D’annata

31 marzo, 2010

Sarà che come il buon vino “più invecchia meglio è” e, proprio come il vino, non è una moda ma un piacere, il vintage comunque sia è entrato a far parte del nostro senso estetico.

Ricordo mia nonna indicare un venditore con “chiddu vinne robbi americani” (“quello vende vestiti americani”). Lo diceva in modo dispregiativo perché intendeva roba usata, destinata ai meno abbienti. Un ricordo, il suo, risalente al secondo dopoguerra: il piano Marshall, infatti, tra gli aiuti prevedeva anche la distribuzione di vestiti usati provenienti dalla raccolta negli Stati Uniti.

Se l’abito di seconda mano nasce da un disagio economico e all’inizio viene comprensibilmente snobbato, pian piano diventa una scelta, uno stile.

scarpe uomo, 1930

scarpe uomo, anni '30

È negli anni ’70 che l’utilizzo e l’ispirazione alle ciclicità della moda diventa qualcosa che ben si distacca dall’aspetto puramente estetico; è soprattutto la voglia di guardare a periodi storici in cui è ancora lontano il pensiero della globalizzazione, della massa, dei piaceri del consumismo.

Se esiste questa rubrica in riferimento ai corsi e ricorsi storici della moda gran parte del merito è del vintage… o forse… è merito dei corsi e ricorsi storici che esiste il vintage, ma anche cambiando l’ordine dei coefficienti, il risultato non cambia!

Abbigliamento, gioielli e tutti i tipi di accessori… ma anche auto, locandine, arredamento. Fatto sta che di vintage è facile parlare e a volte erroneamente. Ciò che è certo è che per essere definito tale il vintage deve avere compiuto un ventennio.

Questa definizione, dal francese vendange e ancor prima dal latino vindemia indica i vini di un annata pregiata. E come i vini gli oggetti, oltre ad una giusta maturazione, devono avere un’elevata qualità. Una qualità d’altri tempi, appunto: buone caratteristiche stilistiche e manifatturiere, un ‘artigianalità appartenente a tempi lontani dal consumismo spasmodico, dove tutto viene fatto velocemente e velocemente destinato a finire.

Ray Ban Wayfarer, anni '50

Ray Ban Wayfarer, anni '50

La preziosità di un vintage sta nel raccontare una storia. La storia della moda a cui appartiene ma spesso anche quella di tutto di ciò che lo ha circondato,dal il contesto economico e sociopolitico; fino al racconto della propria storia. Ed ecco che il baule della mamma o della nonna è uno scrigno prezioso, che prima della “moda vintage” magari veniva snobbato o addirittura definito “antico”… Sacrilegio!

Non si contano i mercatini, le fiere, i negozi -alcuni storici, quasi loro stessi vintage!- che vantano numerose schiere di afficionados e di chi, a volte, si avvicina un po’ titubante a questa realtà, riscuotendo un grande successo, anche in momenti di crisi, e chissà, forse proprio per le ristrettezze economiche del momento.

borsa, anni '60

borsa, anni '60

Tempo è la parola chiave, perché vi è una riscoperta del e nel tempo: serve del tempo, perché anche in un semplice mercatino puoi trovare qualcosa di importante, fare magari un piccolo investimento, nel tempo, appunto. Per gli estimatori il gusto sta proprio nella ricerca.

Dal vestire semplicemente un abito, usato o vintage, si passa a contestualizzarlo nella propria contemporaneità, a mixarlo e reinventarlo; per gli addetti ai lavori si tratta di realizzare collezioni su qualcosa di già esistente. Quasi un pensiero eco compatibile, eco fashion.

Per chi è appassionato di abiti d’epoca, il vintage è uno stile di vita, in bilico tra fashion e anacronismo. Perché se ben equilibrato allora il risultato è D.O.C. Proprio come un buon vino.

di Rita Gandolfi

Have one us Joanna

31 marzo, 2010

Joanna Newson

Joanna Newson all'arpa

Se si osserva e si ascolta Joanna Newsom nel video di Sprout and the Bean mentre pizzica la sua arpa tutta concentrata e presa, come se con quella voce particolare, un po’ nasale e subito riconoscibile, stesse recitando un compito o raccontando una storia che ha paura di dimenticare, è impossibile restare indifferenti.

