Peccato toglierselo! – estate 2009

3 luglio, 2009

basco decoratoDa solo basta a dare carattere all’intero outfit, secondo molteplici abbinamenti: il cappello protegge dal sole, ma ancor più da uno stile troppo anonimo. Must have indiscusso il modello a tesa larga, in paglia o tessuto, per un’ allure da diva hollywoodiana d’altri tempi. Non mancano proposte in vena di romanticherie, con nastri di seta stampata o fiocco laterale. Più disinvolto il baschetto, decorato o meno, in tessuto leggero.

di Gabriele Verratti

L’invasione degli ultrapiatti – estate 2009

2 luglio, 2009

ultraflat con calzare alla cavigliaNodi di pelle o trecce di camoscio; listini chiusi da mini-fibbie o finimenti in vernice; frange folk, ricami di pietre, borchie gold. Infinite variazioni per un’unica certezza: i sandali ultraflat non cessano di essere al passo coi tempi. Soprattutto nella versione a calzare, secondo l’attualissimo mood mitologico- purché i lacci si fermino alla caviglia e non avvolgano la gamba. In alternativa, espadrillas stile anni ’60, perfette sia di giorno che di sera, e romantiche ballerine, arricchite da un inconsueto inserto di nappine. Sì anche al tradizionale mocassino, variamente inteso: con o senza impunture, in camoscio o vernice, impreziosito da paillettes e
applicazioni di strass.

di Gabriele Verratti

Di zeppa in zeppa

1 luglio, 2009

Valentino s/s 2009

Valentino s/s 2009

Se inizi una ricerca su Internet scrivendo “zeppa” con molte probabilità la prima cosa che esce è: “In enigmistica la zeppa è uno schema che a partire da una parola ne ottiene un’altra inserendo una lettera [...] la zeppa prende il nome di aggiunta iniziale, aggiunta finale, aggiunta di estremi….”. La fonte è naturalmente Wikipedia, ciò che intendi tu, indubbiamente, ha poco a che fare con queste definizioni. Che ne dica Manolo Blahnik, cultore dello stiletto e indiscusso maestro della scarpa, reso famoso ai più per le continue citazioni della sue calzature nella serie “Sex and The City”, non sempre la zeppa equivale “ad un affronto all’eleganza e un inno alla volgarità”. Basti guardare queste Valentino per l’estate 2009: zeppe turchesi, eleganti e leggere.

E poi, a proposito di eleganza, se ci concentriamo a spingere in altezza il nostro piede, anche un quarante con zeppa inganna la retina sembrando un piedino di fata… e a noi sembra molto elegante…

Ugg s/s 2009

Ugg s/s 2009

Continuando, abbiamo visto in vetrina anche le zeppe traspiranti di Geox, per non parlare dell’ australiana Ugg che, dopo gli stivali rasoterra che sfidano il freddo più tagliente, ci permette ora di mostrare le dita con una linea di sandali zeppati dai toni classici, scamosciati, e di una bella nuance viola…

La zeppa nelle ultime stagioni non ci ha mai abbandonate. Inutile stare tutte lì, a tentare di essere delle Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”, indossando ballerine da mattina a sera… mentre loro, le zeppe, sono sempre in agguato… E a guardar bene ci sono da secoli…

Chopine veneziane XVI secolo

chopine veneziana XVI sec.

Era il XVI secolo quando a Venezia nascevano le “chopine”(a loro volta di origini spagnole), vere e proprie impalcature che potevano raggiungere il mezzo metro di altezza. Prevalentemente in sughero e legno, rivestite di velluto o cuoio, addirittura tempestate di pietre preziose, come simbolo di ricchezza. Da Venezia, la moda si estese a Francia ed Inghilterra, dove le donne oscillavano su questi trampoli sempre accompagnate da aiutanti per sostenerle.

Salvatore Ferragamo, 1932

Salvatore Ferragamo, 1932

Ma se parliamo delle origini e di ciò che noi tutt’oggi chiamiamo zeppe, non possiamo che citare il talento creativo di Salvatore Ferragamo: da artigiano partito dall’Italia nel 1914, per abbracciare il sogno americano (realizzato), Ferragamo fece indossare le sue calzature a grandi dive come Mary Pickford e Jean Harlow, solo per citarne alcune. Tornato in Italia alla fine degli anni ‘20 per aprire una bottega a Firenze, brevettò un sistema di lamine d’acciaio per sostenere il piede, creando delle calzature estremamente confortevoli e capaci di innalzarsi anche su tacchi futuristici, realizzati con materiali di varia origine. Ma più di tutto è l’utilizzo del sughero che ha reso immortale le zeppe, nelle varie stagioni della moda.

