Prima regola: swap! Scambia, condividi e ricicla

4 febbraio, 2011

swap boutique MilanoSull’impronta del nuovo trend eco-sostenibile che (finalmente) sta prendendo piede un po’ ovunque, ecco cosa succende quando design, ecologia e creatività si uniscono per cercare di rinnovare il mondo.

Degli swap party ne avevamo sentito parlare un po’ tutti. Magari inconsciamente, durante i cambi di stagione, ne avevamo anche messo in piedi uno con amiche e amici, ma in quei casi niente di più facile era trovare nell’armadio altrui le cose più kitsch e sdrucite.

Insomma, ci vuole un po’ di altruismo! Ed ora che la pratica si è istituzionalizzata e tra inviti Facebook, siti web che insegnano i “10must have” e gli “how to do”, e vere e proprie organizzazioni che propongono uno swap party al mese,  possiamo dire che i nostri (ri)cambi d’abito sono assicurati. Quello che sfugge ai più, è che dietro a questi eventi mondani c’è una certa attenzione e cura verso il riutilizzo degli oggetti e la sostenibilità.

A combattere la recessione con una marcia in più ci pensa “L’Atelier del Riciclo”, con un team e un progetto tutto italiano. Del riciclo l’Atelier ne ha fatto una missione; oltre agli eventi per lo swap ha aperto una swap boutique, riportando in auge il vecchio concetto del baratto. Ad ogni capo portato vengono attribuite delle stelline, da una a sette a seconda della classe di valore; stelline che si possono spendere per prendere altri capi o oggetti dalla boutique.

Non pensate di potervi finalmente disfare di quelle vostre scarpe con la suola masticata dall’asfalto in favore di un bel paio di 15cm… Si scambia solo ciò che è in buono stato. Accessori, vestiti, oggetti di design e mobili sono benvenuti.

L’Atelier ospita anche un laboratorio per il riciclo e offre corsi  per imparare a rinnovare un proprio capo o per creare un proprio look in otto ore.

swap boutique Milano

L’idea del baratto non è nuova, l’avevo sperimentata anche io anni fa durante il FUORIMODA di “Esterni”, bel tentativo di far sentire la propria voce durante la settimana della moda di Milano. Ho sfilato su una lunga passerella facendomi immortalare dai fotografi, ho creato e “combattuto” con il mio gruppo di sei sconosciuti, ho mostrato la mia esuberante personalità, ho giocato e, alla fine, sono tornata a casa con una borsa di pelle creata da una giovane designer, guadagnata dopo una flebile contrattazione per il mio cappello di lana (contenta lei…).

Ok, l’idea non è nuova, ma alle ideatrici dell’ “Atelier del Riciclo” va comunque il merito di aver organizzato un network consolidato capace di coinvolgere artisti, designer e “barattatori” italiani.

di Chiara Monteleone

Mi presti un vestito? Da New York la soluzione si fa chic!

14 dicembre, 2010

Rent the runway

Siete uscite stremate dalla visione di “I love shopping” riconoscendovi in ogni azione da compratrice ossessiva-compulsiva? Spendete troppo tempo di fronte ad un armadio che sta per scoppiare rimuginando sulla frase “Non ho niente da mettermi”?

Se fino ad oggi ci siamo rifugiate dalle amiche, sempre, o quasi, disponibili a prestarci quel paio di jeans o quel vestito, che tanto a loro non piaceva nemmeno granchè, adesso il design entra in gioco per darci una mano. E la regola che sta cambiando il modo di fare design “Sharing is Caring” investe anche il mondo della moda.

Così dove non arrivano l’organizzazione e le conoscenze personali ecco che dall’America sulla scia degli swap party e della condivisione “fai da te” arriva un nuovo servizio: il  Dress Sharing, per avere sempre a portata di mano e di portafoglio soluzioni di vestiario diverse e adatte per ogni situazione.

