una nuova mostra a Palazzo Reale. L&#8217;evento, uno dei più attesi degli ultimi anni, è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la <em> </em>Gala-Salvador Dalí<em> </em>di Figueras e i prestiti dal Reina Sofia di Madrid.</p>
<p style="text-align: justify;">I temi portanti sui quali vertono i percorsi della mostra sono il sogno, il paesaggio e il desiderio. Considerato il maggior rappresentante del Surrealismo veristico, Dalì soddisfa a pieno la tendenza onirica e l&#8217;automatismo caratteristici di questa corrente artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pittore usò il metodo “paranoico – critico”, creando illusioni ottiche con il suo stile iperrealistico, che non trascurava nessun dettaglio e associava sogno ed inconscio ( molto importante l&#8217;influenza che ebbe sulla sua pittura la psicologia freudiana). Questo metodo consentiva a Dalì di raggiungere uno stato di pseudo-trance, durante il quale aveva visioni fantastiche che rappresentava con sorpendente accuratezza e ossessiva attenzione per il dettaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel percorso della mostra sarà fruibile il cortometraggio <em>Destino</em> di Salvador Dalì e Walt Disney, progetto iniziato dai due negli anni quaranta e mai proiettato prima in Italia. Lo storyboard fu completato in 8 mesi, ma a causa di gravi problemi finanziari che colpirono la Disney durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, il progetto fu accantonato. <em>John Hench</em>, disegnatore che collaborò con Dalì per il film, fece un campione di 18 secondi di animazione per cercare di riaccendere l’interesse di Walt Disney ma la produzione venne considerata troppo onerosa per le allora condizioni finanziarie della Compagnia e il progetto fu quindi accantonato a tempo indeterminato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignright size-full wp-image-7730" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Salvador Dalì" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/daligrande.jpg" alt="Salvador Dalì" width="261" height="402" />Destino</em> vide la luce nel 1999, quando <em>Roy Edward Disney</em> (nipote di Walt) mentre lavorava a Fantasia 2000, si trovò davanti quei disegni e decise di riportare in vita il progetto che venne affidato agli studios Disney di Parigi. Qui ci volle un team di 25 animatori solo per poter decifrare i criptici scritti di Dalì ed <em>Hench</em>. Il cortometraggio fu completato e distribuito nel 2003.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prodotto finito è stupefacente. Il corto, che dura 6 minuti, è una storia d’amore in pieno stile Disney: si narra il viaggio di una ballerina che, intenta a cercare l’amore, vaga per paesaggi inquietanti e desertici, paesaggi che ovviamente ricalcano il classico alfabeto dei quadri di Dalì (orologi molli, torri oscillanti e manichini).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;allestimento sarà a cura dell&#8217;architetto <em>Oscar Tusquets Blanca</em>, amico e collaboratore di Salvador Dalí è infatti sua la realizzazione della sala Mae West nel museo di Figueras dedicato al pittore spagnolo e il famoso sofà Dalilips, realizzato su disegno dello stesso. Per la prima volta la sala di Mae West verrà realizzata all&#8217;interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di<em> Andrea Pellegrino</em></p>
<p><strong>Informazioni mostra:</strong> <em>Salvador Dalì &#8211; Il sogno si avvicina</em>, Palazzo Reale, Milano. 22 settembre 2010 &#8211; 30 gennaio 2011. <a href="http://www.mostradali.it" target="_blank">www.mostradali.it</a></p>
<p><span><cite><strong> </strong></cite></span></p>
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		<title>Napoleone e l&#8217;impero della moda</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 17:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi crede che i così detti fashion victim siano solo un fenomeno dei nostri tempi la mostra "Napoleone e l'impero della moda" sarà sicuramente spunto per ricredersi. L'esposizione vuole essere un viaggio nel passato dell'età Napoleonica attraverso i costumi che l'hanno caratterizzata.