E’ davvero impossibile non rimanere affascinati dal suo aspetto gentile, dai capelli perfettamente tagliati, con la frangia dritta e le orecchie a mo’ di elfo che fanno capolino.

Sì, è facile guardando Joanna pensare ad un qualche sortilegio, d’altra parte la bionda ragazza ce la mette tutta per farci cadere nella sua trappola fatta di lunghi abiti, pizzi e merletti e dobbiamo ammettere che, nonostante la sua musica si ben lontana dall’essere immediata e facile, riesce perfettamente nel suo intento di seduzione. Probabilmente il suo fascino risiede anche e soprattutto nell’innegabile bravura, un misto di preparazione scolastica e talento naturale.

Joanna infatti, non solo è cantautrice ma fin da quando aveva cinque anni suona l’arpa, strumento grazie al quale è diventata celebre, e il pianoforte da quando di anni ne aveva solo tre. Al college comincia poi a studiare composizione e scrittura creativa ed è proprio qui che inizia a suonare le tastiere nel gruppo chiamato The Pleased.

A soli 20 anni riesce così a registrare indipendentemente due Ep, Walnut Whales nel 2002 e Yarn and Glue nel 2003. Questi arrivano fortuitamente all’etichetta Drag City, che mette subito Joanna sotto contratto per farle pubblicare quello che sarà il suo album di debutto, The Milk-Eyed Mender nel 2004. Nei due anni successivi la cantante è in tour con Devendra Banhart e con i Vetiver, ma il successo di pubblico arriva soprattutto dalle sue apparizioni al Jimmy Kimmel Live, programma della ABC.

Joanna Newson

Joanna Newson live

Il suo secondo album, Ys, è dunque molto atteso e non delude le aspettative. Più curato dal punto di vista musicale e della produzione, l’album in realtà contiene solo cinque canzoni, di cui alcune lunghe più di dieci minuti.

Le apparenti anomalie non hanno però spaventato la critica, che accoglie Ys con calore, salutando la ragazza come il più importante e promettente membro del movimento psych folk, anche se a Joanna non sono mai piaciuti né interessati i giudizi e le etichette prestampate e prestabilite.

Il suo nuovo ed ultimo album, Have one on me, è arrivato da poco sul mercato, ma sta già facendo parlare: un triplo album prodotto dalla stessa Newsom, che pare essere più semplice e meno barocco rispetto al precedente Ys.

Sebbene siano infatti presenti strumenti come il kaval (flauto particolare) e il tambura (strumento a corde simile ad un liuto di grandi dimensioni), per la prima volta dopo tanti anni alcune canzoni si basano principalmente sul pianoforte e non sull’arpa. Anche la voce di Joanna è cambiata, questo purtroppo a causa di noduli alla gola che l’hanno costretta al silenzio per due mesi e ad esercizi che hanno provocato poi il mutamento.

Il suo fascino e il suo sorriso mentre canta completamente persa nelle sue canzoni, quelli però sono rimasti immutati. Joanna Newsom parteciperà a maggio all’All Tomorrow’s Parties organizzato da Matt Groening a Minehead in Inghilterra. Un ritorno davvero imperdibile.

di Sara Moschini foto Elena Morelli

video Sprout and the Bean: http://www.youtube.com/watch?v=IYl0uLrXP7U

video Soft as Chalk (live): http://www.youtube.com/watch?v=ZV0PfHemuvs&NR=1

COOL HUNTER Italy: tornano in scena i designer emergenti

30 marzo, 2010

Un nuovo appuntamento con la moda per continuare a sognare. Lo scorso 23 marzo COOL HUNTER Italy ha visto scendere in passerella quattro giovani designer emergenti, per la seconda volta dopo un mese allo Spazio Fitzcarraldo di Milano.

