Dal polo alla polo

19 gennaio, 2010

Pitti Uomo edizione 77 ha chiuso i battenti. Filo conduttore  le nuove tecnologie. Tra le  altre, ispirazioni militari, classici sartoriali, e gli sport. Dal rugby alla vela, passando per il polo e… le polo.

Le polo, certo, le magliette da  tennis. Sembra esserci una contraddizione in termini…

Inizi del ‘900, Brooks Brothers, bottega di  Manhattan. Due fratelli, figli del fondatore Henry. Durante una vacanza in Gran Bretagna  uno dei due, John, assiste ad una partita di polo e rimane piacevolmente colpito dalle camicie indossate dai giocatori, caratterizzate da un colletto con doppia abbottonatura chiusa, per impedire che  il vento  sollevasse il colletto e infastidisse la concentrazione dei giocatori.

John decide di portare alcuni modelli con sé, iniziando a commercializzarli e a ricrearli nella  bottega  Brooks. Il risultato è un successo,  a tal punto  che viene realizzato un filmato (ad uso esclusivo delle maestranze Brooks, per evitare le imitazioni) che spiegava le cinquanta mosse per tagliare e confezionare quella che era tuttavia ancora una camicia, ancora a manica lunga.

modello 1212, Lacoste, 1926

modello 1212, Lacoste, 1926

Stessa ispirazione ma visione diversa per il tennista francese René Lacoste. Essendo un professionista ed un campione, Lacoste sa quanto può essere limitativo praticare uno sport in camicia, giacca e a volte cravatta…così come si usava negli anni ‘20, prima della sua innovazione.

Ispirandosi al polo, sport del quale pare fosse  un’estimatrice anche la moglie, nel 1926 monsieur Lacoste  indossa la sua prima “modello 1212”, una perfetta  sintesi tra una camicia e una t-shirt ( che fino ad allora era solo un indumento intimo); l’eleganza della prima attraverso il colletto a coste,la comodità dell’altra nel piquet  di cotone e nelle maniche corte, rigorosamente in bianco.

Nel 1933 una volta ritiratosi dai campi da tennis,  crea l’azienda Chemise Lacoste , il cui simbolo diventa il piccolo coccodrillo (il suo soprannome), cucito sulla maglietta.  Da tennista a commerciante Lacoste riesce a trasformare  un  capo nato  da  un’esigenza pratica in un indumento di  moda,passando dalla terra battuta al vivere quotidiano.

Sicuramente  il grande successo della polo si deve ad una serie di influssi provenienti da più fronti. L’abbigliamento maschile degli anni ’30, infatti, era caratterizzato dall’introduzione di tessuti considerati fino a poco tempo prima “poveri”, come il  tweed, ma  che indossati da personalità importanti come il Duca di Windsor, assumevano un eleganza moderna, proprio come la polo indossata sotto una giacca in principe di Galles.

Le polo divengono ben presto il must della maglieria tagliata, tanto che questo capo viene accusato di aver  abolito  le distinzioni di classe, di aver umiliato la cravatta e reso l’abbigliamento impersonale… Se poi sono indossante pure dalle donne… si salvi chi può!

Il grande successo  nella seconda metà degli anni ‘60 si deve a Ralph Lauren, che dopo aver lavorato proprio per i fratelli Brooks, compra una loro linea e si mette in proprio per realizzare le sue.

Questa maglietta si è mossa tra i decenni  plasmandosi sulle linee della moda del momento: slim negli anni ‘60, con il collo allungato e  appuntito nei ‘70; accorciando o allungando le maniche, togliendo o aggiungendo i polsini, con o senza taschino; magari portata con il colletto in su , che fa un po’ piacione….

Dai bottoni in madreperlata (da tempo  illegali), alla perloide o  semplicemente alla plastica. Rivisitazioni in tessuto, colori, stampe, lunghezze e accostamenti. Apprezziamo ogni innovazione, tutto è consentito, basta rispettare poche ma fondamentali regole: colletto – bottoni – spacchetti  inferiori.

La polo è servita.

di Rita Gandolfi

Addio vecchie canaline, ora ci sono i cavi a vista

18 gennaio, 2010

i cavi a vista di Maisie Maud BroadheadSe ci sono casi in cui il confine tra arte, design e bisogni pratici è tutt’altro che nitido, e nessuno di questi tre aspetti prevale sull’altro, allora possiamo parlare dell’inglese Maisie Maud Broadhead. O per lo meno del suo lavoro cable drawings.

