Laura

15 dicembre, 2009

Laura (img. 03)

Laura (img. 03)

Laura è fantastica. Tutto quello che nel nostro immaginario può essere dreamy, tutto quello che può essere in qualche modo ricollegato al mondo del fantastico lei lo rappresenta. Con le sue gonne da ballerina, i suoi cappelli bizzarri, le sue pose da attrice. E le sue foto sono bellissime, curate e con un’atmosfera sempre un po’ malinconica e retrò.

“E pensare che alcuni anni fa la moda era davvero un’importantissima parte della mia vita. Avevo ben cinque armadi pieni di abiti, ma ora sono più equilibrata, ho dei capi magnifici che mi piace indossare più frequentemente. Mi piace essere carina e far sorridere la gente per strada quando mi vede. Ho notato che i bei vestiti generano allegria e gioia”. E di abiti bellissimi come ammette lei stessa, Laura ne ha tanti, come quello azzurro, in cotone rigido e smanicato (img. 02) o quello rosa che abbina a calze velate scure e sandali (img. 03) e che la fa sembrare un’étoile pronta per il palcoscenico.

“Non esco mai senza un pettine. Mi piace divertirmi quando esco e mi piace andare a ballare, ma dopo un po’ i miei capelli cominciano ad assomigliare ad un nido di uccellini e sinceramente credo che non serva indossare un bel vestito, anche bellissimo, se i tuoi capelli non sono a posto”. Sarà per questo che Laura indossa spesso anche cappelli, come quello nero dalla falda larga abbinato a canotta nera e gonna ricamata beige (img. 01), o come il ben più spavaldo colbacco di pelliccia.

“Solitamente compro i miei abiti nei negozi di seconda mano o nei mercati come il Noordermarkt di Amsterdam. Se si va spesso e presto si possono fare davvero grandi affari! L’altra cosa che adoro è fare shopping in Svezia. Hanno i negozi migliori, come Monki, Weekdays e Gina Tricot. Io non ne so niente di stilisti e preferisco fare i miei abbinamenti da sola e seguendo il mio gusto”. A noi sembra che di gusto Laura ne abbia da vendere e che non debba assolutamente preoccuparsi di seguire l’alta moda. E il suo outfit preferito per uscire?

“Ho questo vestito da ballerina rosa che potrei indossare tutti i giorni. Mi fa sentire davvero carina e femminile e lo posso abbinare a qualunque capo, dalla mia maglietta dei Sonic Youth ad un cardigan a fiori. Perfetto!”

di Sara Moschini

blog Laura: http://theworldlooksred.blogspot.com

lookbook Laura: http://lookbook.nu/user/44908-Laura-G

“Mary and Max”, la favola sorprendente di due solitari amici di penna

15 dicembre, 2009

la piccola Mary

la piccola Mary

Cosa possono avere in comune una bambina australiana di 8 anni e un uomo americano di 44? Sarebbe difficile da capire senza l’ingegnoso aiuto di Adam Elliot. Non condividono lo stesso mondo, e nemmeno gli stessi colori. Lei, Mary, vede tutto con sfumature di marrone, il suo colore preferito, e i suoi occhi si affacciano su campi silenziosi e sterminati. Lui, Max, ebreo, vive nel cuore pulsante degli Usa, nella New York fatta di luci psichedeliche, folla, rumori ad ogni ora del giorno e della notte, e palazzoni enormi, tutti rigorosamente in bianco e nero. Non hanno le stesse problematiche. Lei, reduce della fase infantile dei tanti perché (”Da dove nascono i bambini?”, “Se i taxi vanno all’indietro ti ridanno i soldi?”). Lui, alle prese con l’obesità, la sindrome di Asperger e con la sua difficoltà di stare al mondo. Eppure dietro a queste apparenti diversità, Mary e Max nascondono la stessa natura, condividono la stessa esigenza: quella di essere accettati, per quello che sono, e di superare quella solitudine che tanto li caratterizza. Perché Mary e Max sono soli, ugualmente soli in due modi diversi e in due mondi diversi.

