Dalla Danimarca le poltrone pop di Softline

30 aprile, 2010

Pierce by Karim Rashid per Softline

Pierce by Karim Rashid per Softline

Softline è un’azienda danese specializzata in poltrone e divani, è leader nel design innovativo e vanta tra i suoi collaboratori i migliori designer di fama internazionale.

Uno su tutti Karim Rashid, il creativo che è stato definito “il digi-pop designer per eccellenza”, che sposando lo stile contemporanoeo e i colori pop proposti da Softline, ha collaborato con l’azienda per realizzare la sua innovativa collezione 2010. Prodotti unici, funzionali e di alta qualità, dalle forme sensuali ed evocative.

Blub (Dimensioni:L 87 x P 116 x H 78 centimetri. Design:Karim Rashid)

Blub (Dimensioni:L 87 x P 116 x H 78 centimetri. Design:Karim Rashid)

Ecco Blub, dalle morbide curve. Blub è un modo per vivere comodamente il proprio soggiorno. La sua forma fluida esprime la comodità ergonomica e crea un movimento visivo accattivante, il punto focale amichevole in ogni spazio.

Ottobed  (Pouf letto: L 75 x P 65 x H 43  Design:Karim Rashid)

Ottobed (Pouf letto: L 75 x P 65 x H 43 Design:Karim Rashid)

Creazione di modularità e comodità ecco un’originale pouf-letto. Ottobed è un pezzo casual che combina le funzioni di un pouf e un materasso di ricambio. Ideale per chi cerca un comfort semplice,  poco ingombrante ma più sensuale.

Per avere pezzi unici e realizzati dai migliori designer consigliamo di visionare la collezione completa, con tutte le dimensioni e le varianti di colore, sul sito www.softline.dk/en/index.php.

di Eleonora Magurno

Riciclo d’autore. I gioielli-sculture di Magda Feleppa

27 aprile, 2010

logo Riciclo d'autore“La materia abbandonata ha un forza nascosta che gli occhi attenti di un progettista non possono ignorare” (Officina delle 1000 cose).

Riutilizzare materiali di scarto per creare oggetti di grande utilità e creatività è una filosofia sempre più diffusa nel mondo del design contemporaneo. Ed è  questo il tema che ha animato anche la manifestazione Riciclo d’autore. Fashion-Art-Design presentata allo Spazio Asti 17 di Milano durante il Fuori Salone appena trascorso.

Numerosi gli artisti, i designer e gli stilisti che hanno presentato le loro opere in un interessante percorso tutto dedicato al riciclo. Stili diversi ma un solo obiettivo: reinterpretare gli scarti, i rifiuti di mercato facendoli tornare materia prima, per dare vita a inaspettati e sempre nuovi significati. Come i tavoli e le sedie creati con materiali plastici, PVC e feltro scartati dalle industrie realizzati da 13ricrea, o le originali opere dell’artista belga Arlette Vermeiren Zucoli, fatte di carta riciclata, frutti, caramelle e cioccolatini.

Noi di COOL HUNTER Italy, sempre in cerca di curiosità e novità nel mondo della moda, siamo andati a scoprire un’interessante collezione di gioielli firmata dalla designer Magda Feleppa.

Rebirth by Magda Feleppa

Rebirth by Magda Feleppa

Magda vive e lavora a Milano, e insieme alle numerosissime esperienze lavorative in prestigiose maison di moda coltiva da sempre la sua passione per i gioielli e per l’arte, dando vita già nel 1992 alla sua prima linea di accessori.

In occasione di Riciclo d’autore Magda ha presentato Rebirth, una collezione di “gioielli- sculture” da indossare, in cui si incontrano ispirazioni antiche e uso di materiali innovativi e contemporanei.

Realizzato artigianalmente, ogni pezzo è unico, come unico e irripetibile è ogni individuo. L’ispirazione risale all’antichità, alla Roma imperiale e all’Egitto, culture in cui il monile era una chiave essenziale della sensualità femminile. La contemporaneità della linea è riflessa invece dal materiale: la lamina metallica, solitamente utilizzata in ambiti ben diversi, leggerissima, versatile e anallergica. La sua plasmabilità genera un continuo senso di movimento, creando giochi di luce e un effetto di chiaroscuro che esaltano l’incarnato. Abbinate al metallo ci sono pelli pregiate provenienti dagli scarti di lavorazione di borse e scarpe di note griffe, residui che in Rebirth trovano la loro nuova vita.