Chiamatela designer, artista, innovatrice o anche semplicemente studentessa, perché di fatto, sebbene con alcuni dei suoi lavori abbia già conquistato la prima pagina di riviste d’oltremanica (e non solo) di architettura, fotografia e design, in realtà lei è ancora “un’apprendista” al Royal College of Art di Londra. Un’artista in erba, si potrebbe dire. Tanto di cappello. E sebbene adesso si esibisca alla Leicester City Gallery londinese con una mostra fotografica sul significato della gioielleria (The meaning of Jewellery) fa eco in tutto il mondo il suo lavoro precedente, quello dei cavi a vista, cable drawings appunto, innovativo come idea e decisamente pratico.

Il lavoro infatti nasce da un bisogno concreto e da un’esperienza che sicuramente è quotidiana per la generazione di ventenni e trentenni del ventunesimo secolo. Ma che può fruttare anche agli adulti. Ok, immaginatevi la scena: una camera da letto e sulla scrivania un sacco di aggeggi elettronici. Computer, monitor esterno, stereo (con tanto di casse incorporate). E soprattutto cavi, tanti cavi. Perché, questo è un dato di fatto, quasi tutti i gingilli tecnologici dell’ultima generazione (fatta eccezione per quelli wireless) si collegano tramite una serie di cavetti, funzionali ma decisamente antiestetici.

E da qui l’idea: perché non trasformare in arte proprio qualcosa che arte non è?

i cavi a vista di Maisie Maud Broadhead

Basandosi sullo stile delle vecchie costruzioni architettoniche ottocentesche, riprendendo i fronzoli e le decorazioni sui mobili o sulle pareti delle antiche case regali, ecco che i cavi divengono una forma di arredamento, fissati alla parete in modo tale da produrre un’immagine. Possono essere semplici fronzoli decorativi (come quelli che Maisie Maud Broadhead ha proposto) oppure, non lo si esclude, figure da realizzare seguendo i propri gusti. L’idea è sua, certo. Ma chiunque può adottarla e mettere così nel dimenticatoio quelle diffuse canaline che sebbene ripristinino l’ordine, rinchiudendo al loro interno i vari cavetti, sono lontane anni luce dal poter sfiorare quell’equilibrio estetico tipico solo delle opere d’arte.

di Alessia Barbiero

Tom Ford, dalle passerelle al grande schermo

18 gennaio, 2010

locandina del filmLa moda si dà al cinema. Dal 15 gennaio è nelle sale italiane A single man, prima pellicola firmata Tom Ford.

Lo stilista di Gucci e Yves Saint-Laurent porta liberamente sul grande schermo il racconto Un uomo solo, di Christopher Isherwood.

Il protagonista George Falconer è interpretato dal vincitore della Coppa Volpi Colin Firth, che questa volta veste i panni di un professore di letteratura inglese che deve affrontare la morte dell’uomo con cui viveva da 16 anni.

Un film perfetto fin nei minimi particolari, quasi maniacale, elegante e pieno di sentimento. Gli abiti e le musiche rigorosamente anni Sessanta, camicie bianche e cravatte strettissime.

Un film impeccabile…sia nello stile che nella moda.

di Melania Guarda

Una camminata da modella

18 gennaio, 2010

Una camminata da modellaChi di noi da bambina non ha mai provato le scarpe della mamma? Chi di noi non vorrebbe essere sicura e femminile sui tacchi a spillo come le modelle?

Ecco allora 4 regole base per una camminata da star.

1: I FIANCHI

Dalla testa alla vita il corpo deve rimanere assolutamente immobile. I fianchi devono ancheggiare, ma non in modo esagerato. Prendete come margine le vostre braccia, stendetele lungo i fianchi e troverete il giusto angolo.

2: LA TESTA

Tante camminano con la testa in avanti e il mento verso il basso. Dovete  invece pensare di avere un filo che vi tira verso l’alto. Testa eretta e mento all’insù, allineando la colonna; questa postura vi regalerà grazia ed eleganza.

