Adrian

16 marzo, 2010

Adrian (img. 01)

Adrian (img. 01)

Lo charme del ragazzo inglese ce l’ha eccome, lo stile da hipster di ispirazione brit-pop attento ai dettagli e dall’ottimo gusto anche. Adrian, venti anni originario di Brighton, ci ha subito incuriositi con il suo look curato e deciso. Così gli abbiamo chiesto cosa pensa del mondo della moda e quali sono le sue preferenze in fatto di brand e negozi.

“Credo che la moda coinvolga qualunque aspetto della vita, da quando ti alzi dal letto fino alle ultime ore del giorno. La moda è in ogni singolo capo di abbigliamento che hai o che gli altri indossano. Il segreto della moda è abbinare i diversi pezzi, anche se non sono trendy o se possono sembrare troppo semplici e non adatti a formare un outfit alla moda e ricco di significato. La moda è in ogni giorno, perciò credo non sia rappresentata da quanti abiti si possiedono, ma dipenda da quanto bene si riesce a combinare quello che si ha. E’ per questo che la moda è arte, è un’espressione di noi stessi, dei nostri gusti e del modo in cui vediamo la vita.”

Adrian ha una chiara passione per gli outfit formati da pantaloni skinny che siano neri o colorati, abbinati a stivaletti o scarpe classiche stringate e indossati poi con camicia o t-shirt basic e blazer (img.01).

“Devo confessarlo, amo i pantaloni skinny, fanno sembrare più belle le gambe e ti fanno sembrare più magro e sexy. E’ praticamente impossibile vedermi con un altro tipo di pantaloni addosso. Mentre le mie scarpe preferite sono le winklepicker (a punta), specialmente quelle in bianco e nero. Sono favolose perché si adattano a qualunque occasione e a qualunque look.”

E infatti vediamo che Adrian indossa spesso stivaletti a punta nei diversi look, anche i più eleganti, come quello formato da giacca di raso verde in tinta con la cravatta sottile, camicia ricamata e jeans skinny (img.03) così come in look più scanzonati, come quello con sweatshirt, giacca in cotone e cappello (img.02).

“Solitamente faccio acquisti da Topman o H&M, sono un must per me, hanno ottimi vestiti; mi capita anche di andare in negozi specializzati in vintage, dove trascorro ore a provare abiti meravigliosi. Il mio stilista preferito però è Karl Lagerfeld per il modo in cui gioca con le forme, con il bianco e il nero, è classico ma con un tocco di modernità.”

E quale è il l’outfit preferito di Adrian?

“Il mio outfit preferito è un abito attillato marrone, stivaletti bianchi e neri, una cravatta sottile e nera su una camicia bianca. Molto semplice, ma efficace. Dona un’aria retrò e fresca, classica e moderna allo stesso tempo.”

di Sara Moschini

Lookbook Adrian: http://lookbook.nu/adriancano

Esplosioni di colore – primavera/estate 2010

15 marzo, 2010

Bella stagione, tempo di allegria. Con l’alzarsi della temperatura la calzatura maschile cambia rotta e si tinge di inaspettate cromie: colori pop vivacissimi reinterpretano la formalità di un mocassino o la semplicità di una scarpa stringata. Azzurro cielo, giallo sole e arancio vitaminico danno una nuova lettura di classici stilemi maschili, intatti nella forma ma rivisti nella palette cromatica. Per partire con il piede giusto anche nelle giornate più calde.

di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini

Fascino retrò – primavera/estate 2010

15 marzo, 2010

E’ l’esaltazione della femminilità. Trasparenze sensuali ad effetto lingerie, materiali che mettono in risalto il corpo della donna o ancora, ruches sbarazzine dall’impronta assolutamente girlie. La moda primaverile vuole celebrare con linee dal sapore retrò il fascino del gentil sesso, e complice l’alzarsi della temperatura, le forme si liberano di fardelli ormai inutili in favore di abiti leggeri che si ispirano  alle più celebri dive del passato.

di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini

New Entry: il make up firmato Tarina Tarantino

15 marzo, 2010

Tarina Tarantino make up

Tarina Tarantino make up

Tarina Tarantino colpisce ancora. Questa volta, però, le sue fan non dovranno aspettarsi fantasiose creazioni di gioielli o accessori sfavillanti.