Inizia in questo modo il lungometraggio di animazione di Elliot, raccontando le vite confuse e difficili di due personaggi che vivono ai lati opposti del globo e che, per casualità, diventano pen friends, confidando a penna e calamaio (lei) e alla macchina da scrivere (lui) le proprie paure, i propri bisogni e le proprie difficoltà. Tra cioccolato, lettere e pupazzetti Noblets, il tempo passa e l’amicizia cresce. Mary diventa grande, si sposa, va all’università e scrive una tesi sulla malattia del suo amico lontano. Max si fa sempre più grasso e, superata la fase iniziale, vive con entusiasmo la rottura dell’equilibrio che le parole della piccola australiana portano nella sua vita. A dividerli fisicamente un oceano, a separarli psicologicamente un’incomprensione.

Max

Max

Lo scambio finisce, l’attesa snervante. E’ solo il caso a porre fine a questo distacco, quando uno scontro brutale con un mendicante spinge Max a riflettere sull’imperfezione umana. E sulla bellezza della sua esistenza. Non c’è errore che non possa essere perdonato e non c’è uomo, donna, bambino o ragazza che non ne commetta uno. Ma ogni cosa può trovare un giusto posto e ogni città, anche la nera e rumorosa Grande Mela, può accogliere i colori caldi e il silenzio dell’australiana Mount Waverley.

Il capolavoro di Elliot, ancora lontano dalla grande distribuzione di massa, indaga la natura intima dell’uomo, sa far sorridere e allo stesso tempo commuovere, ricordando ancora una volta la mera realtà delle cose, quella che anche Einstein aveva più volte ribadito, ovvero che solo due cose nella vita sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma, sembra suggerire Elliot, non è detto che la stupidità sia sempre e solo negativa.

di Alessia Barbiero

informazioni: www.maryandmax.com

trailer: http://www.youtube.com/watch?v=tvEFkb5UZSI

Lustra scarpe chic in strada per valorizzare il made in Italy

14 dicembre, 2009

AnciDopo Roma e Torino arriva a Milano l’iniziativa SCIUSCIÀ CHIC by ANCI, promossa dall’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani. Venerdì 18 e sabato 19 dicembre chi passeggerà in zona Corso Vercelli potrà farsi lustrare gratuitamente le scarpe da sciuscià d’altri tempi, in un’area appositamente allestita davvero molto chic. Unico requisito: indossare scarpe made in Italy. Tutti coloro che si recheranno presso il corner Sciuscià Chic riceveranno informazioni sul mercato delle calzature italiane e uno speciale omaggio siglato I love Italian Shoes.

È invece aperto a tutti il concorso abbinato all’iniziativa, al quale si può accedere compilando il coupon che verrà distribuito nell’area allestita o tramite il test disponibile sulla fan page di facebook I LOVE ITALIAN SHOES (www.facebook.com/iloveitalianshoes). Rispondendo alle domande del test, e provando di essere veri Italian Shoes addicted, si potrà partecipare all’estrazione di un premio esclusivo: un week-end per due persone con visita a MICAM ShoEvent, il prestigioso salone internazionale dedicato alla moda della calzatura, dove i vincitori, accompagnati da un personal shopper, potranno vedere in anteprima le calzature che saranno nelle vetrine la prossima stagione; in palio anche cinque paia di scarpe, rigorosamente italiane.

Allacciate le cinture – inverno 2009/10

14 dicembre, 2009

Basta poco. Il punto vita s’innalza, a ridosso del seno, ed una complice curva avvolge i fianchi. L’andatura si fa aristocratica. Le gambe sembrano addirittura più slanciate. Perché la magia riesca, la cinta esige accorto abbinamento. Sia dunque a fascia alta su cappotti, nelle varianti in nappa, vinile o a cinghie serrate come in un corsetto. Sottile sugli abiti più bon-ton, ad accentuarne la rigorosa classicità. Talora si può stupire con un’eccentrica passamaneria, se la stampa è a toni vivaci. Semplici nodi, invece, ingentiliscono il maxi tricot.

di Gabriele Verratti illustrazioni Sara Moschini

Messa in piega – inverno 2009/10

14 dicembre, 2009

Il vostro abito da sera non fa una grinza? Rammaricatevi, giacché la passerella si e’ mostrata generosa di ruches, plissé, goffrature ed origami. Gli esempi più riusciti sposano il rigore della linea (e del tessuto, come lana e satin) al movimento leggiadro di volant e drappeggi. Talora bicolori, per accentuare l’architettura dei volumi. Miniabiti, corpetti e gonne di taglio longuette s’arrendono dunque all’arzigogolo. E voi?

di Gabriele Verratti illustrazioni Sara Moschini

EMMY THE GREAT: il primo amore non si scorda mai

14 dicembre, 2009

I remember how we met, but your name I forget”.