Oltre al mitico sughero di Ferragamo, come non parlare di zeppe e plateau in corda, metallo, plastica, tessuti stampati che ricordano il “flower power” o le luci psichedeliche degli anni ’70, quando le zeppe venivano indossate anche dagli uomini. Dal sandalo allo stivale, dal mocassino alla scarpa stringata, a quel punto la zeppa era totalmente sdoganata…

super zeppa anni '70

super zeppa anni '70

espadrillas zeppa con merletto, 2006

espadrillas zeppa con merletto, 2006

E le espadrillas? Famosissime per il loro essere rasoterra (infondo servivano ai pescatori spagnoli e napoletani) si innalzano in zeppe di corda; fanno il loro ingresso ufficiale nella moda negli anni ‘50 e diventano un simbolo alternativo negli anni ’70. Da scarpe in tela senza tacco sono diventate ultrafemminili, con l’aggiunta di zeppe e lunghi lacci da annodare alla caviglia. Anch’esse, periodicamente, tornano a fare capolino: alla fine degli anni ‘80, nella seconda metà degli anni ’90, e poi di nuovo nel 2006, coloratissime di merletto o in tinte basic.

Anche le infradito si sono trasformate in zeppa un po’a ricordare le antiche calzature orientali, come gli zoccoli giapponesi indossati sotto i chimono.

infradito, 1980

infradito, 1980

Zeppe, plateau, zatteroni… chiamatele come vi pare, ma abbracciano proprio tutti gli stili: per la romantica, per la trasgressiva o anche un po’ fetish, e per chi della zeppa non riesce davvero a farne a meno, neanche nella cosiddetta scarpa da ginnastica.

sneacker con zeppa, 2007

sneacker con zeppa, 2007

Ed eccole ancora negli anni ‘90, prevalentemente a sostenere degli stivaletti, con cui assumono un’ immagine quasi fluttuante, se indossate dalle adolescenti insieme a gonnelline scozzesi… allegre, come quelle delle zeppatissime Bratz o delle più giovani Winx.

Nina Ricci, 2010

Nina Ricci, 2010

Un po’ meno “fluttuanti” quelle indossate durante la sfilata di Vivienne Westwood nel 1993 da Naomi… persino la celebre top model è precipitata dai venticinque centimetri del suo plateau!…

…Insomma tra alti e bassi – ed proprio il caso di dirlo – della zeppa non riusciamo a liberarcene: dopo l’estate torrida appena trascorsa, le continueremo ad indossare a modo di ankle boots nella stagione 2010.

Con buona pace delle nostre caviglie.

di Rita Gandolfi

E per chi non ne ha abbastanza, ecco alcuni riferimenti:

Museo della Scarpa,Vigevano:  http://www.vigevanopromotions.it/orari/page2.html

Museo Salvatore Ferragamo, Firenze: http://www.salvatoreferragamo.it/it/#folderId=/it/ilmuseo

http://www.virtualshoemuseum.com/vsm/index.php

80 voglia di 80 – estate 2009

1 luglio, 2009

ispirazione anni '80Tornano in voga le gonne a vita alta, i tailleur pantaloni, le giacche sagomate. Rivisitazioni anni ‘80 che però non precludono altre fonti d’ispirazione e riferimenti inusitati. Come le tute, ad esempio; modellate sulle uniformi, in cotone o seta, per uno chic versatile ed intellettualmente compiaciuto, oppure nell’elegante versione tuxedo, da scegliersi in nero o rosa tenue. Revival 80’s anche nei colori, che si pretendono vibranti, adrenalinici, fluo, quasi ad esorcizzare il grigio-recessione. Dal giallo limone al blu elettrico, dal fucsia al sempre attuale viola, senza tralasciare l’inossidabile rosso Valentino.

di Gabriele Verratti

L’Ispirazione è divina – estate 2009

1 luglio, 2009

ispirazione divinaAlgida divinità olimpica oppure candida vestale. Tuniche fluttuanti e pepli; drappeggi e trasparenze che esaltano la silhouette; tagli dalle studiatissime asimmetrie e capi monospalla, per un classicismo mitologico rivisitato in chiave contemporanea. Si prediligono la seta, nella versione monocromatica oppure stampata, e l’imprescindibile chiffon, per un effetto nude look. Gli immancabili abiti bustier sono impreziositi dai colori dell’oro e dell’argento, talora con applicazioni di cristalli – all’insegna di un’opulenza che scongiuri l’austerity della crisi. La tavolozza sconfina poi nelle tonalità pastello, dai rosa pallido alle tinte più aranciate, accentuando un malizioso gioco di rimandi tra il tessuto e l’incarnato.

di Gabriele Verratti


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