Riciclo d’ autore:  http://www.spazioasti17.it/2010/04/11/fuorisalone-2010-spazio-asti-17-20-hours-oreamalia-presentano/

HOME & SPA DESIGN 2010: il nuovo trend casa, bagno e benessere al Fuori Salone

16 aprile, 2010

Al Fuori Salone del Mobile 2010 spazio anche al mondo delle Spa e del benessere. Home&Spa Design è la mostra che propone tutte le nuove tecnologie e gli arredi per lo spazio wellness privato e  l’ambiente bagno.

L’esposizione è allestita al Superstudio 13, a cura di Carlo Matthey, titolare e manager di My Exhibition. Una progetto nato per raccontare emozioni, attraverso un percorso fatto di installazioni, situazioni e proposte  realizzate con materiali ecologici, oggetti riciclabili, tecnologie innovative legate non solo al wellness ma al futuro di tutto l’ambiente del benessere. Per vivere in modo nuovo l’ambiente casa e il suo spazio dedicato al benessere.

Sono tante le novità e le installazioni realizzate con la collaborazione di importanti aziende italiane. Ecco una breve presentazione delle installazioni principali, che troverete divise nelle sezioni espositive Home Spa, Wellness Bathroom e Outdoor Design.

Anima Sonora by Studio Bizzarro

Anima Sonora by Studio Bizzarro

“Anima sonora è uno spazio dedicato alla mente e pensato secondo le regole dell’armonia. Armonia nelle forme pure, semplici. Armonia nell’accostamento dei materiali, vetro, legno e pietra. Armonia nel gioco sottile dei sensi: la vista, l’udito, il tatto. Armonia degli elementi: l’acqua, la terra, il fuoco. La casa oggi vuole essere per noi luogo assoluto dell’Armonia, uno spazio privato in cui l’anima si concede pace, serenità e dolcezza, in cui la cura del corpo e dell’io sono indissolubilmente legate.” (Sergio Bizzarro)

Luxury Spa Module by STUDIO PEIA ASSOCIATI

Luxury Spa Module by STUDIO PEIA ASSOCIATI

“L’idea che sta dietro il progetto Luxury module Spa è creare un ambiente caldo ed elegante, costituito da un portable cubic module, che può essere trasportato e collocato in tutto il mondo: dai grattacieli in Cina, alla terra africana, alle remote isole del Mare delle Andamane.” (Giampiero Peia e Marta Nasazzi- Studio Peia Associati)

My Own Spa by Studio Svetti

My Own Spa by Studio Svetti

“…un luogo-non luogo, dove iniziare un’intima introspezione e celebrare la cura di se stessi, del proprio corpo ma anche dell’anima. Un’ambientazione fatta di oblio e di poesia, di luce e di buio, di oggetti culto e di provocazioni… questa è My Own Spa!” (Emanuele Svetti)

Fruits Spa by DADA ARCHITECTURE & DESIGN

Fruits Spa by DADA ARCHITECTURE & DESIGN

“Fruits Spa propone un ambiente dal tipico sapore mediterraneo dove i colori divengono musica e gli odori innescano atmosfere di relax in totale abbandono dei sensi. Una Spa rappresenta un’esperienza positiva legata all’acqua, agli aromi e al riposo… una breve vacanza per rieducare i sensi. Perciò la nostra Spa mediterranea è la risposta all’esigenza di evadere in un ambiente gioioso, permeato di naturalità, in un mondo dove di naturale c’è rimasto ben poco.” (Davide D’Agostino)

Sun Stripes by Studio di Architettura Luca Scacchetti

Sun Stripes by Studio di Architettura Luca Scacchetti

“Un esterno segnato da un ritmo incessante di linee che nell’essere sezioni differenti si evidenziano nella loro ripetizione ossessiva. Costruiscono pavimenti, panche, sedute, muretti, parapetti e coperture, costruiscono indifferentemente lo spazio e i suoi arredi. La distanza tra listello e listello sottolinea la geometria dell’insieme e permette nelle pareti e nelle coperture al sole di filtrare, disegnando ulteriormente questo mondo a righe. Mondo che trova il suo completamento nel verde, nel giardino ricco di piante grasse e dove totemiche docce in bronzo e prismatiche luci in legno segnano per punti una geometria naturale ed apparentemente casuale.” (Luca Scacchetti)

Così tra installazioni wellness bathroom, spa e progetti di outdoor design , con Home and Spa Design 2010 si anticipano al Fuori Salone del Mobile anche i trend dell’ambiente casa. Il bagno o lo spazio benessere si presentano come ambienti sempre più ricercati, realizzati con materiali sempre più innovativi, nella perfetta armonia tutta italiana  tra creatività, artigianalità e ricerca di bellezza e benessere.