Emmy The Great in concerto

Emmy The Great in concerto

“Ricordo come ci siamo incontrati, ma mi dimentico il tuo nome”, così comincia First Love, singolo estratto dal primo album di Emmy The Great, che dell’amore e anzi, proprio dei primi amori, fa il suo centro di interesse.

Emma-Lee Moss, Emma La Grande come si presenta al pubblico, ha 24 anni, è nata ad Hong-Kong e cresciuta a Londra ed arriva sul palco con una chitarra acustica più grande di lei e gli abiti di una ragazzina appena uscita dal liceo. Noi che abbiamo avuto la fortuna di poterla vedere ed ascoltare dal vivo a Milano in occasione dei Vitaminic Days e del caldo di giugno, ce la ricordiamo così: gonna larga al ginocchio, t-shirt, cardigan e ballerine. In poche parole la semplicità. Chi è stato al Green Man Festival l’ha vista in versione pseudo grunge con i suoi short, la boyfriend t-shirt e soprattutto la camicia a scacchi oversize, so grunge. D’altra parte non c’è bisogno di abiti di scena complessi e chiassosi quando si ha un viso così e quando le proprie canzoni sono la cosa più importante.

Sì perché Emmy parla al nostro cuore di adolescenti, quando tutto è così importante e allo stesso tempo così di passaggio e lo fa in modo comprensibile e incisivo, usando figure e metafore immediatamente ricollegabili ad un passato che i nati negli anni ’80 (come lei) ben comprendono. Le sue storie sono dettagliate, personali, non si perdono nel flusso dell’universalità, anzi, si articolano in racconti ben precisi, nei quali però tutti possono ritrovare esperienze dimenticate e ricordarle e confrontarle con quelle rielaborate dalla cantante.

La musica è semplice, Emmy è autodidatta e non ne fa un segreto, e questo forse la avvicina ancora di più al suo pubblico, facendola scendere dall’eventuale torre d’avorio dell’artista, per portarla ad una dimensione di realtà e concretezza. La voce giovane e dall’accento particolare si presta bene ad interpretare sia i pezzi più ritmati e veloci (First Love con la splendida citazione dell’Halleluja di Leonard Cohen) sia le ballate melodiche e malinconiche (Absentee, 24), dove senza dubbio Emmy da il meglio di sé.

Il debutto di Emma-Lee è stato davvero grande in questo caso, c’è chi attende già il seguito e di poterla vedere o rivedere dal vivo, sempre con la sua chitarra acustica, il suo caschetto nero e i vestiti da ragazzina. Noi sicuramente ci saremo.

di Sara Moschini

foto 01, 03: Elena Morelli www.avisiblesignofmyown.blogspot.com

foto 02: kekkoz http://www.flickr.com/photos/kekkoz/

video First love http://www.youtube.com/watch?v=8dS8uy5fwfs&feature=player_embedded

Regali beauty

14 dicembre, 2009

Natale si avvicina e con esso anche i tanto amati regali. Non sempre però si sa cosa comprare alla mamma, all’amica o alla collega di lavoro. Perché non puntare allora su qualche accessorio di bellezza? Siamo andati a scoprire qualche novità da far trovare sotto l‘albero.

Per le mamme che amano curare il loro aspetto fin nei minimi particolari ecco un tris di prodotti per le labbra, firmato Max Factor:

la matita Gold Lip Liner, solida quel tanto che basta per definire una linea lungo il contorno delle labbra in modo rapido e preciso, ma al tempo stesso delicata con la pelle.

Gold Lip Liner
Gold Lip Liner Max Factor

il rossetto Colour Collection, idratante o a lunga durata, creato per valorizzare la carnagione di ciascuna, e il lucido Silk Gloss, morbido e brillante, per completare il trucco delle labbra con un tocco di luce e fascino.