Importante sapere che, proprio in questo periodo, per la prima volta la moda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/n1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6839" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Napoleone e l'impero della moda" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/n1.jpg" alt="Napoleone e l'impero della moda" width="243" height="366" /></a>Per chi crede che i così detti <em>fashion victim</em> siano solo un fenomeno dei nostri tempi la mostra<em> Napoleone e l&#8217;impero della moda </em>sarà sicuramente spunto per ricredersi. L&#8217;esposizione vuole essere un viaggio nel passato dell&#8217;età Napoleonica attraverso i costumi che l&#8217;hanno caratterizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante sapere che, proprio in questo periodo, per la prima volta la moda venne percepita come strumento di potere. Napoleone Bonaparte seppe darle l&#8217;importanza giusta per creare uno status symbol di affermazione sociale e potenza. L&#8217;importanza e la magnificenza di una persona dovevano riflettersi inevitabilmente nel proprio stile e nell&#8217;eleganza del modo di porsi, sempre aggiornato e al passo con le creazioni dei sarti dell&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interesse per il proprio aspetto e la cura nello scegliere gli abiti con l&#8217;accortezza di come presentarsi ed essere percepiti dagli altri cominciò a dilagare. Proprio in questo periodo storico si ebbe un forte incremento di boutique, sarti e parrucchieri erano sulla cresta dell&#8217;onda e, addirittura, nacque quella che potrebbe essere considerata la prima rivista di moda <em>Costume Parisien</em>. La moda, inoltre, rifletteva le trasformazioni sociali generate dallo sviluppo industriale e commerciale, conseguenza del nuovo ordine politico in Europa e nelle colonie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/n2ok.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6843" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Napoleone e l'impero della moda" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/n2ok.jpg" alt="Napoleone e l'impero della moda" width="170" height="366" /></a>L&#8217;esposizione è curata da Cristina Barreto e Martin Lancaster, ricercatori e consulenti tessili del periodo Napoleonico. I due studiosi hanno messo a disposizione cinquantadue capi dalla loro collezione privata, tutti originari dell&#8217;epoca. Potremo vedere come le più agiate classi sociali, ma non solo, usavano vestirsi nelle occasioni più disparate. Da i costumi di tutti i giorni a quelli creati appositamente per cerimonie ed occasioni speciali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo la moda femminile fu toccata da questo fenomeno innovativo ma anche quella maschile. A testimoniarlo costumi di virile democrazia e l&#8217;attenzione ai dettagli delle divise militari. In esposizione anche molti accessori e stampe dell&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Una mostra imperdibile per tutti gli appassionati di storia della moda.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni mostra:</strong><em> Napoleone e l’Impero della moda</em>, Triennale di Milano, 16 giugno – 12 settembre 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Orario: Martedì-Domenica 10.30-20.30. Giovedì e Venerdì 10.30-23.00</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso: euro 8,00</p>
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		<title>Stanley Kubrick fotografo in prima mondiale a Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il palazzo della Ragione di Milano è fiero di presentare al pubblico una mostra unica dai contenuti rari e mai visti precedentemente. Un aspetto poco noto di Stanley Kubrick, istituzione importantissima nel mondo del cinema e della regia, viene indagato e riportato alla luce dopo anni. Ci si riferisce all’intenso rapporto che il regista ebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-6666" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Stanley Kubrick fotografo" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/Stanley-Kubrick-fotografo.jpg" alt="Stanley Kubrick fotografo" width="200" height="333" />Il palazzo della Ragione di Milano è fiero di presentare al pubblico una mostra unica dai contenuti rari e mai visti precedentemente. Un aspetto poco noto di <em>Stanley Kubrick</em>, istituzione importantissima nel mondo del cinema e della regia, viene indagato e riportato alla luce dopo anni. Ci si riferisce all’intenso rapporto che il regista ebbe con la fotografia negli anni del dopoguerra Newyorkese.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu proprio il 1945 l’anno nel quale la sua carriera partì con uno straordinario scatto rubato ad un edicolante rattristato dalla morte del presidente Roosevelt che vendette alla rivista<em> Look</em>. Il periodico, ad ampia distribuzione a New York, si proponeva di indagare la vita sociale americana del dopoguerra descrivendone tutte le sfaccettature.</p>