Rent the Runway Allargare questo tipo di “servizio casalingo” ad una comunità territorialmente più ampia permette notevoli vantaggi. Sicuramente si perde il concetto di possedere un abito o di poterlo prendere in prestito dall’amica ogni volta che ci serve, ma le possibilità che la condivisione su una scala più ampia offre sono impagabili.

Mentre negli swap party la possibilità di “allargare” il proprio guardaroba dipende strettamente dalla tua capacità di stringere relazioni e persuadere le tue amiche, adesso con una semplice tessera di iscrizione si può disporre di un outfit diverso per ogni giorno della settimana. E per le poche che storcono il naso all’idea di indossare abiti usati da sconosciuti, non preoccupatevi, la presenza di un sistema strutturato vi garantisce anche la pulizia e l’impeccabilità di ogni singolo capo affittato!!

Primo geniale esempio è Rent the Runway, una grande community on line nata a New York City da due amiche che condividono uscite notturne e vestiti. Il servizio nasce per rispondere alle esigenze di ragazze proprio come loro, che amano l’alta moda e desiderano apparire affascinanti e sperimentatrici senza avere l’ansia di investire denaro per ogni pezzo del loro guardaroba.

Con una semplice iscrizione si aprono le porte di un immenso armadio con  abiti, borse e accessori disegnati da più di 75 stilisti affermati. I capi vengono “affittati” sul sito e recapitati direttamente a casa, in due taglie diverse per assicurare una perfetta vestibilità. Dopo averli sfoggiati, non resta che inserirli nel pacchetto preaffrancato fornito da Rent the Runway e rispedirli. Ed il gioco è fatto!

Il servizio copre tutto il territorio Americano quindi noi, amiche italiane, siamo escluse da questo meraviglioso nuovo mondo?

EGO (ecologico Guardaroba Organizzato) Non disperiamo. Ad accontentare i nostri bisogni ci pensa il neo-nato milanese EGO (Ecologico Guardaroba Organizzato), proponendosi come alternativa eco-sostenibile al sistema consumistico dell’abbigliamento.

La logica del servizio è sempre la stessa. Ti abboni e hai a disposizione un abito diverso per ogni giorno della settimana, non preoccupandoti di lavarlo o stirarlo. Pensano a tutto loro, con un notevole risparmio per noi e per l’ambiente. I capi sono tutti abiti originali marcati EGO prodotti nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. Certo, al momento l’accesso al servizio è limitato a un numero ristretto di persone ma non preoccupiamoci perchè Vittoria Bono, l’ideatrice del servizio, sta lavorando anche a questo.

Quindi armatevi di connessione internet, liberate l’armadio, riempite l’agenda di appuntamenti e … inizia il divertimento.

di Chiara Monteleone

Dagli Stati Uniti le grucce haute couture di Leigh Pennebaker

29 settembre, 2010

Grucce a forma di abiti d’haute couture,  meraviglie create con fil di ferro modellato, che nessuna di noi nasconderebbe dietro le ante del proprio armadio. Sono le opere di Leigh Pennebaker, giovane scultrice e illustratrice di moda americana.

Ogni gruccia-scultura ha il proprio nome e rappresenta una tipologia diversa di donna, il cui fascino e femminilità sono evocati dalle linee flessuose del metallo con cui è realizzata ciascuna opera.

http://www.leighpennebaker.com/

Dalla Danimarca le poltrone pop di Softline

30 aprile, 2010

Pierce by Karim Rashid per Softline

Pierce by Karim Rashid per Softline

Softline è un’azienda danese specializzata in poltrone e divani, è leader nel design innovativo e vanta tra i suoi collaboratori i migliori designer di fama internazionale.

Uno su tutti Karim Rashid, il creativo che è stato definito “il digi-pop designer per eccellenza”, che sposando lo stile contemporanoeo e i colori pop proposti da Softline, ha collaborato con l’azienda per realizzare la sua innovativa collezione 2010. Prodotti unici, funzionali e di alta qualità, dalle forme sensuali ed evocative.

