Il mito fotografa i miti. Il nuovo immaginaro del calendario Pirelli firmato Karl Lagerfeld

14 dicembre, 2010

presentazione calendario Pirelli 2011

Addio alle solite spiagge caraibiche e a pose super sensuali, benvenute divinità dai corpi scattanti, vestite solo di riflessi argentati e ritratte su sfondo nero. Ecco Mythology, il calendario Pirelli 2011.

Il tempo è ormai scandito dagli apparecchi digitali e il vecchio almanacco cartaceo da appendere al muro sembra un oggetto superato. Ma il Pirelli non è un calendario qualunque, non a caso lo chiamano The Cal, e, come tutte le icone non invecchia, ma si rinnova. Quest’ anno è firmato dallo stilista e fotografo tedesco Karl Lagerfeld, che si diverte a immortalare e reinterpreatre un mito dell’immaginario collettivo, usando come chiave di lettura proprio la mitologia e fondendo la cultura greca a quella romana.

Pirelli baccanti

Quindici top model, tra cui l’italiana Bianca Balti, cinque modelli, capitanati dal ventunenne marsigliese Baptiste Giabiconi, musa di Karl Lagerfeld, e la star di Holywood Julianne Moore (che posa nuda a cinquant’anni) interpretano l’Olimpo. Ci sono Artemide, Bacco e le Baccanti, Apollo, Ermes e, naturalmente, Zeus e Giunone. Ma c’è anche Aiace, interpretato dalla modella texana Erin Wassen, vestita solo di elmo e copricollare, la quintessenza dell’ispirazione di Lagerfeld che ha dichiarato: “Sono stanco dell’erotismo banale, fatto di pizzo e giarrettiere”.

Per questo lo stilista di Chanel e Fendi ha scelto di scattare in bianco e nero, colori prediletti anche per le sue creazioni. Niente effetti speciali, ma solo un sapiente gioco di luci messo a punto sul set parigino. Il risultato sono 36 immagini d’autore raffinate, incisive e in grado di trasmettere una sensualità atletica, con il tocco in più dell’inusuale presenza maschile. È Il trionfo di una bellezza essenziale, lontana dalla sensualità pecoreccia che ormai impera in tanti scatti pubblicitari, ma forse un po’ asettica.

Pirelli-Moore

Un’estetica che è segno di questi tempi di corpi sempre più androgini, lontani anni luce dall’immaginario sinuoso delle dee classiche, ma anche dalla sensualità esplosiva e raffinata delle edizioni precedenti del Pirelli. Lagerfeld impone così ai pochi e fortunati possessori del calendario una nuova iconografia femminile; ma infondo il ruolo dei miti e delle icone è proprio quello di interpretare e precorrere i tempi.

di Micol Sarfatti

Icone di stile

20 novembre, 2010

Audrey HepburnC’erano una volta le icone di stile. Donne “fashion”, ma eleganti, esempi di fascino che sapevano interpretare alla perfezione i trend del loro tempo, senza mai passare di moda.

Erano le muse degli stilisti: Audrey Hepburn per Ghivency, Jackie Kennedy e Grace Kelly per Hermés. C’erano, ma non ci sono (quasi) più. Oggi le icone di stile sono diventate più che altro trend setter e si chiamano Lady Gaga, Rhianna, Kate Perry, per citarne solo alcune.

Lady GagaPiù che mode lanciano provocazioni, ispirano gli stilisti nelle loro creazioni più teatrali, e importabili per le comuni mortali, spesso studiate ad hoc per concerti ed esibizioni.

Così il tubino nero disegnato da Hubert de Ghivency per Audrey Hepburn diventa un abito di bistecche, come quello indossato da Lady Gaga agli Mtv Musci Awards 2010. Ormai il canone estetico imperante è quello del trash e sono troppe le star che ne abusano per poter rimanere continuamente sulla cresta dell’onda. Addio eleganza, benvenuta volgarità, spesso spacciata per estro creativo.

Scarlett JohanssonMeno male che qualche icona di stile esiste ancora, soprattutto tra le giovani attrici di Hollywood : Scarlett Johansson, Penelope Cruz o Natalie Portman. Ragazze affascinanti e sensuali, ma allo stesso tempo delicate e raffinate. Non a caso sono le muse di grandi registi come Woody Allen o Pedro Almodòvar, spesso etichettate come “belezze d’altri tempi dal fascino retrò”. Come a dire l’eleganza e lo stile non sono più cose del giorno d’oggi.

di Micol Sarfatti


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