Maggiori dettagli sulla manifestazione sono disponibili on line sul sito www.spa‐design.it

di Eleonora Magurno

Al Salone del Mobile 2010 si inaugura Town@House Street, il nuovo Urban Living

12 aprile, 2010

Town@House Street 3Town@House Street è un originale progetto internazionale di riqualificazione di spazi metropolitani:  luoghi dismessi, store, ex fabbriche vengono trasformati in case per viaggiatori che offrono  però tutti i plus degli alberghi di lusso.

Milano è la prima città dove verranno realizzati i primi quattro Permanent Hospitality Spaces che verranno inaugurati il 14 Aprile durante il Salone Internazionale del Mobile.

Il concept di Town@House Street, come dice Alessandro Rosso, ideatore di questo progetto di riqualificazione urbana insieme a Simone Micheli, è un nuovo modo di vivere l’ambiente, che coniuga la grande tradizione alberghiera e la ricerca creativa di design.

In particolare il progetto nasce dalla volontà di Rosso di riqualificare alcune aree commerciali dismesse della vecchia Milano, attraverso la creazione di suite di lusso, altamente tecnologiche. L’idea è stata pensata per le persone  che viaggiano sole e che pernottano negli alberghi. Con gli spazi Town@House Street i viaggiatori potranno d’ora  in avanti essere immersi nella vera realtà della città, nel suo movimento, nel suo paesaggio urbano, a contatto con i suoi abitanti. Una casa, uno spazio personale ma con tutti i confort di un albergo iper tecnologico.

Town@House Street

“Ho creato, così, dei luoghi estremamente evocativi, funzionali, coinvolgenti, capaci di divenire veri e propri manifesti di un nuovo modo di pensare al mondo dell’ospitalità, di un nuovo modo di concepire il rapporto tra la dimensione della ricettività e la città. In questo progetto gli spazi esterni del connettivo metropolitano, considerati come i corridoi di un hotel, penetrano negli spazi confinati degli edifici e ne trasfigurano il senso. La ricercata osmosi, segnica e contenutistica, tra il fuori ed il dentro, esasperata dal brillante contributo fotografico di Maurizio Marcato, ha originato una miscela iconica esplosiva”, è quello che ci racconta del progetto Simone Micheli.

Luoghi di ieri ritrovati e portati a nuova vita per divenire simbolo e segno delle città in cui si soggiorna. 1000 suites firmate dall’arch. Simone Micheli, stanno nascendo nelle principali città del mondo (Milano, Roma, Venezia, Firenze, Torino, Napoli, Parigi, Londra, Dublino, Amsterdam, Bruxelles, Bruges, Ginevra, Vienna, Francoforte, Berlino, Monaco, Dusseldorf, Praga, Montecarlo, Lisbona, Barcellona, Madrid, Valencia, Amburgo, Atene, Helsinki, Copenhagen, Oslo, Mosca, San Pietroburgo, New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago, Boston, Philadelphia, Miami, Washington, Buenos Aires, Dubai, Sidney, Melbourne, Auckland, Hong Kong, Pechino, Shanghai, Tel Aviv, Gerusalemme, Johannesburg).

Town@House Street

L’inaugurazione del progetto Town@house Street in via Goldoni 33 avrà luogo su invito il 14 aprile 2010 dalle ore 19 alle ore 22; in seguito le suite rimarranno aperte a tutti i visitatori fino al 19 aprile 2010.

Gli spazi recuperati saranno prenotabili e gestibili tramite il sito www.townhousestreet.com

di Eleonora Magurno

Design sperimentale e sostenibile: parola a Lorenzo Damiani

2 aprile, 2010

Lorenzo Damiani al lavoro per la lampada PackLight

Lorenzo Damiani al lavoro per la lampada PackLight

Realizzare oggetti di design in economia, impiegare con semplicità materiali poveri, riutilizzarli e trasformarli per poi applicarli ai più svariati contesti d’uso e ambiti di riferimento.