Blub (Dimensioni:L 87 x P 116 x H 78 centimetri. Design:Karim Rashid)

Blub (Dimensioni:L 87 x P 116 x H 78 centimetri. Design:Karim Rashid)

Ecco Blub, dalle morbide curve. Blub è un modo per vivere comodamente il proprio soggiorno. La sua forma fluida esprime la comodità ergonomica e crea un movimento visivo accattivante, il punto focale amichevole in ogni spazio.

Ottobed  (Pouf letto: L 75 x P 65 x H 43  Design:Karim Rashid)

Ottobed (Pouf letto: L 75 x P 65 x H 43 Design:Karim Rashid)

Creazione di modularità e comodità ecco un’originale pouf-letto. Ottobed è un pezzo casual che combina le funzioni di un pouf e un materasso di ricambio. Ideale per chi cerca un comfort semplice,  poco ingombrante ma più sensuale.

Per avere pezzi unici e realizzati dai migliori designer consigliamo di visionare la collezione completa, con tutte le dimensioni e le varianti di colore, sul sito www.softline.dk/en/index.php.

di Eleonora Magurno

Riciclo d’autore. I gioielli-sculture di Magda Feleppa

27 aprile, 2010

logo Riciclo d'autore“La materia abbandonata ha un forza nascosta che gli occhi attenti di un progettista non possono ignorare” (Officina delle 1000 cose).

Riutilizzare materiali di scarto per creare oggetti di grande utilità e creatività è una filosofia sempre più diffusa nel mondo del design contemporaneo. Ed è  questo il tema che ha animato anche la manifestazione Riciclo d’autore. Fashion-Art-Design presentata allo Spazio Asti 17 di Milano durante il Fuori Salone appena trascorso.

Numerosi gli artisti, i designer e gli stilisti che hanno presentato le loro opere in un interessante percorso tutto dedicato al riciclo. Stili diversi ma un solo obiettivo: reinterpretare gli scarti, i rifiuti di mercato facendoli tornare materia prima, per dare vita a inaspettati e sempre nuovi significati. Come i tavoli e le sedie creati con materiali plastici, PVC e feltro scartati dalle industrie realizzati da 13ricrea, o le originali opere dell’artista belga Arlette Vermeiren Zucoli, fatte di carta riciclata, frutti, caramelle e cioccolatini.

Noi di COOL HUNTER Italy, sempre in cerca di curiosità e novità nel mondo della moda, siamo andati a scoprire un’interessante collezione di gioielli firmata dalla designer Magda Feleppa.

Rebirth by Magda Feleppa

Rebirth by Magda Feleppa

Magda vive e lavora a Milano, e insieme alle numerosissime esperienze lavorative in prestigiose maison di moda coltiva da sempre la sua passione per i gioielli e per l’arte, dando vita già nel 1992 alla sua prima linea di accessori.

In occasione di Riciclo d’autore Magda ha presentato Rebirth, una collezione di “gioielli- sculture” da indossare, in cui si incontrano ispirazioni antiche e uso di materiali innovativi e contemporanei.

Realizzato artigianalmente, ogni pezzo è unico, come unico e irripetibile è ogni individuo. L’ispirazione risale all’antichità, alla Roma imperiale e all’Egitto, culture in cui il monile era una chiave essenziale della sensualità femminile. La contemporaneità della linea è riflessa invece dal materiale: la lamina metallica, solitamente utilizzata in ambiti ben diversi, leggerissima, versatile e anallergica. La sua plasmabilità genera un continuo senso di movimento, creando giochi di luce e un effetto di chiaroscuro che esaltano l’incarnato. Abbinate al metallo ci sono pelli pregiate provenienti dagli scarti di lavorazione di borse e scarpe di note griffe, residui che in Rebirth trovano la loro nuova vita.

Riciclo d’ autore:  http://www.spazioasti17.it/2010/04/11/fuorisalone-2010-spazio-asti-17-20-hours-oreamalia-presentano/

HOME & SPA DESIGN 2010: il nuovo trend casa, bagno e benessere al Fuori Salone

16 aprile, 2010

Al Fuori Salone del Mobile 2010 spazio anche al mondo delle Spa e del benessere. Home&Spa Design è la mostra che propone tutte le nuove tecnologie e gli arredi per lo spazio wellness privato e  l’ambiente bagno.