sfilata di Matthias Unterkircher

Ad aprire le danze Matthias Unterkircher, stilista altoatesino che fa della ricerca e del lavoro sui tessuti il proprio fiore all’occhiello, tanto che le sue idee spesso nascono partendo dalle stoffe. Moderno couturier, segue il processo creativo dal primo incontro tra foglio e matita fino all’ultimo colpo di ago, sempre con estrema attenzione alle richieste della clientela e sempre pronto a raccontare delle storie che aspettano solo di essere scoperte. Seta grezza, bisso e shantu di seta mixati a tessuti più grezzi sono il marchio di fabbrica delle proposte viste in sfilata, caratterizzate da tagli asimmetrici e dal gusto raffinato del dettaglio. Assieme ai capi proposti da Matthias hanno sfilato gli occhiali e le borse in legno del brand Embawo, tra i protagonisti dell’evento organizzato da Cool hunter Italy lo scorso 23 febbraio.

sfilata di Valeria Zantomio

I viaggi per il mondo, da Boston a Shanghai, hanno contribuito alla formazione della creativa milanese Valeria Zantomio: in occasione della sfilata ha presentato capi assolutamente femminili, dal feeling morbido e fluido grazie all’utilizzo di tessuti come chiffon, jersey e satin che danno vita a capi freschi e complessi, plissettati o a pieghe piazzate, realizzati con tecnica modulare e su manichino. Ad influenzare Valeria sono la stilista francese Madeleine Vionnet e gli elementi naturali, come l’abito verde ispirato ad un fiore in gabbia. Come spiega la designer, ogni cosa può essere fonte di ispirazione, dall’arte alle fotografie, sino ai suoni.

sfilata di Carmentea Tsaparopulos

Carmentea Tsaparopulos, designer di origini colombiane ma cresciuta a Mantova, trae la propria ispirazione dallo studio di linee e di atmosfere che caratterizzano un luogo; l’amore per i viaggi la porta in posti lontani con la mente e con il cuore, come nel caso della Nuova Zelanda, soggetto che caratterizza la sua ultima collezione maschile. I volti ed i sapori di un luogo si riflettono così sulle creazioni, ed i giocatori di rugby neozelandesi ed il popolo Maori, mondi agli antipodi, sono la chiave di lettura del capi dedicati a lui. Giochi di volumi e morbidezze compongono infine una sorta di ritmo, da seguire con gli occhi.

sfilata di Claudia Cherubini

Antico e moderno si incontrano nelle opere di gioielleria di Claudia Cherubini da Viterbo: diplomata gemmologa e studiosa delle antiche tecniche orafe degli Etruschi ama mescolare metalli e spezie, plastica e pietre dure seguendo la propria ispirazione, che può nascere dalla natura o dalle persone, dal cibo o da un sorriso. Grazie al concorso “Tahitian Pearl Trophy” si trova ad esporre i propri pezzi jewellery in alcune gallerie d’arte europee e statunitensi, e a partecipare ad eventi nel campo della moda in Italia, a Londra e Parigi. In occasione della sfilata di COOL HUNTER Italy ha presentato la “Femme Fatale Collection”: scura e notturna, questa linea di gioielli nasce dall’unione di materiali eterogenei come pietre nere, piume ed elementi lingerie tra cui reggicalze e gancetti di reggiseno, per una collezione ad alto tasso di seduzione.

di Chiara Zappacenere

photo credits: Alessandro Gianotti, Chiara Panero, Massimo Merla, TiPics, Umberto Primiceri

Scatti rubati dal backstage COOL HUNTER Italy – sfilata 23 marzo 2010

30 marzo, 2010

foto di Umberto Primiceri e Massimo Merla

staff backstage COOL HUNTER Italy

make up artist: Alice Cipullo, Paola Longaretti, Samantha Forlin

hair stylist: Jhonny Ayauca Zambrano, Andrea Gaetani

stylist: Elena Bara con la collaborazione di Emily Rosso e Elisabetta

Stefany

30 marzo, 2010

Stefany (img. 01)

Stefany (img. 01)

Stefany è una studentessa londinese di diciotto anni appassionata di fotografia e di moda dal look casual sempre ben scelto e coerente con la sua giovane età. Le abbiamo chiesto di rispondere a qualche curiosità sul suo modo di vestire e di avvicinarsi al mondo patinato della moda.