<p style="text-align: justify;">La redazione, colpita immediatamente dal talento del promettente ragazzo, lo assunse subito tra i collaboratori del magazine. Dopo aver terminato gli studi ed aver seguito un corso di fotografia, il diciassettenne  Kubrick iniziò a collaborare con <em>Look</em> in qualità di fotografo.</p>
<p style="text-align: justify;">Rainer Crone, curatore di questa mostra e critico d’arte contemporanea, ha scoperto un complesso di più di mille immagini tratte dalla rivista<em> Look</em> e, per la prima volta, le ha esaminate dal punto di vista prettamente storico e stilistico.</p>
<p style="text-align: justify;">La grandiosa dote di narratore di storie di Kubrick, che si riflette anche nel cinema, è un elemento importantissimo che ci ha dato la possibilità di avere una documentazione sociale e pienamente rispecchiante la realtà degli anni seguenti la seconda guerra mondiale nei quali l’America si stava affermando nella propria originalità.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6670" title="Stanley Kubrick fotografo" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/look.jpg" alt="Stanley Kubrick fotografo" width="400" height="221" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio la singolarità a caratterizzare gli scatti di Kubrick filtrati da un buona dose di senso dell’humor e da una capacità narrativa non comune. La cosa curiosa fu il singolare modo ci concepire la fotografia di <em>Look </em>e la maniera in cui Kubrick ne fu affascinato. Il magazine infatti riportava scatti in sequenza che avevano lo scopo di narrare delle storie con i soggetti seguiti costantemente in modo quasi invadente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò piacque molto al desiderio di raccontare delle storie che caratterizzava Kubrick. Anzi, per perfezionare la tecnica dai più considerata invadente, Kubrick attuò degli stratagemmi per riuscire a fotografare passando inosservato e indisturbato. Uno di questi consisteva nel nascondere il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e nell’azionare l’otturatore con un interruttore nascosto nel palmo della mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la quasi imprevedibilità del soggetto fotografato, gli scatti sono pervasi dal senso estetico che poi si troverà anche nei film del Kubrick regista e da un’indagine quasi psicologica dei volti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6668" title="Stanley Kubrick fotografo" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/Still-from-Killers-Kiss-b-001.jpg" alt="Stanley Kubrick fotografo" width="460" height="276" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; lo stesso curatore, Rainer Crone, ad affermare che “il percorso espositivo è organizzato in due parti. La prima, divisa a sua volta in 7 sezioni, ha un’introduzione, Icone, nella quale vengono presentate le immagini simbolo delle storie che l’occhio dell’obiettivo di Kubrick ha immortalato. La seconda parte del percorso toccherà altri argomenti rappresentativi della breve carriera di Kubrick fotografo, come le immagini dedicate al giovane Montgomery Clift colto all’interno del suo appartamento, o quelle del pugile Rocky Graziano, che raccontano i momenti pubblici e privati di un eroe moderno, o ancora l’epopea dei musicisti dixieland di New Orleans”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni mostra: </strong><em>Stanley</em><strong> </strong><em>Kubrick fotografo 1945-1950</em>, Palazzo della Ragione, Milano. Fino al 4 Luglio 2010. <a href="http://www.mostrakubrick.it" target="_blank">www.mostrakubrick.it</a></p>
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		<title>MAN RAY &#8211; ROBERT MAPPLETHORPE. Provocazioni a confronto</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 18:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mostra imperdibile ospitata dalla Fondazione Marconi mette a confronto due geni dell’arte fotografica del secolo scorso: Man Ray e Mapplethorpe. Un’esposizione per gli amanti della fotografia senza tempo e delle immagini che di certo non lasciano indifferenti.
Foto, oggetti e dipinti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6521" class="wp-caption alignleft" style="width: 295px"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/Lachevelure1929ManRay.jpg"><img class="size-full wp-image-6521 " title="La chevelure, 1929, Man Ray" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/Lachevelure1929ManRay.jpg" alt="La chevelure, 1929, Man Ray" width="285" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">La chevelure, 1929, Man Ray</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una mostra imperdibile ospitata  dalla Fondazione Marconi mette a confronto due geni dell’arte fotografica  del secolo scorso: <em>Man Ray</em> e <em>Mapplethorpe</em>. Un’esposizione per gli amanti della fotografia senza tempo e delle immagini che di certo non lasciano indifferenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Foto, oggetti e dipinti di Man Ray, realizzati tra i primi anni venti ed i primi anni settanta, insieme a una selezione di 25 lavori realizzati dal 1975 al 1986 da Robert Mapplethorpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Un accostamento molto particolare tra due artisti che hanno operato a più di mezzo secolo di distanza. Cosa accomuna due talenti così provocatori ma nello stesso tempo raffinati?</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca sperimentale dei due fotografi (anche se definirli soltanto tali sarebbe riduttivo) trae ispirazione dalla pittura.</p>