L’eccentrica designer dal caschetto fuxia si è lanciata in una nuova impresa e ha mosso i primi passi nel mondo dei prodotti legati alla cura del corpo e della bellezza, stringendo un accordo col colosso francese Sephora. Makeup-as-accessories è il nome della linea di prodotti di bellezza firmata dalla regina dei bijoux.

Una linea di make up nella quale Tarina Tarantino unisce l’atmosfera di lucentezza, fantasia e ottimismo con prodotti di altissima qualità e un packaging coloratissimo e innovativo. A fare da ispirazione a questo nuovo progetto le tre passioni di Tarina: moda, bellezza e accessori.

“Sono molto appassionata di make up e design ed è per questo che sono così felice di lanciare la mia esclusiva collezione di cosmetici per Sephora” – spiega Tarina -“E’ stata creata per ragazze di ogni età con l’ambizione di sentirsi uniche e fornisce tutti gli accessori fondamentali per poter individuare il proprio stile personale. Ogni prodotto è stato specificamente concepito per far sì che ogni donna possa esprimere al meglio la propria gioia di vivere e seguire i propri sogni”.

la polvere per corpo e capelli Sparklicity Shimmer Dust

la polvere per corpo e capelli Sparklicity Shimmer Dust

Colorato, scintillante e spiritoso. Questi i tre aggettivi che meglio descrivono la collezione di prodotti per il maquillage di Tarina. Ombretti, rossetti, gloss, ciprie e tanto glitter in perfetta sintonia con il suo stile fiabesco e stravagante. Il must have della collezione è  senza dubbio Sparklicity Shimmer Dust (nella foto), una deliziosa polvere da usare sia sui capelli sia sul corpo per splendere di notte e, perché no, anche di giorno.

Per ora la linea cosmetica di Tarina è disponibile solo sul mercato americano ma presto, per la gioia di tutte noi, sbarcherà anche in Italia, in esclusiva nei punti vendita Sephora.

rossetti Lip Sheen

rossetti Lip Sheen

di Irene Pickel


Yves Saint Laurent mon amour

15 marzo, 2010

Yves Saint LaurentYves Saint Laurent continua a far parlare di sé. A meno di 2 anni dalla scomparsa del grande stilista, la fondazione Pierre Bergé-Yves Saint Laurent e il Petit Palais gli dedicano una grandissima retrospettiva.

Dall’ 11 marzo al 29 agosto al Petit Palais sono in mostra oltre 307 modelli, disegni, documenti e filmati del celebre stilista che in 40 anni di creazioni ha rivoluzionato il guardaroba delle donne, dandovi un tocco di mascolinità con capi come lo smoking, il tailleur pantalone e la sahariana.

Gli abiti sono organizzati secondo gli spunti della sua ispirazione o in relazione a momenti particolari della sua carriera. Gli spazi sono ben divisi: da una parte le influenze esotiche (Cina, India, Spagna), Paesi mai visitati ma ben studiati attraverso libri e fotografie. E poi lo smoking femminile in tutte le sue varianti.

Un’altra area è dedicata alla collezione haute couture 1971, ispirata agli anni ‘40, l’unica contestata dai critici. Oltre alla mostra è uscita la biografia non autorizzata scritta dal suo compagno Pierre Bergé: Yves Saint Laurent mauvais garçon, che rivela alcuni aspetti poco noti e a tratti scabrosi sulla vita dello stilista.

Per saperne di più www.yslretrospective.com

di Melania Guarda

Differenziarsi arredando con stile

12 marzo, 2010

sedute Virgola

sedute Virgola

Dove trovare delle soluzioni di design per arredare con stile? Noi un’idea l’abbiamo: si chiama Filippo Mambretti.

Giovane designer di Como, con la sua eccezionale creatività ci fa respirare una nuova visione di design e ci propone soluzioni di sedute davvero originali. Sorprendente come Mambretti riesca a realizzare in concreto una seduta, partendo dalla semplice forma grafica per ottenere una forma tridimensionale reale e concreta. I volumi sono studiati e concepiti con originalità, creano forme e soluzioni d’arredo uniche, che donano a qualsiasi spazio un tocco di personalità.