“Prima leggevo tante riviste, ora non più perché non ne ho il tempo, ma adoro guardare i diversi siti di moda e leggere i blog che parlano di moda. Ah e naturalmente amo andare a fare shopping, come ogni ragazza credo, ma non uscirei mai di casa se non mi sentissi bene e a mio agio con quello che sto indossando e lo stesso, non esco mai senza mascara sulle ciglia!”

Stefany indossa spesso outfit composti da più pezzi sovrapposti, il famoso layering dei giorni nostri. A volte i capi che vanno a sovrapporsi non sono altro che maglie che raddoppiano, come due cardigan indossati sopra una lunga t-shirt stampata, a sua volta indossata sopra leggings (img. 03). Altre volte sono i diversi pezzi che si combinano in un interessante gioco di vedo-non-vedo: il trench con manica a tre quarti sotto il quale si intravvede il top maculato e animalier portato sopra un abito in tulle romantico (img. 02).

“Le scarpe per piacermi devono avere la zeppa e devono sempre essere indossate con abiti appropriati, ma in realtà amo molto anche scarpe più comode e sportive come sneakers e Converse. Per gli abiti solitamente non guardo le grandi firme, preferisco analizzare il vestito in sé senza farmi influenzare dal marchio che porta e la maggior parte delle volte compero da H&M, Topshop, River Island, Primark e in mercati come Camden e Portobello.”

Anche gli accessori sono molto importanti nel look di Stefany, primi tra tutti i grandi anelli con pietre, ma anche i guanti in pelle nera, gli occhiali da sole, la bombetta vintage e ovviamente le borse: con la tracolla, da portare tradizionalmente a spalla o la più moderna handbag borchiata, must dell’ultima stagione (img. 01).

“Il mio stilista preferito era Alexander McQueen. Adoravo quello che faceva, in particolare gli accessori. Al momento mi piacciono molto anche alcuni capi di Luella, soprattutto quelli dal taglio vintage.”

E quale è invece il suo outfit preferito? “Bombetta, top fiorato, minigonna, handbag con borchie e sandali abbinati. E’ il mio preferito perché è quello in cui mi sento più a mio agio!”

di Sara Moschini

Lookbook Stefany: http://lookbook.nu/stefanyal

Flickr Stefany: http://www.flickr.com/photos/londonoway/

Le azioni vincenti per salutare la primavera con una pelle bella e luminosa

29 marzo, 2010

Secondo il calendario la primavera dovrebbe essere iniziata da qualche giorno ma quest’anno l’inverno non sembra voler finire.

Pioggia, vento e temperature rigide ci accompagneranno, secondo le previsioni dei metereologi, ancora per qualche settimana e, visto che il freddo non è amico della nostra pelle, ricordiamo alcuni preziosi consigli che è bene continuare a seguire per arrivare alla bella stagione con un colorito sano.

7Day Scrub Cream Rinse-off, Clinique

7Day Scrub Cream Rinse-off, Clinique

Particolare attenzione va posta alla pelle del viso già di per sé molto delicata.

Durante la stagione invernale, le cellule epiteliali, che non hanno un ricambio adeguato e una sufficiente rigenerazione, si depositano. Stratificandosi ostruiscono i pori e creano una sottile patina che attenua la naturale lucentezza della pelle.

E’ perciò fondamentale per la sua cura riequilibrarla con degli scrub, che rimuovono le cellule morte e donano luminosità al viso. Da provare lo scrub Gentle Exfoliator Rinse-off di Clinique.

Rare Earth Deep Pore Cleansing Masque, Kiehl's

Rare Earth Deep Pore Cleansing Masque, Kiehl's

Per eliminare l’accumulo d’impurità sono molto importanti anche le maschere che detergono la pelle in profondità liberando i pori, come la maschera Rare Earth Deep Pore Cleansing Masque proposta da Kiehl’s.