<p style="text-align: justify;">Robert Mapplethorpe inizia a farsi conoscere fotografando amici e conoscenti, alcuni dei quali diventati in seguito artisti famosi (Andy Warhol, Deborah Harry, e Patti Smith). Già dai primi scatti si nota la sua capacità di evidenziare, attraverso un bianco e nero delicato ottenuto mediante attenti studi di luce, la sua capacità di scolpire la bellezza e la sensualità della forma. Nella sua ricerca si coniugano perfettamente, in un insolito sposalizio, elementi e pose classiche con soggetti moderni.</p>
<p style="text-align: justify;">In Mapplethorpe si trova un notevole  linguaggio di rottura. Il suo contributo artistico ha contribuito a mescolare il mondo dell’arte con quello della pornografia. Pratiche erotiche estreme, coppie omosessuali e argomenti taboo fino ad allora neppure pronunciabili finirono nelle gallerie d’arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tematiche da lui affrontate furono quindi un vero e proprio scandalo per la cultura del tempo. Soggetti sadomaso che, senza alcun filtro di censura, penetrano nella cultura omosessuale, ancora clandestina e nascosta, di una New York degli anni settanta. Inoltre ritratti di nudo maschile e omoerotico, giovani modelli efebici fotografati come eterne divinità greche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6524" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/LisaLyon1981Mapplethorpe.jpg"><img class="size-full wp-image-6524  " title="Lisa Lyon, 1981, Robert Mapplethorpe" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/LisaLyon1981Mapplethorpe.jpg" alt="Lisa Lyon, 1981, Robert Mapplethorpe" width="400" height="404" /></a><p class="wp-caption-text">Lisa Lyon, 1981, Robert Mapplethorpe</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La specialità di Mapplethorpe era proprio quella di considerare le sue fotografie uguali a quadri tanto da conferire loro una presentazione quasi museale con tanto di cornici imponenti ed esotiche. Certo è il fatto che Mappelthorpe visse in un periodo in cui la fotografia era appena stata accetta come una delle arti visive.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio questa voglia di cambiamento e ribaltamento delle convenzioni sociali è quello che più accomuna Mapplethorpe con Man Ray, anch’egli di New York, esponente del movimento artistico denominato Dadaismo.</p>
<div id="attachment_6535" class="wp-caption alignleft" style="width: 295px"><a href="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/odel1920ManRay.jpg"><img class="size-full wp-image-6535 " title="Model, 1920, Man Ray" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/odel1920ManRay.jpg" alt="Model, 1920, Man Ray" width="285" height="425" /></a><p class="wp-caption-text">Model, 1920, Man Ray</p></div>
<p style="text-align: justify;">Negli anni venti Ray fu fabbricatore di oggetti e autore di film d’avanguardia, precursore del cinema Surrealista. Egli si è servito della fotografia alla stregua di altri mezzi espressivi per creare delle autentiche opere d’arte, anche quando lo scopo del suo lavoro era finalizzato alla fotografia di moda.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;innovativa tecnica fotografica utilizzata dall&#8217;artista è stata quella dei rayograph (denominazione derivante proprio dal suo nome) scoperta da Ray nel 1921. In camera oscura, durante una sessione di sviluppo fotografico, un foglio di carta vergine finì accidentalmente in mezzo agli altri. Ovviamente non vi comparì nulla e Ray, irritato, vi poggiò sopra degli oggetti di vetro. Il foglio era ancora a mollo. Quando accese la luce Ray si trovò di fronte un inaspettato risultato. L’artista ottenne delle immagini deformate, quasi in rilievo su fondo nero. Da qui l’idea di poggiare oggetti direttamente sulla carta fotografica, procedimento apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini altamente suggestive.</p>
<p style="text-align: justify;">Due pilastri della storia della fotografia a confronto, un’occasione sicuramente da non perdere in esposizione fino al 22 Maggio 2010 ad ingresso gratuito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni mostra:</strong> <em>Man Ray-Mapplethorpe, </em>Fondazione Marconi, via Tadino 15 (MM Porta Venezia), Milano. Tel 02 29417278. Ingresso gratuito. Fino al 22 maggio 2010.</p>
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		<title>Ambra e l&#8217;eclettismo di una ex bambina prodigio</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 14:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[7- OCCHIO ALL'ARTE di Andrea Pellegrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 24 Aprile scorso è uscito in home video il suo ultimo film Ce n'è per tutti per la regia di Luciano Melchionna.