E’ questo ciò che anima la ricerca creativa del designer Lorenzo Damiani. La prima volta che l’abbiamo visto è stato all’esposizione Ma Dove Sono Finiti gli Inventori?, alla Triennale di Milano, nel 2009.  Gli inventori esistono e lui ne è una prova.

A noi ha colpito molto la sua genialità nell’utilizzare materiali impensabili per ottenere prodotti innovativi di grande utilità, risparmiando e contribuendo alla sostenibilità ambientale. Come possiamo vedere con Packlight, progetto in cui una semplice lampada elettronica a risparmio energetico è confezionata da un normale blister; la lampada rimane all’interno della custodia e diventa un apparecchio illuminante .

Il tema della sostenibilità è sempre più forte e predominante in quasi tutti i settori della società. Damiani ci suggerisce idee chiare e semplici per come riutilizzare al meglio scarti di risorse riadattandole alle soluzioni di design; ci permette così di scoprire come sia possibile riutilizzare materiali con una specifica funzionalità per creare altri manufatti innovativi e impensabili,  solo con un po’ di creatività.

le sedute Tuttitubi

le sedute Tuttitubi

Avanzano tubi idraulici in plastica? Damiani li riusa e li reinventa con Tuttitubi, una seduta realizzata con una struttura composta, ricavata dall’utilizzo di semplici tubi idraulici in plastica. Originale elemento d’arredo, prova che il risparmio di risorse applicate in nuovi contesti d’uso fiunziona.

Damiani con i suoi progetti lancia un chiaro messaggio di cambiamento e di una nuova visione del design, in cui sperimentazione, invenzione, semplificazione e riutilizzo di materiali sono le nuove parole d’ordine. Risorse concettualmente rielaborate e assemblate diventano sorprendentemente dei pezzi unici.

Lavarsene le mani? No assolutamente, adesso che sapete come farlo anche risparmiando: con  H2O, il lavabo economico a carattere industriale pensato per edifici e parchi pubblici, o ambienti domestici non convenzionali. È composto da semplici elementi in plastica perfettamente fusi e uniformi, il sifone si anima e si trasforma in bacinella.

il lavabo H2O

il lavabo H2O

“Per me il design è ricerca, sperimentazione, semplificazione, invenzione e tanto altro – racconta Damiani – ogni elemento progettato deve avere un motivo chiaro per cui esistere, soprattutto in un momento come quello in cui stiamo vivendo nel quale siamo invasi da “troppo di tutto”. Quando ho progettato, ad esempio, la sedia Udine o la lampada Packlight ho inviato un chiaro messaggio al mondo del consumismo che non considera la possibilità di riutilizzare le risorse residue. Vedo il progetto come una bottiglia in mezzo al mare , una bottiglia che contiene un messaggio di cambiamento.”

di Eleonora Magurno

Per scoprire il design di Lorenzo Damiani:

http://www.lorenzodamiani.net/

http://www.triennaledesignmuseum.it/creative_set/damiani/damiani.php

Differenziarsi arredando con stile

12 marzo, 2010

sedute Virgola

sedute Virgola

Dove trovare delle soluzioni di design per arredare con stile? Noi un’idea l’abbiamo: si chiama Filippo Mambretti.

Giovane designer di Como, con la sua eccezionale creatività ci fa respirare una nuova visione di design e ci propone soluzioni di sedute davvero originali. Sorprendente come Mambretti riesca a realizzare in concreto una seduta, partendo dalla semplice forma grafica per ottenere una forma tridimensionale reale e concreta. I volumi sono studiati e concepiti con originalità, creano forme e soluzioni d’arredo uniche, che donano a qualsiasi spazio un tocco di personalità.

Come la seduta Virgola, con una linea semplice e una funzionalità versatile. Particolare per le differenti posizioni che può assumere e la possibilità di giocare ad incastrare più moduli tra loro, ottenendo nuove soluzioni.

sedute Virgola declinate in giallo

sedute Virgola declinate in giallo

E che dire di Illusione, poltrona composta da assi di legno multistrato, progettata con una doppia funzionalità sia per interni che per esterni.

sedute Illusione

sedute Illusione

Non è un abbaglio, ma una stupefacente seduta concepita in maniera alternativa per sfruttare al meglio il suo volume. La ricerca estetica si coniuga qui con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, come dimostrano la scelta di materiali e il contenimento dei costi di produzione.