Numerosi effetti benefici sono prodotti dalle maschere a base di cetriolo, che donano freschezza e tonicità al viso, e da quelle a base di argilla che purificano, idratano e rendono setosa l’epidermide.

Fondamentale, inoltre proteggere la pelle con una buona crema idratante, che la decongestiona e che la protegge dagli sbalzi climatici e dai raggi UVA e

Eight Hour Cream Intensive Daily Moisturizer for Face, Elizabeth Arden

Eight Hour Cream Intensive Daily, Elizabeth Arden

UVB. Da provare la crema Eight Hour Cream Intensive Daily Moisturizer for Face, di Elisabeth Arden.

E ricordatevi, per avere una bella pelle sia in inverno sia in estate bisogna bere in un giorno almeno un litro e mezzo di acqua o di bevande con proprietà antiossidanti, come ad esempio il tè verde.

di Irene Pickel

Nella foto 01: Clinique – Gentle Exfoliator Rinse-off Formula: base cremosa color pesca con granuli che rimuovono le cellule morte e i residui di impurità. Prezzo consigliato: € 28,50.

Nella foto 02: Kiehl’s – Rare Earth Deep Pore Cleansing Masque: purifica intensamente e astringe i pori con l’argilla bianca dell’Amazzonia. Prezzo consigliato: € 30,00.

Nella foto 03: Elizabeth Arden – Eight Hour Cream Intensive Daily Moisturizer for Face: crema per il viso idratante ad uso quotidiano. Prezzo consigliato: € 37,00.

Nuovi stilemi: la clutch da uomo – primavera/estate 2010

29 marzo, 2010

La clutch si rivolge all’universo maschile. Con la stagione calda un classico accessorio femminile diventa assolutamente up-to-date anche per lui. Rivoluzione dei cardini classici, la tipica borsa da portare a mano si declina in versione big size. Simbolo di un’evoluzione che non vede più l’uomo relegare la borsa ad accessorio lavorativo ma che lo vede assecondare i propri desideri, abbattendo i confini tra i due sessi. La clutch da uomo assume una connotazione decisamente raffinata ed elegante, declinandosi in pellami preziosi e materiali ricercati.

di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini

L’invasione dei minitacchi – primavera/estate 2010

29 marzo, 2010

Non solo stiletto. Il tacco scende dal proprio piedistallo e perde centimetri: è il momento dei Kitten Heels. I rialzi amati dall’universo femminile, perfetti per raggiungere nuove altezze, si accorciano irrimediabilmente ed il tacco 12 viene sostituito da strumenti di seduzione di misura ben più contenuta. Che pur non superando i 5 centimetri non hanno nulla da invidiare ad “esemplari” ben più slanciati: perché a volte (ma solo a volte), si sa, la perfezione sta nel mezzo.

di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini

Crazy tights – primavera 2010

29 marzo, 2010

La mezza stagione con il suo clima caldo ma non troppo esige ancora i collant. Attenzione però a sceglierne delle paia che oltre a svolgere la loro classica funzione sopperiscano anche a esigenze modaiole. L’ultimo trend vuole i collant iperdecorati: maculati, flower o a pois non importa, purché aggiungano un tocco estroso ma comunque discreto ai look di tutti i giorni. Perfetti di giorno come di sera, da abbinare a capi già ricchi di personalità o da rendere assoluti protagonisti con un abitino minimal e sobrio.

di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini

Neo preppy – primavera/estate 2010

29 marzo, 2010

Preppy sì, ma rivistato. Il look bon ton da bravo ragazzo è un vero must della primavera. Ma se nelle forme rimane fedele a quell’aria un po’ college dal sapore fifties, i canoni cromatici sono invece rivoluzionati. Camicie button down e maglioncini slim fit diventano pop, tingendosi di colori elettronici e vivaci che sostituiscono le classiche tonalità pastello. Un’accoppiata vincente, che vede il suo perfetto equilibrio nel contrasto tra strong & soft.

di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini


Partnership Assomoda - Cool Hunter Italy