3: IL PASSO

Iniziate con un paio di ballerine e alzatevi sulle punte. Camminate sulle dita, poi appoggiate prima la punta e poi il tallone. Dopo un po’ di esercizio mettetevi i tacchi a spillo e provate…vedrete che il vostro passo sarà leggerissimo!

4: LE BRACCIA

Rilassatevi. Fate qualche esercizio spostando in avanti e indietro le spalle. Il movimento deve essere naturale, leggero, morbido.

…Buona camminata!

di Melania Guarda

WARPAINT: riverberi femminili mistico-elettronici

18 gennaio, 2010

il gruppo delle Warpaint

il gruppo delle Warpaint

Non è facile parlare delle Warpaint visto che hanno pubblicato un solo Ep al momento, e visto che le informazioni sul loro conto ancora scarseggiano. Ma dopo aver ascoltato Exquisite Corpse d’altra parte diventa impossibile non parlarne. Lo charme che gira attorno a questo gruppo è davvero troppo forte per essere ignorato, un mix di bellezza, bravura, standing e atmosfera incredibile, tanto che si rimane ipnotizzati davanti ai loro video e ascoltando le loro poche produzioni, che danno comunque una vasta idea delle possibilità delle ragazze.

In realtà nel gruppo è presente anche un ragazzo, il batterista Josh Klinghoffer, che si occupa anche delle tastiere, ma in precedenza la sua postazione era occupata nientemeno che dall’attrice Shannyn Sossamon, bellissima interprete di The Rules of Attraction (film ispirato al celebre romanzo di Bret Easton Ellis) e di A Knight’s Tale. A causa degli impegni lavorativi, la Sossamon ha dovuto però ben presto abbandonare le Warpaint, che stavano già cominciando a farsi conoscere.

WarpaintLe tre ragazze rimaste, Jenny Lee Lindberg (voce e basso e sorella della Sossamon), Emily Kokal (voce e chitarra) e Theresa Wayman (voce e chitarra) sono le vere frontwomen che attirano tutta l’attenzione del pubblico con i loro cori sensuali e la loro presenza scenica.

Natasha Kahn (del progetto Bat for Lashes) con il suo successo di pubblico ha sicuramente il merito di aver riportato un certo tipo di musica mistica in auge, rivista, rimescolata e rivisitata con tutti i modernismi possibili, ma comunque ben radicata nelle radici del passato e riconoscibile in questi gruppi nascenti.

L’attaccamento al passato e a un certo tipo di visione mistica si nota anche dai look che le ragazze scelgono, abiti morbidi che il vento può agitare e gonne lunghe e larghe, con l’aggiunta del tocco contemporaneo delle felpe e dei cardigan a volte, lunghi monili, capelli sciolti o avvolti in chignon spettinati. Le location scelte per video e photoshoot sono boschi misteriosi con luci fantastiche (come nel video di Stars) o palchi ventosi dove si presentano di bianco vestite (video di Elephant); tutto suggerisce uno stato di estasi in cui l’ascoltatore dovrebbe lasciarsi andare, abbandonarsi semplicemente alla musica senza paura.

Le Warpaint sono già diventate le beniamine di una certa parte di Hollywood e di musicisti come Jack Frusciante, che ha prodotto il loro Ep, che ci ha solo invogliati ad avere di più, magari un bel live per vedere cosa sanno davvero fare queste ragazze dal vivo. Per ora noi siamo stati già conquistati dalla loro musica.

di Sara Moschini foto Angel Ceballos

video Stars: http://www.youtube.com/watch?v=7-G6Lrqr_iM

video Elephant: http://www.youtube.com/watch?v=yOFxb0F2F2A&feature=player_embedded

Esercizi di stile – inverno 2009/10

18 gennaio, 2010

Esercizi di stileSbaglia chi limita la tuta a sudorifere sessioni ginniche e allo svacco di un week-end placido e sonnacchioso.

Sulle passerelle se ne sono viste di tutti i colori (e di tutti i materiali). Non solo il classico grigio mélange -che certo non perde mai il suo appeal- ma anche jersey e cashmere a tinte vivaci.

Su tutti però, vince la corposità del nero, specie nei tessuti tecnici effetto ultralucido.

