Il 24 Aprile scorso è uscito in home video il suo ultimo film Ce n’è per tutti per la regia di Luciano Melchionna.
Ambra Angiolini torna a stupirci mostrando in questa pellicola uno dei suoi tanti volti che, da quasi vent’anni a questa parte, la poliedrica artista mostra al pubblico in un turbinio di cambiamenti che intraprendono strade diverse. Dalla tv per passare alla musica fino ad arrivare al teatro e al cinema.
Il film di Melchionna parla del vuoto esistenziale che attanaglia i giovani di oggi, delusi da una società che non è in grado di ascoltarli. Il protagonista, Gianluca, sale in cima al Colosseo, a quanto pare con l’intenzione di suicidarsi, con uno zaino pieno di poesie mai pubblicate. Ai piedi del monumento iniziano a vedersi i primi curiosi ed i primi soccorsi: la nonna del ragazzo (interpretata da Stefania Sandrelli) riesce comunque a raggiungerlo per parlargli. Nel frattempo la notizia raggiunge anche i suoi amici che cercheranno di raggiungerlo. Tra questi Eva (Ambra) infermiera in continua ricerca di affetto che fa della sua trasgressione e del suo modo di fare egocentrico un modo per distinguersi da una quotidianità noiosa e priva di stimoli. Diverse, insomma, le persone la cui vita è stata più o meno influenzata dalla comune amicizia con questo ragazzo molto particolare. Tutti tenteranno di raggiungerlo e, pur non riuscendo a salvarlo, alla fine avranno stretto con lui legami insospettabili.
Ambra afferma che il ruolo non è stato per nulla facile. Il forte accento romano del personaggio (che invece anni di dizione hanno fatto eliminare definitivamente dal modo di parlare dell’attrice), la scena dello strip tanto discusso e le tematiche spinte affrontate da Eva nel film sono distanti anni luce dalla personalità lontana da ogni forma di volgarità della Angiolini.
Ambra, non si fa in tempo a ricordardarla che è già cambiata. Rispecchiando l’essenza del nome che porta, Ambra Angiolini è semplice e allo stesso tempo complessa, ricca di sfaccettature. Anche lei non nasce, artisticamente, come gemma di pregio. Anche lei irradia energia e fulgore. E può vantare variegati colori: lolita tra cento lolite, conduttrice (televisiva e radiofonica), cantante, testimonial di campagne sociali, attrice impegnata e culturalmente snob, mamma premurosa e compagna devota di un cantante bravo e bello.
E’ il 1992 ed una giovanssima Ambra, quattordicenne, esordisce cantando Poster di Baglioni nel programma Bulli e Pupe di Gianni Boncopagni. Da li a breve tempo le viene affidata la conduzione dell’ormai cult degli anni novanta Non è la rai che, nel giro di poco tempo, diventa un vero e proprio fenomeno di costume con tanto di gadget, cd e tormentoni. Un successo straordinario, alimentato anche da quel copioso gruppo di detrattori che, paradossalmente, ne aumentano la popolarità. Contro il programma si scagliano intellettuali, politici, sociologi, associazioni di genitori allarmati, telefoni azzurri, preti e finanche insospettabili cantanti. Vasco Rossi- da un pulpito discutibile -dedica proprio alle lolite del Palatino la sua Delusa, in cui attacca apertamente “quel Boncompagni lì”, alludendo ad ambigue liaison tra il regista e le sue fanciulle. Nulla, però, frena l’inarrestabile ascesa della trasmissione cult dei teenager. E il vero successo è decretato soprattutto dalla presenza dell’impertinente conduttrice. Ambra ha carisma, incanta la platea televisiva, grandi e piccini. Intervista personaggi prestigiosi: Ferrara, Mentana, Vespa.