L’esposizione è allestita al Superstudio 13, a cura di Carlo Matthey, titolare e manager di My Exhibition. Una progetto nato per raccontare emozioni, attraverso un percorso fatto di installazioni, situazioni e proposte  realizzate con materiali ecologici, oggetti riciclabili, tecnologie innovative legate non solo al wellness ma al futuro di tutto l’ambiente del benessere. Per vivere in modo nuovo l’ambiente casa e il suo spazio dedicato al benessere.

Sono tante le novità e le installazioni realizzate con la collaborazione di importanti aziende italiane. Ecco una breve presentazione delle installazioni principali, che troverete divise nelle sezioni espositive Home Spa, Wellness Bathroom e Outdoor Design.

Anima Sonora by Studio Bizzarro

Anima Sonora by Studio Bizzarro

“Anima sonora è uno spazio dedicato alla mente e pensato secondo le regole dell’armonia. Armonia nelle forme pure, semplici. Armonia nell’accostamento dei materiali, vetro, legno e pietra. Armonia nel gioco sottile dei sensi: la vista, l’udito, il tatto. Armonia degli elementi: l’acqua, la terra, il fuoco. La casa oggi vuole essere per noi luogo assoluto dell’Armonia, uno spazio privato in cui l’anima si concede pace, serenità e dolcezza, in cui la cura del corpo e dell’io sono indissolubilmente legate.” (Sergio Bizzarro)

Luxury Spa Module by STUDIO PEIA ASSOCIATI

Luxury Spa Module by STUDIO PEIA ASSOCIATI

“L’idea che sta dietro il progetto Luxury module Spa è creare un ambiente caldo ed elegante, costituito da un portable cubic module, che può essere trasportato e collocato in tutto il mondo: dai grattacieli in Cina, alla terra africana, alle remote isole del Mare delle Andamane.” (Giampiero Peia e Marta Nasazzi- Studio Peia Associati)

My Own Spa by Studio Svetti

My Own Spa by Studio Svetti

“…un luogo-non luogo, dove iniziare un’intima introspezione e celebrare la cura di se stessi, del proprio corpo ma anche dell’anima. Un’ambientazione fatta di oblio e di poesia, di luce e di buio, di oggetti culto e di provocazioni… questa è My Own Spa!” (Emanuele Svetti)

Fruits Spa by DADA ARCHITECTURE & DESIGN

Fruits Spa by DADA ARCHITECTURE & DESIGN

“Fruits Spa propone un ambiente dal tipico sapore mediterraneo dove i colori divengono musica e gli odori innescano atmosfere di relax in totale abbandono dei sensi. Una Spa rappresenta un’esperienza positiva legata all’acqua, agli aromi e al riposo… una breve vacanza per rieducare i sensi. Perciò la nostra Spa mediterranea è la risposta all’esigenza di evadere in un ambiente gioioso, permeato di naturalità, in un mondo dove di naturale c’è rimasto ben poco.” (Davide D’Agostino)

Sun Stripes by Studio di Architettura Luca Scacchetti

Sun Stripes by Studio di Architettura Luca Scacchetti

“Un esterno segnato da un ritmo incessante di linee che nell’essere sezioni differenti si evidenziano nella loro ripetizione ossessiva. Costruiscono pavimenti, panche, sedute, muretti, parapetti e coperture, costruiscono indifferentemente lo spazio e i suoi arredi. La distanza tra listello e listello sottolinea la geometria dell’insieme e permette nelle pareti e nelle coperture al sole di filtrare, disegnando ulteriormente questo mondo a righe. Mondo che trova il suo completamento nel verde, nel giardino ricco di piante grasse e dove totemiche docce in bronzo e prismatiche luci in legno segnano per punti una geometria naturale ed apparentemente casuale.” (Luca Scacchetti)

Così tra installazioni wellness bathroom, spa e progetti di outdoor design , con Home and Spa Design 2010 si anticipano al Fuori Salone del Mobile anche i trend dell’ambiente casa. Il bagno o lo spazio benessere si presentano come ambienti sempre più ricercati, realizzati con materiali sempre più innovativi, nella perfetta armonia tutta italiana  tra creatività, artigianalità e ricerca di bellezza e benessere.