Per l’amica sempre di corsa, che non ha nemmeno il tempo di bere un caffè, Max Factor propone prodotti pratici e veloci da applicare, come il fondotinta liquido Lasting Performance, a lunga durata e no transfer, incredibilmente naturale sulla pelle, o il blush Flawless Perfection, fard morbido e delicato, che si amalgama alla perfezione con la pelle, lasciando una lievissima sfumatura di colore che dà quel tocco finale a qualsiasi make up. Per essere sempre curate anche quando il tempo è davvero poco.

Per un regalo di grande effetto, via libera ai cofanetti, eleganti e assortiti.

Atmosfera misteriosa e charme con il cofanetto Hypnose Sense di Lancome: profumo, gel doccia e latte corpo, dalla fragranza eterea, che vela la pelle in maniera delicata.

Per la vostra amica glamour, amante delle serate in discoteca e sempre al centro dell’attenzione ecco la collezione da bagno Sephora dall’aroma di caramello fondente. Nel cofanetto trovate anche il gel paillettato d’oro, per un effetto sexy garantito!

di Melania Guarda

Tazze per un simpatico e bizzarro Natale all’insegna del design

12 dicembre, 2009

Smile cup, Psycho design

Smile Cup, Psycho Design

Aziende, privati, artisti: tutti a Natale riscoprono l’importanza del design. Nella stagione più consumistica dell’anno non si può fare a meno di soffermarsi su tutte le innovazioni e gli oggetti più originali e ricercati. Per un regalo importante, o anche per un pensierino, si tende a scegliere qualcosa di personalizzato, qualcosa che rispecchi la persona che riceverà quel regalo, qualcosa di bizzarro e se non unico, di certo lontano dalla produzione di massa. Si ricercano l’arte e il design, nelle loro forme più semplici e a basso costo, perché regalare un pezzo d’arte e come regalare una parte di sè.

E dato che il Natale mette generalmente di buon umore, ecco che la caccia ai regali diventa la caccia ai gadget curiosi. Ed è il web che offre gli spunti decisamente migliori, soprattutto per quanto riguarda quella che è una delle idee più semplici e carine per fare un pensierino poco impegnativo, ma di grande effetto: una tazza. Da caffé o da colazione, poco importa. Le tazze da sempre sono una fonte inesauribile di idee per i designer: la loro semplicità diventa una sfida irresistibile, con risultati a dir poco pazzeschi.

tazza Dear Van Gogh

tazza Dear Van Gogh, Mike Mak Design

Per gli amanti del macabro e anche un po’ del kitch c’è la tazza omaggio a Van Gogh, firmata Mike Mak Design: dopo averci abituato alla simpatica idea dell’orologio da comodino che segna l’ora con gli occhi (Eyeclock) il designer ha lanciato quest’anno la sua Dear Van Gogh, una tazza il cui manico ha la forma di un orecchio sinistro, proprio quello che il pittore olandese si tagliò con un rasoio nel dicembre nell’88 dopo una violenta lite con un altro guru del mondo dell’arte, Gauguin.

Più di uso comune invece le tazze “calamitose” proposte dalla statunitense Angela Schwab per il suo Inv/Alt design: i suoi lavori sono invenzioni che alternano gli oggetti esistenti. Ecco dunque sfidare la gravità proponendo tazze che si uniscono tramite calamita e che assumono così forme nuove e originali. E ancora la tazza porta biscotti, che coniuga estetica e praticità: è una normalissima mug dalla forma standard, con alla base uno spazio riservato per i biscotti. Si chiama Dunk Mug e il modo migliore per trovarla è spulciare la rete e incontrare l’offerta più vantaggiosa, con meno di 20 euro si può acquistare da diversi siti internet.

lampadario Tealight, Jan Bernstein

lampadario Tealight, Jan Bernstein

Dallo studio Psycho, invece, la novità si chiama Smile Cup, ovvero la tazza che sorride: basandosi sulla forte diffusione delle emoticons per esprimere le proprie emozioni (si pensi a skype, msn e tante altre chat) i designer hanno pensato ad una tazza che una volta sollevata restituisca un’espressione, sia essa un sorriso, un occhiolino o una faccia arrabbiata. Ultima, ma non meno innovativa l’idea di Jan Bernstein, è sempre una tazza, di nome Tealight, ma con una funzionalità tutta differente:  non si può usare per bere perchè la mug rovesciata è  in realtà una lampada che si accende tirando la cordicella, artisticamente creata con una bustina di tè.

di Alessia Barbiero

We will rock you

11 dicembre, 2009

il cast dello spettacolo

il cast dello spettacolo

Gli appassionati della splendida voce di Freddie Mercury potranno cantare finalmente in teatro le loro canzoni preferite. Arriva finalmente a Milano il musical sul gruppo che ha fatto la storia del rock: i Queen.