Concetto di stabilità e movimento nel tempo e nello spazio. La forma che muta e si trasforma nel tempo, per poi tornare ad essere sempre la stessa. Questo è il messaggio che ci trasmette con la seduta Wott. La particolarità è data dalla contrapposizione dei materiali. La struttura in alluminio tubolare che da un’idea di stabilità e anche di elegante sinuosità, contrastata con armonia dal comfort della morbida seduta in schiumato Waterilly.

sedute Wott

sedute Wott

Non c’è che dire, Mambretti con le sue creazioni ci mostra il valore aggiunto del design, che può competere sul mercato con prezzi sostenuti, sensibilità ecologica e nuova estetica.

Il suggerimento che possiamo darvi è quello di tener d’occhio il suo sito per essere aggiornati suoi sorprendenti lavori. Chiunque sia infatti interessato a differenziare con gusto e innovazione l’immagine del proprio spazio, rimarrà davvero soddisfatto.

di Eleonora Magurno

E per saperne di più:  http://www.filippomambretti.com/, http://www.designerblog.it/post/4671/italia-design_kit-di-filippo-manbretti

I vasi “personificati” di Piero Fornasetti

26 febbraio, 2010

I vasi "personificati" di Piero FornasettiC’è chi li reputa strani, addirittura folli, chi originali e chi a dir poco strepitosi. Piero Fornasetti era così, o lo si amava o lo si odiava. A livello artistico, s’intende. E i suoi lavori più bizzarri, quelli dei vasi “personificati” realizzati per l’azienda di ceramiche artistiche Bitossi, ora sono pronti al giudizio internazionale di uno dei Paesi più creativi in tema di oggettistica, dal momento che stanno per volare verso New York,  città per eccellenza del design contemporaneo.

Prima che partano Oltreoceano con destinazione Barneys (la catena di negozi di lusso della Grande Mela), a Milano sarà possibile ammirare fino al 3 aprile le pupille creative del designer morto nell’88. E non pensate che possano esserci poi molte altre occasioni: la produzione firmata Fornasetti era a tiratura limitata e siamo pronti a scommettere che molti collezionisti non si lasceranno scappare l’occasione.

Dall’atmosfera fortemente retrò grazie al contrasto bianco-nero, ma proiettati verso un futurismo non troppo lontano, a cui si aggiunge un sottile senso di humor che a Fornasetti certo non mancava. Ed è proprio questo che si respira ammirando i suoi lavori di design. Vasi, ferma-libri e anche tavoli: tutti realizzati a partire dall’immagine di un volto per un effetto che oscilla tra il tetro (sguardi improgionati nella grafite) e l’ironico, come nel caso del volto a cui si appoggia, quasi divertita, una mosca, anch’essa frutto della manualità artista di questo designer milanese.

I vasi personificati di Piero Fornasetti

Va ricordato che le opere sono tutte figlie della creatività di Piero, ma la loro realizzazione si deve al figlio Barnaba che, dopo la morte del padre, ha continuato parte della sua attività. E ritrovando tra i lavori del padre una forma in gesso di un vaso concepito per poterci riprodurre il famoso viso, ha deciso di tenere fede a quello che il tempo non ha concesso al padre di fare.

di Alessia Barbiero

Architettura e design ultramoderni nelle case delle bambole

12 febbraio, 2010

dollhouse ultramoderna

dollhouse ultramoderna

Le case delle bambole in miniatura hanno da sempre affascinato gli amanti del design e dell’oggettistica, mai però i seguaci dell’architettura ultramoderna e contemporanea. Fino ad ora. Ad essere appassionati della riproduzione in formato mignon di case, ville e cascine sono sempre stati i cultori del classico in tema di linee e forme. Specchi pieni di fronzoli, poltrone e divani regali, orologi a cucù sulle pareti. Le dollhouses più note, fino ad oggi, sono quelle che riportavano in vita lo stile sfarzoso e principesco delle antiche case patrizie o le dimore di palazzi reali.