Maggiori dettagli sulla manifestazione sono disponibili on line sul sito www.spa‐design.it

di Eleonora Magurno

Al Salone del Mobile 2010 si inaugura Town@House Street, il nuovo Urban Living

12 aprile, 2010

Town@House Street 3Town@House Street è un originale progetto internazionale di riqualificazione di spazi metropolitani:  luoghi dismessi, store, ex fabbriche vengono trasformati in case per viaggiatori che offrono  però tutti i plus degli alberghi di lusso.

Milano è la prima città dove verranno realizzati i primi quattro Permanent Hospitality Spaces che verranno inaugurati il 14 Aprile durante il Salone Internazionale del Mobile.

Il concept di Town@House Street, come dice Alessandro Rosso, ideatore di questo progetto di riqualificazione urbana insieme a Simone Micheli, è un nuovo modo di vivere l’ambiente, che coniuga la grande tradizione alberghiera e la ricerca creativa di design.

In particolare il progetto nasce dalla volontà di Rosso di riqualificare alcune aree commerciali dismesse della vecchia Milano, attraverso la creazione di suite di lusso, altamente tecnologiche. L’idea è stata pensata per le persone  che viaggiano sole e che pernottano negli alberghi. Con gli spazi Town@House Street i viaggiatori potranno d’ora  in avanti essere immersi nella vera realtà della città, nel suo movimento, nel suo paesaggio urbano, a contatto con i suoi abitanti. Una casa, uno spazio personale ma con tutti i confort di un albergo iper tecnologico.

Town@House Street

“Ho creato, così, dei luoghi estremamente evocativi, funzionali, coinvolgenti, capaci di divenire veri e propri manifesti di un nuovo modo di pensare al mondo dell’ospitalità, di un nuovo modo di concepire il rapporto tra la dimensione della ricettività e la città. In questo progetto gli spazi esterni del connettivo metropolitano, considerati come i corridoi di un hotel, penetrano negli spazi confinati degli edifici e ne trasfigurano il senso. La ricercata osmosi, segnica e contenutistica, tra il fuori ed il dentro, esasperata dal brillante contributo fotografico di Maurizio Marcato, ha originato una miscela iconica esplosiva”, è quello che ci racconta del progetto Simone Micheli.

Luoghi di ieri ritrovati e portati a nuova vita per divenire simbolo e segno delle città in cui si soggiorna. 1000 suites firmate dall’arch. Simone Micheli, stanno nascendo nelle principali città del mondo (Milano, Roma, Venezia, Firenze, Torino, Napoli, Parigi, Londra, Dublino, Amsterdam, Bruxelles, Bruges, Ginevra, Vienna, Francoforte, Berlino, Monaco, Dusseldorf, Praga, Montecarlo, Lisbona, Barcellona, Madrid, Valencia, Amburgo, Atene, Helsinki, Copenhagen, Oslo, Mosca, San Pietroburgo, New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago, Boston, Philadelphia, Miami, Washington, Buenos Aires, Dubai, Sidney, Melbourne, Auckland, Hong Kong, Pechino, Shanghai, Tel Aviv, Gerusalemme, Johannesburg).

Town@House Street

L’inaugurazione del progetto Town@house Street in via Goldoni 33 avrà luogo su invito il 14 aprile 2010 dalle ore 19 alle ore 22; in seguito le suite rimarranno aperte a tutti i visitatori fino al 19 aprile 2010.