Si favoleggia dell’auricolare che Gianni, ironico professor Henry Higgins, utilizza per tradurre le sue parole nella voce di Ambra, spavalda signorina Eliza Doolittle. Menzognere o veritiere, tali congetture non fanno che accrescere la curiosità morbosa attorno alla conturbante adolescente. Folle di giovinette/i adoranti la proiettano nell’Olimpo dei personaggi rivelazione di quell’anno (1994), assegnandole l’ambito Telegatto. Blob le dedica un intero cartone animato, Forever Ambra. Dopo tante cover, la piccola showgirl interpreta l’inedito T’appartengo, primo estratto da un album che si aggiudica tre dischi di platino in Italia e un disco d’oro in Spagna. Nel 1996 conduce Generazione X. Lanciatissima nella pista dello showbiz, Baudo la vuole, nel 1996, alla conduzione del Dopofestival di Sanremo con due supporters d’eccezione: Luciano De Crescenzo e Roberto D’Agostino.
La escalation di Ambra prosegue anche come abile ballerina, diretta dal coreografo Luca Tommassini. In una indimenticabile puntata di Milano-Roma con Dario Fo, i due insoliti compagni di viaggio ricevono la notizia dell’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a quell’istrionico mattatore che è Fo.
Poi, la promessa dello spettacolo italiano si concede un anno lontano dai riflettori televisivi per dedicarsi alla musica come cantautrice. Nel 1997 esce infatti Ritmo Vitale, il suo terzo disco immancabilmente tradotto anche in lingua spagnola. La ritroviamo nel 1999 nei panni di Salomè nel film-tv Maria Maddalena. In quello stesso periodo, ad un passo dall’altare, lascia il suo fidanzato dell’epoca, il chitarrista Francesco Forni. Ma una artista tout court non ignora il teatro, ed eccola debuttare sulle tavole siciliane con la commedia Menecmi di Plauto. Un’interpretazione che le vale la Venere d’Argento. Sensibile alle tematiche omosessuali presenti anche nel suo quarto album Incanto assurge, inevitabilmente, al ruolo di madrina del Gay Pride del 2000.
E’ comunque un periodo tormentato per la ventitreenne romana. Probabilmente frastornata dalle mille lusinghe di pubblico non ha ancora trovato il suo equilibrio di artista. Sono gli anni in cui incontra il cantante Francesco Renga, anche lui in un momento di instabilità emozionale. Azzerate le paure, i due si innamorano. Arrivano per Ambra nuove prove teatrali nel dramma elisabettiano La duchessa di Amalfi e poi nel musical Emozioni con le canzoni del grande Lucio Battisti e nuovi ritorni televisivi in mediaset con il programma L’assemblea.

E’ il 2007 e Ferzan Ozpetek è interessato alla “fanciulla con lo zainetto”. Ne decanta la grazia e l’armonia, e la sceglie per il suo sesto film, Saturno contro. Per la prima volta sul grande schermo, Ambra propone un personaggio tenero e controverso: sotto la guida di un grande regista, ha raggiunto una persuasiva maturità artistica. Il pubblico applaude, la critica approva, tanto da assegnarle vari riconoscimenti: Nastro d’argento, David di Donatello e Ciak d’oro come miglior attrice non protagonista o come miglior rivelazione. In quello stesso anno, alla faccia delle immancabili velenose polemiche, è nella giuria della Mostra del Cinema di Venezia.
Subito dopo Ambra decide di tornare in tv con un programma creato su misura per lei Stasera niente MTV in onda sulla tv musicale più amata dai giovani nella quale torna a ballare e a cantare. Segue poi una nuova commedia per il cinema firmata dalla regia di Cristina Comencini Bianco e nero nella quale Ambra recita affianco a Fabio Volo.
Attualmente impegnata sul set del film Immaturi accanto a Raul Bova e appena terminata la tournè teatrale con il monologo La misteriosa scomparsa di W scritto da Stefano Benni, la signora Angiolini/Renga può vantare una maturità artistica raggiunta attraverso diverse prove e cambiamenti. L’ex reginetta degli adolescenti italiani, tra un cielo artistico fatto di meteore cadenti, è ora più che mai presente reinventando se stessa ad ogni progetto.
di Andrea Pellegrino