Se si rinuncia all’intero, anche i singoli abbinamenti sono pressocchè illimitati. Potreste addirittura annodare un cravatta sotto una felpa, con risultati ben superiori alle migliori aspettative.

di Gabriele Verratti

illustrazione Sara Moschini

I nuovi “Percorsi di moda”

15 gennaio, 2010

Percorsi di Moda

Firenze si dà alla moda. Il mese di gennaio è ricco di novità per il capoluogo toscano con Pitti Uomo, Pitti W-Woman precollezioni e Pitti Bimbo. Per gli amanti della moda però, le novità non arrivano solo dalle passerelle.

Il comune fiorentino ha appena lanciato la seconda edizione del progetto Percorsi di moda, 48 itinerari alla scoperta di atelier e antiche botteghe artigiane che sono parte  importante della storia della moda italiana, e che ancora oggi esportano le loro creazioni in tutto il mondo.

Dalle calzature ai gioielli, dagli abiti sartoriali a quelli da sposa, tanti i percorsi guidati e gratuiti con il solo obbligo della prenotazione. L’iniziativa si svolge due volte alla settimana dalle 15.30 alle 18.30, per far conoscere il patrimonio artistico fiorentino.

Dal 16 gennaio al 12 giugno saranno poi consentite, dalle 10.00 alle 11.00, visite in 12 luoghi speciali come la Galleria del Costume e il Museo degli Argenti.

Per maggiori informazioni www.florenceartfashion.com

di Melania Guarda

Rabarama e Cesare Berlingeri: “corpi speciali” alla Vecchiato Art Gallery

14 gennaio, 2010

La prima cosa che ci viene in mente leggendo corpi speciali, probabilmente, è l’analogia con le forze armate, i corpi speciali, appunto, coloro che sono atti alla difesa e alla tutela della persona e in generale dell’Uomo. E non siamo del tutto fuori strada…

alcune opere di Cesare Berlingeri

alcune opere di Cesare Berlingeri

Dopo il successo riscontrato a Pechino all’Area 798, cuore dell’arte contemporanea cinese, arriva a Milano la mostra di Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) e Cesare Berlingeri, due artisti di calibro internazionale che del corpo hanno fatto il punto focale della loro ricerca.

A confronto due forti personalità, entrambi esponenti di una corrente artistica tuttora in via di definizione sotto il nome di neo-body art. Se la body art degli anni ‘80 considerava il corpo come una tela, un mezzo attraverso il quale dipingere e rappresentare, nella riflessione contemporanea dei due artisti, il corpo è esaminato nel suo rapporto con gli oggetti. A questa vicinanza teorica tra i due, si aggiungono altri punti in comune, certi elementi di ordine pratico: la passione per il colore e per i volumi.

Completamente diversi, invece, nella resa espressiva. Rabarama, più vicina al principi della body art, presenta dei corpi disegnati con dei simboli: lettere, puzzle, formule chimiche e labirinti, per esternarne l’interiorità, l’anima. È una dimensione intima quella che rappresenta, le sue sculture, infatti, sono spesso corpi ripiegati su stessi, con sguardi vitrei e persi alla ricerca del Senso. Berlingeri, che invece riproduce sulla tela la plasticità del corpo, le ombre e la tridimensionalità usando materiali diversi come lino, fuoco, cera e piombo, muove la sua ricerca a partire dal colore e dalla materia, e gioca con essa sui concetti di “trasformazione” e “occultamento”, donando alle sue opere una forte carica magnetica e di fascinazione. I suoi corpi sono composti di aria, sono dei volumi, rivestiti da una superficie monocroma e levigata.

in primo piano un'opera di Rabarama

in primo piano un'opera di Rabarama

Ed è proprio nella capacità che ambedue hanno nel coinvolgere lo spettatore, Rabarama con le sue sculture ipnotiche e la purezza dei suoi pigmenti, Berlingeri con la sinuosità dei suoi volumi, che i corpi diventano speciali. Speciali nella loro capacità di rapire e condurre lo spettatore in una dimensione fatta di sensazioni tattili e luminose. Speciali per la loro forte componente comunicativa ed evocativa, capaci di tracciare un minimo comun denominatore all’interno delle differenze che il patrimonio umano comporta.

di Giovannni Bertuccio

Informazioni mostra: Corpi Speciali, Vecchiato Art Gallery, Milano. Ingresso libero. Fino al 31 gennaio. http://www.vecchiatoarte.it