Come la seduta Virgola, con una linea semplice e una funzionalità versatile. Particolare per le differenti posizioni che può assumere e la possibilità di giocare ad incastrare più moduli tra loro, ottenendo nuove soluzioni.

sedute Virgola declinate in giallo

sedute Virgola declinate in giallo

E che dire di Illusione, poltrona composta da assi di legno multistrato, progettata con una doppia funzionalità sia per interni che per esterni.

sedute Illusione

sedute Illusione

Non è un abbaglio, ma una stupefacente seduta concepita in maniera alternativa per sfruttare al meglio il suo volume. La ricerca estetica si coniuga qui con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, come dimostrano la scelta di materiali e il contenimento dei costi di produzione.

Concetto di stabilità e movimento nel tempo e nello spazio. La forma che muta e si trasforma nel tempo, per poi tornare ad essere sempre la stessa. Questo è il messaggio che ci trasmette con la seduta Wott. La particolarità è data dalla contrapposizione dei materiali. La struttura in alluminio tubolare che da un’idea di stabilità e anche di elegante sinuosità, contrastata con armonia dal comfort della morbida seduta in schiumato Waterilly.

sedute Wott

sedute Wott

Non c’è che dire, Mambretti con le sue creazioni ci mostra il valore aggiunto del design, che può competere sul mercato con prezzi sostenuti, sensibilità ecologica e nuova estetica.

Il suggerimento che possiamo darvi è quello di tener d’occhio il suo sito per essere aggiornati suoi sorprendenti lavori. Chiunque sia infatti interessato a differenziare con gusto e innovazione l’immagine del proprio spazio, rimarrà davvero soddisfatto.

di Eleonora Magurno

E per saperne di più:  http://www.filippomambretti.com/, http://www.designerblog.it/post/4671/italia-design_kit-di-filippo-manbretti

Seduzione e mistero nell’arte dei Preraffaelliti

11 marzo, 2010

J.W. Waterhouse "Circe invidiosa", 1892

J.W. Waterhouse, "Circe invidiosa", 1892

In mostra a Ravenna dal 28 febbraio al 6 giugno la mostra I Preraffaelliti e il sogno Italiano dona la possibilità al visitatore di ammirare e lasciarsi incantare dalle opere più celebri di uno dei movimenti artistici più suggestivi (seppur di breve durata) che la storia dell’arte ci ha donato.

Fascino, volti sospesi in eleganti atmosfere che richiamano ad un passato lontano e misterioso, antiche mitologie narrate attraverso sguardi e personaggi suggestivi e romantici.

Tutto questo fa parte del modo di concepire la pittura tipico dei Preraffaelliti.

Questa confraternita di pittori nacque in epoca vittoriana, nel 1848 in Gran Bretagna e fu composta da Dante Gabriele Rossetti (1828-82), William Holman Hunt (1827-1910) e Sir John Everett Millais (1829-96).

Il gruppo di artisti che fecero parte di questo movimento ne scelsero il nome per indicare un certo richiamo ai pittori che operarono prima di Raffaello, considerati da loro fonte di ispirazione per un totale rifiuto dell’accademicità. I Preraffaelliti erano infatti sostenitori di una pittura genuina, lontana dalle convenzioni ma rivelatrice di suggestioni e sentimenti interiori non contaminati dalle varie scuole. Ecco come un gruppo di giovani studenti, deluso dai propri insegnati e dallo stile accademico dominante, decise di rivoluzionare l’arte.

Dante Gabriele Rossetti "Pandora", 1869

Dante Gabriele Rossetti, "Pandora", 1869

Il motore del movimento artistico fu lo scrittore e critico d’arte Jhon Ruskin. Egli con il suo ideale di pittura tese a mettere in secondo piano le tecniche e i linguaggi artistici per favorire un principio di missione apostolica secondo la quale l’arte ha un profondo scopo di redenzione umana e deve essere in grado di comunicare con lo spirito, sempre più messo da parte a causa della meccanica razionale.

