Non solo stiletto. Il tacco scende dal proprio piedistallo e perde centimetri: è il momento dei Kitten Heels. I rialzi amati dall’universo femminile, perfetti per raggiungere nuove altezze, si accorciano irrimediabilmente ed il tacco 12 viene sostituito da strumenti di seduzione di misura ben più contenuta. Che pur non superando i 5 centimetri non hanno nulla da invidiare ad “esemplari” ben più slanciati: perché a volte (ma solo a volte), si sa, la perfezione sta nel mezzo.
di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini
Aggressivi e rubati dalla scarpiera dei più sfrenati motociclisti: ecco i biker boots, emblema tra i più classici dell’immaginario a due ruote. Accessorio prettamente maschile, sono stati riletti dai più noti designer, che hanno scelto di reinterpretarli al femminile conservandone però intatte le caratteristiche. L’effetto tendenza degli scarponi “cattivi” e fibbiati viene amplificato al massimo se sono indossati con shorts e minigonne. Per creare un gioco di contrasti che vuole dare a look dall’impronta girlie uno stile forte, deciso, e senza dubbio ad alto impatto.
di Chiara Zappacenere illustrazioni Sara Moschini
Veniamo qui a trattare del plateau, parola dolcissima che in certi sciagurati casi è sinonimo di trampolo. Divulgato ormai da un paio di stagioni, si presenta visibile o nascosto. Può slanciare un sandalo, una décollete, uno stivaletto. Nello stesso materiale della tomaia oppure a contrasto con essa. Alcuni modelli sono degni di nota, chic addirittura; per altri, invece, vale l’adagio del troppo che stroppia. La prudenza è d’obbligo. Al crollo dello stile potrebbe far seguito quello del posteriore. A terra, e rovinosamente.
di Gabriele Verratti illustrazioni Sara Moschini
Accenno malizioso oppure gesto esibito, la seduzione si gioca nell’antitesi. Prendi ad esempio lo stivale, plateale verticalità a ridosso di un timido lembo d’incarnato, esposto a fremiti di freddo – o di piacere. Guaina di pelle o camoscio, che accarezzi il polpaccio oppure superi il ginocchio. Talora fino all’orlo della gonna (corta, va da sé). Attillati gambali tutt’uno coi leggings. Cuissardes civettuoli alla maniera del can can. Nero o fluo per i colori. Il tacco, ancora una volta, resta pura questione di gusti: dal più basso al più alto, ai limiti del virtuosismo.
di Gabriele Verratti illustrazioni Sara Moschini
Sensualissimo, estremo, diabolicamente glamour: lo stiletto è il dettaglio-feticcio delle passerelle estive. Sostiene tomaie dalle linee essenziali, a listini sottili, magari con fiocchi ed applicazioni gioiello, talora con plateau più o meno accentuati. Nelle combinazioni cromatiche più delicate ritroviamo i rosa e gli azzurri frammisti all’oro e alla pelle laminata; nero assoluto, invece, per i modelli che cedono a tentazioni bondage. Apoteosi della verticalità anche nelle proposte a zeppa, in camoscio o più spesso sughero – naturale o laccato.
di
Gabriele Verratti
Riletture sorprendenti in un materiale versatile quanto insolito: ballerine traforate, infradito, sneakers ed espadrillas scoprono la gomma. Non restano immuni le classiche decolleté, chiuse oppure spuntate con cinturino alla caviglia. Anche in colori fluo.
di Gabriele Verratti
Nodi di pelle o trecce di camoscio; listini chiusi da mini-fibbie o finimenti in vernice; frange folk, ricami di pietre, borchie gold. Infinite variazioni per un’unica certezza: i sandali ultraflat non cessano di essere al passo coi tempi. Soprattutto nella versione a calzare, secondo l’attualissimo mood mitologico- purché i lacci si fermino alla caviglia e non avvolgano la gamba. In alternativa, espadrillas stile anni ’60, perfette sia di giorno che di sera, e romantiche ballerine, arricchite da un inconsueto inserto di nappine. Sì anche al tradizionale mocassino, variamente inteso: con o senza impunture, in camoscio o vernice, impreziosito da paillettes e
applicazioni di strass.
di Gabriele Verratti