We will rock you, spettacolo che da 8 anni riscuote un successo clamoroso al Dominion Theatre nel West End londinese, sbarca al Teatro Allianz per un show ricco di effetti speciali, scenografie uniche e soprattutto tanta musica. 30 tra ballerini, cantanti ed attori ed una band di otto elementi che suonerà ogni sera, rigorosamente dal vivo.

Galileo e Scaramouche sono i predestinati che riporteranno in vita la musica rock sul pianeta, contrastati da una spietata Killer Queen, a capo della multinazionale Globalsoft, e dal suo assistente Khashoggi, ma aiutati dagli amici Bohemian, un gruppo di ribelli fra i quali spiccano Brit e Oz, e dal surreale bibliotecario Pop, unico a conservare e tramandare l’antica memoria dei tempi felici durante i quali la musica regnava sovrana sulla Terra.

Lo spettacolo sarà in scena fino al 31 dicembre, per un Capodanno rock a teatro.

di Melania Guarda

Kate Isabel

10 dicembre, 2009

Kate Isabel (img. 01)

Kate Isabel (img. 01)

Si dice che questo sia l’anno delle rosse, da Lily Cole a Florence Welch sembra proprio che questo sia il colore fortunato, ma sono ragazze come Kate Isabel che ci fanno venir voglia di fare un salto dal parrucchiere e cambiare look. Frangia lunga e capelli lisci che arrivano fino a metà schiena, fisico da modella e stile davvero interessante, scopriamo cosa pensa questa ragazza tedesca dell’universo della moda.

“La moda è davvero importante per me. E’ uno dei modi migliori che una persona abbia per esprimersi, per far capire quale sia la propria personalità e quale sia il proprio umore in una determinata giornata. C’è molto più dietro al vestirsi ed uscire. Moda significa affermare il tuo io giorno dopo giorno.”

E Kate Isabel non uscirebbe senza…

“La mia coda di volpe (falsa), almeno un capo nero (solitamente leggings nere), alcuni bracciali e naturalmente senza trucco!”. Nei suoi outfit più riusciti si nota infatti una forte presenza di nero, dal total black all’abbinamento con il rosa pastello o il grigio. In entrambi i casi, i capi di taglio maschile come la giacca oversize e non sagomata con risvolto e interno di tessuto differente, scarpe stringate flat (le sue preferite) e lunghe t-shirt (img.01), si mescolano e adattano perfettamente agli abiti e agli accessori più femminili, come le grandi borse di pelle, le calze velate e decorate, le camicette ricamate.

Solitamente Kate Isabel compra i suoi abiti da Topshop, Urban Outfitters e H&M, così come da Zara e da American Apparel, ma quel che le piace di più è fare shopping in piccoli negozi nascosti e nei vintage stores, dove acquista piccole rarità da abbinare a capi base. Questa passione per i marchi più hype e giovani si ritrova nella composizione dei suoi completi, nell’uso ripetuto delle leggings, nella passione per le headbands e i cappelli. C’è da dire che non a tutte stanno bene le fasce nei capelli, così anni ’70 e retrò, ma Kate Isabel sembra essere fatta apposta e le indossa con una disinvoltura davvero invidiabile (img.02, 03).

Quale è l’outfit preferito di questa ragazza così creativa?: “Leggings nere, stivali da biker, fascia larga e nera in testa, t-shirt nera, bracciali borchiati, boyfriend blazer nera… Si capisce che mi piace il nero?!”

di Sara Moschini

tumblr Kate Isabel: http://ohfierce.tumblr.com/

lookbook Kate Isabel: http://lookbook.nu/user/10266-Kate-I


Partnership Assomoda - Cool Hunter Italy