Le tematiche care ai Preraffaelliti affondano la loro radice nelle leggende medievali, in personaggi mitologici spesso seducenti e fatali, nei poemi shakespeariani e rinascimentali.

Questa dimensione fantasiosa non lascia però in secondo piano anche tematiche più attuali come l’emigrazione, il progresso e il lavoro rappresentate anche esse con maestria ed eleganza.

Nella mostra di Ravenna presenti anche alcuni opere del Beato Angelico, Perugino e altri artisti italiani a testimoniare le fonti di ispirazione dei Preraffaelliti.

di Andrea Pellegrino

Informazioni mostra: I Preraffaelliti e il sogno italiano, Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna. Dal 28 febbraio al 6 giugno 2010.

http://www.museocitta.ra.it/mar/news/pagina155.html

A Milano apre il nuovo museo della moda

10 marzo, 2010

museo della moda a Palazzo MorandoLa moda trova un nuovo museo a Milano.

A Palazzo Morando, nel cuore del quadrilatero della moda, è stato infatti  inaugurato lo spazio Costume Moda Immagine.

L’edificio occupa circa 2000 metri quadri, di cui gli 800 del primo piano sono occupati ad un allestimento permanente, mentre il resto è dedicato a mostre, esposizioni ed iniziative per conoscere o riscoprire il costume e la moda che hanno decretato il successo del Made in Italy nel mondo.

Dal 2 marzo al 2 maggio ecco i primi quattro appuntamenti da non perdere:

- Milano e lo stile di una città tra Settecento e Novecento, una selezione del patrimonio di dipinti e abiti storici dalle Civiche Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco.

- The Thread of Dreams – Frette 2010/1860 in occasione dei 150 anni della maison.

- Dettagli di moda. Gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangiameli.

- La collezione Tirelli. Costumi dell’atelier tra cinema e teatro, con le mise più belle di film come Morte a Venezia e L’età dell’innocenza, a cura della costumista Premio Oscar Gabriella Pescucci.

di Melania Guarda

Informazioni: museo Costume Moda Immagine, Palazzo Morando, via Sant’Andrea 6, Milano.

La Moda fra analogie e dissonanze in mostra a Palazzo Pitti

9 marzo, 2010

Tunica “Peplos”, Mariano Fortuny, Venezia, 1934

Tunica “Peplos”, Mariano Fortuny, Venezia, 1934

La moda va e la moda torna. Ci sono capi che hanno fatto la storia del costume e abiti che invece erano in voga all’epoca dei nostri nonni (o ancor prima), e che oggi hanno trovato nuovamente le luci della ribalta. Epoche diverse messe a confronto e studiate su un piano strettamente stilistico: è questo l’obiettivo della mostra Moda fra analogie e dissonanze, che fino al 31 marzo sarà ospitata nella celebre cornice fiorentina di Palazzo Pitti, alla Galleria del Costume.

Dal 18esimo secolo fino ad oggi: un’esposizione de i capolavori dei più grandi stilisti di tutti i tempi, accostati non tanto in ordine cronologico quanto in base alle analogie e alle differenze stilistiche che sono emerse nel corso degli anni o dei secoli. Ecco che le affinità e le contrapposizioni tra passato e presente saltano subito all’occhio quasi a sottolineare come circostanze storico-sociali simili abbiano cavalcato gli stessi gusti, mentre periodi decisamente diversi abbiano portato a realizzare abiti e manufatti completamente differenti.

Si passeggia per le sale ed ecco che un articolato abito di Gianfranco Ferré viene accompagnato da un’andrienne del 18esimo secolo (la classica robe à la française); mentre un secondo Ferré, lineare e semplice, è confrontato a un abito stile Impero. E ancora due statuari Fortuny (lo stilista italo-catalano che vestì le dive della Belle Epoque) sono accostati a capi anni Cinquanta e Settanta, in virtù della linea fluida modellata dal plissé.

abito da sera Gianfranco Ferré, Milano, Collezione Haute Couture p/e 1989

abito da sera Gianfranco Ferré, Milano, Collezione Haute Couture p/e 1989

Alla base di tutta la mostra permangono delle costanti, che forniscono qualche dettaglio sulla storia della moda: si evince, ad esempio, come nei periodi di maggiore equilibrio economico e in quelli accompagnati da voglia di ricerca e innovazione (come il Settecento, l’Ottocento e ancora negli anni Cinquanta del Novecento), la scelta degli stilisti cada sempre su abiti ampi e forme espanse, come le grandi gonne sostenute da sotto-strutture, tipiche appunto di quei momenti storici e che richiedono grandi quantità di tessuti e decori pregiati per essere realizzate.