L’inversione di rotta ora arriva naturale, seguendo quella che è un po’ l’evoluzione dei tempi. Edifici ultramoderni, con mobili e interni figli della generazione del Duemila, arricchiti da splendidi oggetti di valore e riproduzioni fedeli di vere opere d’arte, iniziano a contagiare anche le case delle bambole.

la Kaleidoscope House

la Kaleidoscope House

Non deve stupire infatti che nelle dollhouses dei tempi moderni si possano trovare sedie firmate dal noto designer scozzese Charles Rennie Mackintosh, precursore alla fine dell’Ottocento dell’Art Nouveau, all’interno di quello che fu il Glasgow Movement. Le sue sedie, che vanno a ruba tra i collezionisti, hanno prezzi variabili intorno ai 250 dollari e rappresentano senza dubbio uno dei vezzi che gli amanti dell’architettura formato Barbie non possono lasciarsi scappare. Per i cultori delle poltrone ecco le pupille del design siglato Vitra prendere vita in piccolissime dimensioni: ogni stanza può assumere la fattezza di un capolavoro di architettura contemporanea, grazie ai tanti accessori in vendita negli shop dei musei, su internet, nei negozi on line persino su Ebay.

Orologi dal design sofisticato, lampade originali studiate nei minimi dettagli, divani chic e fashion, fino ai tappeti griffati: una casa costruita sul proprio personale gusto, di certo non economica ma molto più “a portata di mano” di un’abitazione reale, per chi non sa rinunciare a lasciarsi viziare. Ottimo esercizio per gli amanti dell’arredamento fai da te: c’è da sbizzarrirsi nello scegliere quale arredo comprare e come abbinarlo ai vari oggetti a disposizione.

la Arne Jacobsen House

la Arne Jacobsen House

Per chi ama invece le cose semplici, ecco che esistono anche le case già pronte, come  la Kaleidoscope House, disegnata dagli americani Peter Wheelwright e Laurie Simmons. Un’opera di architettura modernista, con le pareti di colori trasparenti e una lunga gamma di accessori e rifiniture firmate da designer di fama indiscussa, come Dakota Jackson, Karim Rashid, Ron Arad e Keiser/ Newman, e con disegni, fotografie e sculture che portano i nomi celebri di Peter Halley, Carroll Dunham, Laurie Simmons, Cindy Sherman e Mel Kendrick, solo per citarne alcuni. Anche chi ama curiosare nel lusso altrui sarà accontentato: a disposizione c’è la Arne Jacobsen Dollhouse, riproduzione fedele della celebre villa a Charlottenlund dell’omonimo architetto.

di Alessia Barbiero

Giovani orafi alla ribalta con lo Studio Arrais

5 febbraio, 2010

spilla fioreE’ dove l’arte c’è da sempre che spesso passa inosservata. Si guardano con interesse le creazioni più bizzarre, quelle più originali e spesso fuori luogo perché simbolo di una nuova forma di comunicazione, mentre si perdono di vista quelle che sono invece da sempre sinonimi di forme d’arte.

A riportare l’attenzione nei confronti del design originale ci pensa lo Studio Arrais, che dal centro di Firenze, ribadisce l’importanza di coniugare passato e futuro nel campo del disegno orafo. E lo fa con una mostra, che si inaugurerà domani all’interno dello Spazio Bianco nel Cellai Boutique Hotel.

Ad esporre i loro lavori saranno gli studenti della scuola di gioielleria. Designer alle prime armi, dotati di una passione, che come recita la réclame della mostra “diventerà una carriera”. Bracciali, orecchini, spille e collane: la fantasia di questi giovani artisti non ha limiti.

collana

Fino al giorno di San Valentino lo spazio in via Aprile si trasformerà in un centro d’eccellenza e di innovazione nella realizzazione di oggetti, gadget e accessori di moda. Occhi puntati non sui grandi nomi del design né sugli insegnanti professionisti che lavorano per Studio Arrais, ma proprio sui ragazzi che frequentano le lezioni e che, con tutta probabilità, saranno i designer del futuro.

Un occhio nuovo, leggero e innovativo dettato dall’età, ma anche tradizionale, perché sollecitato dall’esperienza decennale dei maestri della scuola. C’è di tutto e un po’ nella mostra fiorentina: ci sono le linee contemporanee, figlie dei nostri giorni, nelle collane ad esempio, semplici ma nello stesso tempo elaborate.

