“Milano Love Fashion”, moda e spettacolo in piazza Duomo

25 settembre, 2009

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Danza, canto, sfilata e spettacolarità. Questa è stata ieri sera la città meneghina in occasione di Milano Love Fashion. La moda si è aperta così al grande pubblico con uno show in Piazza del Duomo durante la settimana più attesa da stilisti e amanti del settore.

Ad animare la serata un’esibizione dell’etoile Eleonora Abbagnato che, con il ballerino Jean Sebastina Colau ha portato in scena una versione inedita di Mammagamma dei Pink Floyd. Dalla danza alla musica con i Kills, band indie rock formata dalla cantante statunitense Alison “VV”  Mosshart e dal chitarrista inglese Jamie Hotel Hince.

Gran finale con la sfilata delle creazioni di Ennio Capasa con la sua linea della prossima estate Costume National, affidata a modelle figlie di famose rock star tra cui Pixie Geldof, Tali Lennox e Daisy Lowe. Abiti fluidi, minidress cortissimi quasi tutti rigorosamente neri. Una moda per tutti, all’insegna della creatività accompagnata da immagini proiettate sulla facciata del Duomo per la regia di Claudio Sinatti, regista e artista multimediale.

di Melania Guarda foto Michele Miele

Coca Cola veste “made in Italy”

25 settembre, 2009

maxi Coca Cola griffata Etro, piazza San Babila Milano

maxi Coca Cola griffata Etro, piazza San Babila Milano

Coca Cola si fa bella. La bevanda più bevuta al mondo e la grande moda italiana si sono unite il 24 settembre a Palazzo Reale per aprire la settimana della moda milanese con un’asta di beneficienza tutta al femminile, offrendo un messaggio di glamour, bellezza e gioia di vivere.

Versace, Blumarine, Alberta Ferretti, Etro, Fendi, Marni, Missoni e Moschino hanno vestito con la loro creatività la celebre bottiglia di Coca Cola Light, realizzando otto limited edition griffate, che sono state battute all’asta a favore del progetto “Milano per l’Abruzzo”. Le somme raccolte sono state destinate a riattivare l’economia delle zone colpite dal sisma e a favorire la formazione al lavoro dei giovani, con una particolare attenzione alle donne.

Fashion & the City è la mostra open air che Coca-Cola Italia dona alla città di Milano: da oggi fino al 4 ottobre bellissime e divertenti maxi bottiglie di Coca Cola griffate “made in Italy” saranno esposte per le vie dello shopping milanese. Delle trentadue creazioni solo una per marchio vivrà in una limited edition che sarà distribuita in selezionati punti vendita.

di Melania Guarda foto Michele Miele

The Sartorialist: la moda sfila per strada

10 settembre, 2009

sartorialistfotoPasseggiare per la città, vestirsi e sentirsi alla moda ed essere immortalati dal guru dei cool hunter Scott Schuman, famosissimo ideatore del blog The Sartorialist (http://thesartorialist.blogspot.com). Questo è il sogno dei suoi numerosissimi fan che, finalmente, potranno sfogliare i suoi scatti più belli dal 2005 ad oggi.

Esce, infatti, edito da Penguin, il libro che raccoglie le immagini che hanno segnato la storia del re della moda maschile e non solo, di colui che ha fatto del  suo blog una pietra miliare della comunicazione fashion degli ultimi anni. La moda reale cammina per strada, non in passerella. Così il cacciatore di tendenze più famoso al mondo con la sua Reflex sempre al collo e la passione per la moda, si è guadagnato un successo inedito con le sue fotografie scattate in tutto il mondo.

Il libro è stato presentato negli States in agosto e da settembre è cominciato un tour per le principali città del mondo, accompagnato da grandissimi eventi e manifestazioni.

Chi non può proprio aspettare, può già ordinare il libro su www.amazon.com

di Melania Guarda

Milano: una notte di alta moda

7 settembre, 2009

Il 10 settembre Milano celebra la Vogue Fashion Night, in contemporanea con altri tredici Paesi, dalla Russia al Giappone, dagli Stati Uniti all’India. Nel quadrilatero della moda tutte le fashion victim potranno sbizzarrirsi tra limited edition e dj set, trascorrendo una notte di shopping nei quasi quattrocento negozi aperti fino a tardi. Il tutto con un unico scopo: adottare un albero per aumentare le aree verdi di Milano.