La moda, nel suo mutare, trasforma poi anche l’immagine del gentil sesso: dalle pellicce e piume che conferiscono alla donna quella capacità di velata seduzione e grinta aggressiva , al tailleur femminile, elegante e sportivo, che dona all’immagine femminile quell’autorevolezza che in passato era associata solo al sesso forte.

Per arricchire l’excursus sulla storia della moda, vi è spazio anche per l’arredo artistico, che estende dall’abbigliamento agli oggetti di design l’alternanza tra analogie e dissonanze. Esposti a fianco di abiti e a accessori si trovano infatti opere prese in prestito dalla Galleria d’Arte Moderna, che rispondono agli obiettivi e allo stile di questa esposizione.

di Alessia Barbiero

Informazioni mostra: Moda fra analogie e dissonanze, Palazzo Pitti – Galleria del Costume, Firenze.

Fino al 31 marzo. Orario di apertura ore 8.15 – 17.30. Biglietto intero 7,00 euro, ridotto 3,50 euro.

Liz

9 marzo, 2010

Liz (img. 01)

Liz (img. 01)

“Per me la moda rappresenta la vita quotidiana. Dalla mattina, quando mi vesto per andare al lavoro, fino a quando mi occupo delle piccole cose, come il mio blog. La moda include qualunque aspetto della mia vita.”

A parlare è Liz, ragazza americana di San Francisco con uno stile e un gusto davvero eccezionali e che investono ogni dettaglio del suo abbigliamento, dai biondissimi capelli frangettati, alle calze e agli accessori.

Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio e per indagare sulle sue preferenze nell’ampio universo della moda. Abbiamo scoperto che il suo marchio preferito è in assoluto Yves Saint Laurent, che non esce mai per una serata con gli amici senza indossare un sacco di cocktail rings (per intenderci, gli anelli con pietre preziose giganti e colorate) e che le sue scarpe preferite sono quelle con zeppe vertiginose.

Certo da una ragazza come Liz c’è solo da imparare, sempre impeccabile, anche quando indossa outfit complessi come lunghe t-shirt bianche abbinate a giacca sagomata con pelliccia sul collo, calze ricamate e cuissardes di pelle con tacco (img. 01). Liz non risulta comunque mai volgare o esagerata, il suo usare accessori dorati come bracciali, bangles, anelli preziosi e lunghe collane è ben equilibrato e non disturba l’insieme che anzi, ne esce arricchito.

Molto interessante anche quando abbina capi più eleganti e lussuosi, come la giacca con inserto di pelo, con pezzi invece più basic, come la t-shirt bianca. Il contrasto funziona alla perfezione.

“Acquisto i miei abiti da H&M, Zara, Forever 21 e in boutiques vintage.” L’influenza del vintage si nota soprattutto nella passione per le gonne a vita alta portate con t-shirt dentro (img. 02), e nell’uso di parigine nere e calze decorate.

Le gambe sono sempre valorizzate negli outfit di Liz, anche quando indossa pantaloni capri, sempre a vita alta e sempre indossati con t-shirt basic semplice all’interno (img. 03). Nel caso di look total black, questo viene impreziosito dallo scialle animalier e ravvivato dagli immancabili bracciali multipli e a volte, perché no, anche da un bel paio di occhiali da sole dalla forma retrò.

E qual è l’outfit preferito di Liz da San Francisco?

“Direi pantaloni neri skinny, una t-shirt oversize, tacchi altissimi, una giacca di pelle o di cotone e naturalmente gioielli in gran quantità!”

di Sara Moschini

blog Liz: http://popcultureafternoon.blogspot.com/

lookbook Liz: http://lookbook.nu/user/17493-Liz-S