Gli spazi recuperati saranno prenotabili e gestibili tramite il sito www.townhousestreet.com

di Eleonora Magurno

Design sperimentale e sostenibile: parola a Lorenzo Damiani

2 aprile, 2010

Lorenzo Damiani al lavoro per la lampada PackLight

Lorenzo Damiani al lavoro per la lampada PackLight

Realizzare oggetti di design in economia, impiegare con semplicità materiali poveri, riutilizzarli e trasformarli per poi applicarli ai più svariati contesti d’uso e ambiti di riferimento.

E’ questo ciò che anima la ricerca creativa del designer Lorenzo Damiani. La prima volta che l’abbiamo visto è stato all’esposizione Ma Dove Sono Finiti gli Inventori?, alla Triennale di Milano, nel 2009.  Gli inventori esistono e lui ne è una prova.

A noi ha colpito molto la sua genialità nell’utilizzare materiali impensabili per ottenere prodotti innovativi di grande utilità, risparmiando e contribuendo alla sostenibilità ambientale. Come possiamo vedere con Packlight, progetto in cui una semplice lampada elettronica a risparmio energetico è confezionata da un normale blister; la lampada rimane all’interno della custodia e diventa un apparecchio illuminante .

Il tema della sostenibilità è sempre più forte e predominante in quasi tutti i settori della società. Damiani ci suggerisce idee chiare e semplici per come riutilizzare al meglio scarti di risorse riadattandole alle soluzioni di design; ci permette così di scoprire come sia possibile riutilizzare materiali con una specifica funzionalità per creare altri manufatti innovativi e impensabili,  solo con un po’ di creatività.

le sedute Tuttitubi

le sedute Tuttitubi

Avanzano tubi idraulici in plastica? Damiani li riusa e li reinventa con Tuttitubi, una seduta realizzata con una struttura composta, ricavata dall’utilizzo di semplici tubi idraulici in plastica. Originale elemento d’arredo, prova che il risparmio di risorse applicate in nuovi contesti d’uso fiunziona.

Damiani con i suoi progetti lancia un chiaro messaggio di cambiamento e di una nuova visione del design, in cui sperimentazione, invenzione, semplificazione e riutilizzo di materiali sono le nuove parole d’ordine. Risorse concettualmente rielaborate e assemblate diventano sorprendentemente dei pezzi unici.

Lavarsene le mani? No assolutamente, adesso che sapete come farlo anche risparmiando: con  H2O, il lavabo economico a carattere industriale pensato per edifici e parchi pubblici, o ambienti domestici non convenzionali. È composto da semplici elementi in plastica perfettamente fusi e uniformi, il sifone si anima e si trasforma in bacinella.

il lavabo H2O

il lavabo H2O

“Per me il design è ricerca, sperimentazione, semplificazione, invenzione e tanto altro – racconta Damiani – ogni elemento progettato deve avere un motivo chiaro per cui esistere, soprattutto in un momento come quello in cui stiamo vivendo nel quale siamo invasi da “troppo di tutto”. Quando ho progettato, ad esempio, la sedia Udine o la lampada Packlight ho inviato un chiaro messaggio al mondo del consumismo che non considera la possibilità di riutilizzare le risorse residue. Vedo il progetto come una bottiglia in mezzo al mare , una bottiglia che contiene un messaggio di cambiamento.”

di Eleonora Magurno

Per scoprire il design di Lorenzo Damiani:

http://www.lorenzodamiani.net/

http://www.triennaledesignmuseum.it/creative_set/damiani/damiani.php

Differenziarsi arredando con stile

12 marzo, 2010

sedute Virgola

sedute Virgola

Dove trovare delle soluzioni di design per arredare con stile? Noi un’idea l’abbiamo: si chiama Filippo Mambretti.

Giovane designer di Como, con la sua eccezionale creatività ci fa respirare una nuova visione di design e ci propone soluzioni di sedute davvero originali. Sorprendente come Mambretti riesca a realizzare in concreto una seduta, partendo dalla semplice forma grafica per ottenere una forma tridimensionale reale e concreta. I volumi sono studiati e concepiti con originalità, creano forme e soluzioni d’arredo uniche, che donano a qualsiasi spazio un tocco di personalità.

