
Stuart Franklin, Tienanmen 1989
In uno spazio nato per essere un cimitero, oggi alla Rotonda di via Besana è di nuovo la Morte ad essere protagonista. Con 84 foto dei principali conflitti mondiali, la mostra Ombre di Guerra, curata da Contrasto, su iniziativa della Fondazione Veronesi e del Comune di Milano (nell’ambito della Conferenza internazionale Science for Peace), propone la Guerra e la Morte per riflettere sulla vitale importanza della Pace.
Un percorso storico che muove dalla guerra civile spagnola del 1936 (anno a cui si fa risalire l’esordio della fotografia come forte documento di cronaca) fino ad arrivare alle vicende afgane del 2007; in mostra le foto icone del “secolo dell’odio”.

Robert Capa, Spagna 1936
Si propone una storicità per immagini che parla il linguaggio di grandi nomi della fotografia e del successo dei loro scatti, attraverso le riviste di tutto il mondo, da Vu a Life, da Magnum a Observer. Tra i fotografi presenti anche i vincitori di premi prestigiosi quali il Pulitzer (Adams, con un suo scatto del ‘68, con cui si aggiudicò anche il Word Press Photo), e il Press Award (Cagnoni nel ‘69, Franklin nel 1989).
I nomi sono quelli di Capa, Tera, Seymour, Bischof, Khaldei, Bresson, White, Mccullin, Griffiths, Huet, Ben-Am, Nachtwey, Green e molti altri, che hanno vissuto in prima persona, e dunque da esseri umani, la tragedia della guerra, l’insensato macello che vede uomo contro uomo.

Eddie Adams, Vietnam 1968
Tema centrale della mostra è portare lo spettatore a riflettere sulla scelta di alcuni di rischiare la vita per denunciare la morte. Con l’anniversario della caduta del muro di Berlino si ribadisce ancora una volta la necessità di abbattere questi muri e di superare le barriere che ci dividono, per poterci ri-conoscere fratelli. Se “scripta manent”, ancora più forte è il potere dell’immagine, che in questa mostra si traveste da specchio. Gurdando ogni scatto, infatti, vediamo ciò che l’uomo è capace di fare al suo prossimo, il suo nemico. Disarmati, appuriamo ciò che la Ragione ci ha fatti divenire. Ed è proprio sull’abbandono della Ragione, che l’organizzatore esorta l’Evo contemporaneo, spronandolo al riconoscere l’importanza del Mithos in opposizione al Logos, per tentare di trovare una via nuova per la Pace.
Basta con i popoli che fungono da capri espiatori, basta con le guerre in nome della democrazia. Solo cosi possiamo scrollarci l’ombra di morte che le guerre stagliano sulle nostre coscienze, ben chiara nell’immagine di Green scattata nel ‘95 in Cecenia. Sottile appare, in merito, il piccolo elenco che si vede entrando all’esposizione: cifre ingenti che mostrano quanto ogni anno gli Stati spendano in armamenti, e che denunciano quanto sia fruttifero il mercato e l’industria della guerra. Forse che l’unica ragion d’essere delle guerre è quella di andare a riempire le tasche di una certa oligarchia?
di Giovanni Bertuccio
Rotonda della Besana
via Enrico Besana 12, Milano
Orari: mart, merc, ven, sab, dom: 9.30 – 19.30
Al mattino visite guidate in 2 turni (9.30 e 11.00) dal 20 novembre al 19 dicembre 2009 (esclusi i giorni 7 e 8 dicembre 2009)
ingresso libero