L’idea della serata, organizzata da Condè Nast in collaborazione con il Comune di Milano, vuole rendere il mondo della moda più accessibile a tutti. Da Armani a Blumarine, da Versace a Louis Vuitton, tante le iniziative tra sfilate e presentazioni di nuovi prodotti. Cocktail e atmosfera chic-parigina per il lancio della nuova borsa Roary di Yves Saint Laurent in via Montenapoleone, jeans personalizzabili nel Planet Store Diesel a San Babila.

A disposizione dei clienti nelle boutique e negli store, quaranta stylist di Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Vanity Fair, Glamour e GQ, per suggerire a tutti l’acquisto giusto.

Ambasciatrice d’eccezione la bellissima Eva Herzigova.

di Melania Guarda

Tra morte, denuncia e speranza: la Biennale black di Jan Fabre

1 settembre, 2009

Due anni fa era stato un continuo memento mori, quel ricordati che devi morire echeggiava in ogni dove. Uno scenario tetro e angusto che, nella 53esima edizione della Biennale d’arte di Venezia, ha lasciato spazio alla luce, alla voglia di “costruire mondi e produrre luoghi”. Ma a riportare a galla dalle acque della laguna quella triste e sconvolgente realtà, che nei padiglioni delle kermesse si è cercato per un attimo di dimenticare, ci ha pensato Jan Fabre, artista belga solitario e carnale.

Le sue opere, esposte nello Spazio Thetis, sono organizzate in cinque sezioni, ognuna delle quali metafora del proprio corpo. From the Feet to the Brain, dai piedi al cervello, un viaggio tra le componenti fisiche della carne umana che si tramuta in un percorso a ritroso dentro la propria anima, che oscilla nel limbo tra agonia e appagamento.

E’ nel corpo che si esplicita il legame tra vita e morte ed è proprio su di esso che si concentrano le riflessioni sulla realtà che ci circonda. In ogni tableau sculturale Fabre riproduce la sua dimensione di orrore e terrore, a cui si uniscono sogno e metamorfosi, formando un tutt’uno inseparabile. Si parte dal basso, per una crescita verticale: per cominciare  I piedi, bunker ove elementi da guerra si alternano con vasche blu purificatrici, che rappresentano lo studio personale di Fabre, il luogo dove dare libero sfogo alla propria creatività.

J. Fabre, installazione Il sesso

J. Fabre, installazione "Il sesso"

Segue la sala Il Sesso:  tornano le lapidi, una costante della produzione dell’artista, già utilizzate durante la scorsa Biennale  nell’ esposizione a Palazzo Benzon. L’immagine cupa di se stesso sdraiato tra lapidi che riportano i nomi di insetti è provocatoriamente affievolita da due elementi di vitalità, ossia il sesso, in erezione che gode tra le bare scure, e le scritte incise sulle lapidi. Se i defunti sono insetti (simbolo storico di metamorfosi) i loro nomi e le date di nascita e di morte sono quelle di artisti, filosofi, pensatori e amici che, secondo Fabre, avranno un ruolo fondamentale nella storia del mondo.

J. Fabre, installazione “La pancia”

J. Fabre, installazione “La pancia”

La crudeltà dell’essere umano esplode nella sala successiva, La pancia,  simbolo per denunciare la tragedia di cui l’uomo è vittima e carnefice. Il corpo nudo di un congolese frustato giace a terra su un tappeto di 100 metri quadrati composto da ali di coleottero buprestide. L’installazione è il capovolgimento di un’altra opera, creata lo scorso anno per la Sala degli Specchi del Palazzo Reale di Bruxelles, dove gli insetti decoravano l’intero soffitto. Qui Fabre ha voluto rovesciare lo scenario, e “spezzare” il soffitto facendo giacere a terra un uomo di colore, quasi a significare che Qualcosa – in questo caso la Storia, il Passato – cercasse di uscire dalla sua prigione per poter comunicare.

J. Fabre, installazione “Il cervello”

J. Fabre, installazione “Il cervello”

Passando per Il cuore, colorato non di rosso ma di un blu riparatore, che richiama quello delle vasche da bagno dell’opera I piedi, si arriva all’ ultima installazione, il Cervello, la parte più misteriosa e ancora non scoperta del corpo umano. Qui Fabre si trova in una trincea a scavare con una vanga nella testa di un gigante, per provare a esplorare le ragioni e i perché di quel mondo, orribile e al contempo misterioso, in cui si trova a vivere.

di Alessia Barbiero foto Courtesy (Gamec, Galleria d’arte moderna e contemporanea-Bergamo)

Informazioni:

From the Feet to the Brain, Jan Fabre, dal 5 giugno al 20 settembre 2009-Spazio Thetis, Venezia.