Come la seduta Virgola, con una linea semplice e una funzionalità versatile. Particolare per le differenti posizioni che può assumere e la possibilità di giocare ad incastrare più moduli tra loro, ottenendo nuove soluzioni.

sedute Virgola declinate in giallo

sedute Virgola declinate in giallo

E che dire di Illusione, poltrona composta da assi di legno multistrato, progettata con una doppia funzionalità sia per interni che per esterni.

sedute Illusione

sedute Illusione

Non è un abbaglio, ma una stupefacente seduta concepita in maniera alternativa per sfruttare al meglio il suo volume. La ricerca estetica si coniuga qui con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, come dimostrano la scelta di materiali e il contenimento dei costi di produzione.

Concetto di stabilità e movimento nel tempo e nello spazio. La forma che muta e si trasforma nel tempo, per poi tornare ad essere sempre la stessa. Questo è il messaggio che ci trasmette con la seduta Wott. La particolarità è data dalla contrapposizione dei materiali. La struttura in alluminio tubolare che da un’idea di stabilità e anche di elegante sinuosità, contrastata con armonia dal comfort della morbida seduta in schiumato Waterilly.

sedute Wott

sedute Wott

Non c’è che dire, Mambretti con le sue creazioni ci mostra il valore aggiunto del design, che può competere sul mercato con prezzi sostenuti, sensibilità ecologica e nuova estetica.

Il suggerimento che possiamo darvi è quello di tener d’occhio il suo sito per essere aggiornati suoi sorprendenti lavori. Chiunque sia infatti interessato a differenziare con gusto e innovazione l’immagine del proprio spazio, rimarrà davvero soddisfatto.

di Eleonora Magurno

E per saperne di più:  http://www.filippomambretti.com/, http://www.designerblog.it/post/4671/italia-design_kit-di-filippo-manbretti

I vasi “personificati” di Piero Fornasetti

26 febbraio, 2010

I vasi "personificati" di Piero FornasettiC’è chi li reputa strani, addirittura folli, chi originali e chi a dir poco strepitosi. Piero Fornasetti era così, o lo si amava o lo si odiava. A livello artistico, s’intende. E i suoi lavori più bizzarri, quelli dei vasi “personificati” realizzati per l’azienda di ceramiche artistiche Bitossi, ora sono pronti al giudizio internazionale di uno dei Paesi più creativi in tema di oggettistica, dal momento che stanno per volare verso New York,  città per eccellenza del design contemporaneo.

Prima che partano Oltreoceano con destinazione Barneys (la catena di negozi di lusso della Grande Mela), a Milano sarà possibile ammirare fino al 3 aprile le pupille creative del designer morto nell’88. E non pensate che possano esserci poi molte altre occasioni: la produzione firmata Fornasetti era a tiratura limitata e siamo pronti a scommettere che molti collezionisti non si lasceranno scappare l’occasione.

Dall’atmosfera fortemente retrò grazie al contrasto bianco-nero, ma proiettati verso un futurismo non troppo lontano, a cui si aggiunge un sottile senso di humor che a Fornasetti certo non mancava. Ed è proprio questo che si respira ammirando i suoi lavori di design. Vasi, ferma-libri e anche tavoli: tutti realizzati a partire dall’immagine di un volto per un effetto che oscilla tra il tetro (sguardi improgionati nella grafite) e l’ironico, come nel caso del volto a cui si appoggia, quasi divertita, una mosca, anch’essa frutto della manualità artista di questo designer milanese.

I vasi personificati di Piero Fornasetti

Va ricordato che le opere sono tutte figlie della creatività di Piero, ma la loro realizzazione si deve al figlio Barnaba che, dopo la morte del padre, ha continuato parte della sua attività. E ritrovando tra i lavori del padre una forma in gesso di un vaso concepito per poterci riprodurre il famoso viso, ha deciso di tenere fede a quello che il tempo non ha concesso al padre di fare.

di Alessia Barbiero


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