Ambra Angiolini torna a stupirci mostrando in questa pellicola uno dei suoi tanti volti che, da quasi vent'anni a questa parte, la poliedrica artista mostra al pubblico in un turbinio di cambiamenti che intraprendono strade diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-6375 alignleft" title="locandina del film Ce n'è per tutti" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/locandina.jpg" alt="locandina del film Ce n'è per tutti" width="260" height="335" />Il 24 Aprile scorso è uscito in home video il suo ultimo film <em>Ce n&#8217;è per tutti</em> per la regia di Luciano Melchionna.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ambra Angiolini </em>torna a stupirci mostrando in questa pellicola uno dei suoi tanti volti che, da quasi vent&#8217;anni a questa parte, la poliedrica artista mostra al pubblico in un turbinio di cambiamenti che intraprendono strade diverse. Dalla tv per passare alla musica fino ad arrivare al teatro e al cinema.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film di Melchionna parla del vuoto esistenziale che attanaglia i giovani di oggi, delusi da una società che non è in grado di ascoltarli. Il protagonista, Gianluca, sale in cima al Colosseo, a quanto pare con l&#8217;intenzione di suicidarsi, con uno zaino pieno di poesie mai pubblicate. Ai piedi del monumento iniziano a vedersi i primi curiosi ed i primi soccorsi: la nonna del ragazzo (interpretata da Stefania Sandrelli) riesce comunque a raggiungerlo per parlargli. Nel frattempo la notizia raggiunge anche i suoi amici che cercheranno di raggiungerlo. Tra questi Eva (Ambra) infermiera in continua ricerca di affetto che fa della sua trasgressione e del suo modo di fare egocentrico un modo per distinguersi da una quotidianità noiosa e priva di stimoli.  Diverse, insomma, le persone la cui vita è stata più o meno influenzata dalla comune amicizia con questo ragazzo molto particolare. Tutti tenteranno di raggiungerlo e, pur non riuscendo a salvarlo, alla fine avranno stretto con lui legami insospettabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ambra afferma che il ruolo non è stato per nulla facile. Il forte accento romano del personaggio (che invece anni di dizione hanno fatto eliminare definitivamente dal modo di parlare dell&#8217;attrice), la scena dello strip tanto discusso e le tematiche spinte affrontate da Eva nel film sono distanti anni luce dalla personalità lontana da ogni forma di volgarità della Angiolini.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-6370" title="Ambra Angiolini" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/Ambra-Angiolini.jpg" alt="Ambra Angiolini" width="300" height="532" />Ambra, non si fa in tempo a ricordardarla che è già cambiata. Rispecchiando l’essenza del nome che porta, Ambra Angiolini è semplice e allo stesso tempo complessa, ricca di sfaccettature. Anche lei non nasce, artisticamente, come gemma di pregio. Anche lei irradia energia e fulgore. E può vantare variegati colori: lolita tra cento lolite, conduttrice (televisiva e radiofonica), cantante, testimonial di campagne sociali, attrice impegnata e culturalmente snob, mamma premurosa e compagna devota di un cantante bravo e bello.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il 1992 ed una giovanssima Ambra, quattordicenne, esordisce cantando <em>Poster</em> di Baglioni nel programma <em>Bulli e Pupe </em>di Gianni Boncopagni. Da li a breve tempo le viene affidata la conduzione dell&#8217;ormai cult degli anni novanta Non è la rai che, nel giro di poco tempo,  diventa un vero e proprio fenomeno di costume con tanto di gadget, cd e tormentoni. Un successo straordinario, alimentato anche da quel copioso gruppo di detrattori che, paradossalmente, ne aumentano la popolarità. Contro il programma si scagliano intellettuali, politici, sociologi, associazioni di genitori allarmati, telefoni azzurri, preti e finanche insospettabili cantanti. Vasco Rossi- da un pulpito discutibile -dedica proprio alle lolite del Palatino la sua <em>Delusa</em>, in cui attacca apertamente “quel Boncompagni lì”, alludendo ad ambigue liaison tra il regista e le sue fanciulle. Nulla, però, frena l’inarrestabile ascesa della trasmissione cult dei teenager. E il vero successo è decretato soprattutto dalla presenza dell&#8217;impertinente conduttrice. Ambra ha carisma, incanta la platea televisiva, grandi e piccini. Intervista personaggi prestigiosi: Ferrara, Mentana, Vespa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si favoleggia dell’auricolare che Gianni, ironico professor Henry Higgins, utilizza per