Eleonora

14 gennaio, 2010

Eleonora (img. 01)

Eleonora (img. 01)

Incontrare (anche se in maniera virtuale) ragazze italiane consapevoli del loro stile e della propria immagine fa davvero bene al cuore e all’anima di noi wannabe coolhunter; meglio ancora se possiedono e gestiscono un bel negozio che ospita e promuove nuovi designer. Quello di Eleonora si chiama You ed è a Torino, e lei è una splendida ragazza che lo pubblicizza tramite il suo blog e il suo Lookbook. Non abbiamo resistito a farle qualche domanda sul mondo della moda e su i suoi capi di abbigliamento preferiti.

“La moda è tutto nella mia vita quotidiana. Noi la moda la facciamo davvero. Ho un negozio da quattro anni e oggi creo finalmente una mia collezione. Noi cerchiamo di anticipare le tendenze e siamo completamente avvolti da questo mondo. Da quando poi ho scoperto Lookbook il mio approccio si è ulteriormente ampliato. Passo ore a guardare outfit, persone, vestiti, e a capire cosa vogliono e di cosa hanno bisogno per esprimersi.”

Ad Eleonora piacciono le t-shirt e le maglie oversize di ispirazione rock’n roll con scritte, disegni geometrici o a tinta unita, che siano abbinate a leggings o a gonne a vita alta di gusto invece anni ’80. Da non dimenticare i maxi occhiali da sole o da vista, per quel tocco vintage e nerdy che non fa mai male (img. 01, 02, 03).

E le scarpe?

“Le mie scarpe preferite ancora non le possiedo! Sono le ACNE e le Louboutin. Le adoro. Le adoro. Le adoro. Qui in Italia sono difficili da trovare, ma sto aspettando l’occasione di essere all’estero per poterle comprare!”

Bisogna ammettere che avere a disposizione un intero negozio può aiutare lo shopping: “Mi sento sempre in colpa quando prendo le cose che mi piacciono dal negozio, ovvero…quasi tutte! Perciò quando voglio evitare vado in cerca di nuovi capi nei mercatini vintage che adoro, oppure da Zara, anche se è molto distante dal tipo di unicità che cerco di promuovere io con gli abiti particolari che vendo; ad ogni modo riesce riprodurre capi che mi piacciono molto, ispirati alle grandi firme.”

Una ragazza come Eleonora, sempre a contatto con la moda e lo stile, ha un outfit preferito? “Sono davvero poliedrica, mi piacciono tante cose, tanti stili, forse troppi! Sicuramente per la sera opterei per dei leggings di spandex, una camicia di seta sopra maxi cardigan con bottoni e tacchi alti. E la pochette, sempre. Per il giorno invece devo sentirmi più comoda, perciò sono perfetti i jeans skinny con stivali in montone e t-shirt oversize sopra. Ah, e mi piace giocare con gli accessori per capelli!”

Aspettaci Eleonora, verremo presto a trovarti nel tuo negozio di Torino se ci sarai tu a consigliarci.

di Sara Moschini

Eleonora blog: www.whatsinsideyou.com

Eleonora My Space: www.myspace.com/freetobeyou

Eleonora Lookbook: http://lookbook.nu/joujou

Eleonora shop: www.youyoushop.bigcartel.com

“L’appartamento” di Wilder rivive a teatro

13 gennaio, 2010

locandinaSiamo tornati dalle vacanze, riprende il solito tran tran. Ecco allora come passare una bella serata rilassandosi e divertendosi a teatro.

Al Manzoni di Milano è in scena fino a fine gennaio L’appartamento, capolavoro del grande Billy Wilder. Lo spettacolo ci riporta agli anni Sessanta, lo stesso periodo in cui venne ambientato il film, vincitore di 5 premi Oscar. Temi della messa in scena sono l’amore e il lavoro. Può l’amore vincere sulla carriera? Sul palco una commedia cinica, amara e divertente con due grandi attori, Massimo Dapporto nei panni dell’impiegato ambizioso Baxter, e Benedicta Boccoli in quelli di Fran Kubelik, la donna che lui aveva sempre sognato.

http://www.teatromanzoni.it/

di Melania Guarda


Partnership Assomoda - Cool Hunter Italy