Non resteranno delusi nemmeno gli amanti del taglio più tradizionale, che potranno assistere a una vasta gamma di gioielli che richiamano la classicità, come gli orecchini in oro impreziositi da colorate pietre preziose, simili a quelli che le nostre mamme ancora indossano con eleganza. La scelta dipenderà solo e esclusivamente dal gusto e dal potenziale creativo del singolo designer, che potrà così avere un riscontro formale e immediato con l’interesse del pubblico, e un primo contatto diretto con il mondo delle grandi aziende orafe.

orecchini

E non solo: grazie alle lezioni, ai laboratori e alle mostre, gli studenti possono entrare in un circuito internazionale che consentirà loro di varcare la soglia dei grandi concorsi, nazionali e non, volti a premiare il meglio del design del gioiello. Ad essere sotto gli occhi di tutti i progetti grafici ma anche i gioielli finiti. La scuola da sempre punta sulla modellazione 3D per consentire agli studenti di vedere con i propri occhi il prodotto finito: grazie ad un laboratorio specifico è possibile infatti rendere reale il loro schizzo con la prototipazione rapida, prima in cera e poi in argento e oro.

di Alessia Barbiero

Informazioni mostra: c/0 Cellai Boutique Hotel, via 27 Aprile 14-52/r, ingresso mostra via S. Zanobi 55r, Firenze. Dal 6 al 14 febbraio 2010.

www.studioarrais.com

“Casa in fiore”: ecco le tendenze di primavera

29 gennaio, 2010

Casa in fioreIl freddo domina ancora le nostre giornate, le gelate persistono fuori dai cancelletti di casa. Ma la moda, si sa, corre veloce, guarda avanti, pensa al futuro. Ecco perché  per il  mondo del design è arrivato il momento di parlare di Primavera, anche se il calendario ricorda che mancano ancora quasi due mesi.

Le prime a pensare alla nuova stagione sono le aziende che la scorsa settimana hanno partecipato a Casa in fiore, il progetto organizzato da Macef, il salone internazionale della casa,  appena concluso nella capitale italiana della moda per eccellenza, Milano.

All’insegna della più totale eleganza, il padiglione che ha ospitato questo progetto ha voluto riportare alla ribalta la classicità come passione eterea e eterna. Di fronte all’emergere dell’arredamento contemporaneo, in barba allo stile minimal degli interni giapponesi o orientali, il salone ha dimostrato come rimanga sempre in voga l’italian style legato al passato e alla modernità, quello che premia e mette al primo posto la classicità (con tutti i suoi fronzoli, l’arredamento maestoso e l’oggettistica regale e chic), testimonial autentico dell’arte nostrana di arredare gli interni facendo leva su esperienza e conoscenze antiche consolidate negli anni.

Casa in fiore

Dopo i colori rossastri, gialli e arancioni che si prediligono nella stagione invernale ecco che le stanze ritrovano una nuova freschezza: sì ai colori tenui, quelli della primavera, con il rosa pastello e il beige in primo piano, per rivivere la casa in un modo moderno continuando però a mantenere viva la tradizione artigianale che è il tratto distintivo del Bel Paese.

Tanti stili e arredamenti eclettici hanno preso parte al progetti mostrando una vasta gamma di oggetti di design degni di nota, tutti rigorosamente legati al tema floreale: i fiori, declinati in diversi materiali, vengono usati dalle aziende come paralumi, decorazioni, soprammobili o mosaici e tanti sono gli imbottiti con texture floreali (dalle linee che spaziano dal classicismo più vero all’astrattismo più ardito) usati per colorare la stanza.

Casa in fiore

La scelta del soggetto, i fiori appunto, è stata adottata perché «i fiori che si schiudono nella loro bellezza, ricchi di colori e profumi capaci di infondere benessere ed euforia – spiega l’architetto Barbara Villari, presidente del Gruppo Classico Italiano di Federlegno-Arredo e coordinato e del Gruppo del complemento – sono simbolo della primavera, della stagione della rinascita, della natura che ritorna alla vita dopo l’inverno, della giovinezza, dello sbocciare di nuovi amori, di emozioni e di gioia».

Dalla cucina alla camera da letto, ogni angolo è buono per evocare i concetti di rinascita, natura e freschezza e per donare quel sano ottimismo che, dopo il buio invernale, non è mai abbastanza.

di Alessia Barbiero