tradurre le sue parole nella voce di Ambra, spavalda signorina Eliza Doolittle. Menzognere o veritiere, tali congetture non fanno che accrescere la curiosità morbosa attorno alla conturbante adolescente. Folle di giovinette/i adoranti la proiettano nell’Olimpo dei personaggi rivelazione di quell’anno (1994), assegnandole l’ambito Telegatto. <em>Blob</em> le dedica un intero cartone animato, <em>Forever Ambra</em>. Dopo tante cover, la piccola showgirl interpreta l’inedito <em>T’appartengo</em>, primo estratto da un album che si aggiudica tre dischi di platino in Italia e un disco d&#8217;oro in Spagna. Nel 1996 conduce <em>Generazione X</em>. Lanciatissima nella pista dello showbiz, Baudo la vuole, nel 1996, alla conduzione del <em>Dopofestival di Sanremo</em> con due supporters d’eccezione: Luciano De Crescenzo e Roberto D’Agostino.</p>
<p style="text-align: justify;">La escalation di Ambra prosegue anche come abile ballerina, diretta dal coreografo Luca Tommassini. In una indimenticabile puntata di <em>Milano-Roma</em> con Dario Fo, i due insoliti compagni di viaggio ricevono la notizia dell’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a quell’istrionico mattatore che è Fo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, la promessa dello spettacolo italiano si concede un anno lontano dai riflettori televisivi per dedicarsi alla musica come cantautrice. Nel 1997 esce infatti<em> Ritmo Vitale</em>, il suo terzo disco immancabilmente tradotto anche in lingua spagnola.  La ritroviamo nel 1999 nei panni di Salomè nel film-tv Maria Maddalena. In quello stesso periodo, ad un passo dall’altare, lascia il suo fidanzato dell’epoca, il chitarrista Francesco Forni. Ma una artista tout court non ignora il teatro, ed eccola debuttare sulle tavole siciliane con la commedia <em>Menecmi</em> di Plauto. Un’interpretazione che le vale la Venere d’Argento. Sensibile alle tematiche omosessuali presenti  anche nel suo quarto album Incanto assurge, inevitabilmente, al ruolo di madrina del Gay Pride del 2000.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ comunque un periodo tormentato per la ventitreenne romana. Probabilmente frastornata dalle mille lusinghe di pubblico non ha ancora trovato il suo equilibrio di artista. Sono gli anni in cui incontra il cantante Francesco Renga, anche lui in un momento di instabilità emozionale. Azzerate le paure, i due si innamorano. Arrivano per Ambra nuove prove teatrali nel dramma elisabettiano<em> La duchessa di Amalfi</em> e poi nel musical<em> Emozioni</em> con le canzoni del grande Lucio Battisti e nuovi ritorni televisivi in mediaset con il programma <em>L&#8217;assemblea</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6373" title="Ambra Angiolini" src="http://www.coolhunteritaly.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/Ambra.jpg" alt="Ambra Angiolini" width="500" height="322" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il 2007 e Ferzan Ozpetek è interessato alla “fanciulla con lo zainetto”. Ne decanta la grazia e l’armonia, e la sceglie per il suo sesto film, <em>Saturno contro</em>. Per la prima volta sul grande schermo, Ambra propone un personaggio tenero e controverso: sotto la guida di un grande regista, ha raggiunto una persuasiva maturità artistica. Il pubblico applaude, la critica approva, tanto da assegnarle vari riconoscimenti: Nastro d’argento, David di Donatello e Ciak d’oro come miglior attrice non protagonista o come miglior rivelazione. In quello stesso anno, alla faccia delle immancabili velenose polemiche, è nella giuria della Mostra del Cinema di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo Ambra decide di tornare in tv con un programma creato su misura per lei <em>Stasera niente MTV</em> in onda sulla tv musicale più amata dai giovani nella quale torna a ballare e a cantare. Segue poi una nuova commedia per il cinema firmata dalla regia di Cristina Comencini <em>Bianco e nero</em> nella quale Ambra recita affianco a Fabio Volo.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente impegnata sul set del film <em>Immaturi</em> accanto a Raul Bova e appena terminata la tournè teatrale con il monologo La misteriosa scomparsa di W scritto da Stefano Benni, la signora Angiolini/Renga può vantare una maturità artistica raggiunta attraverso diverse prove e cambiamenti. L&#8217;ex reginetta degli adolescenti italiani, tra un cielo artistico fatto di meteore cadenti, è ora più che mai presente reinventando se stessa ad ogni progetto.</p>
<p>di <em>Andrea Pellegrino</em></p>
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